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Attualità

A conclusione della ricerca si trova la deduzione

I costi dei progetti, correttamente capitalizzati in ossequio ai principi contabili, sono ammortizzabili e fiscalmente rilevanti a partire dall'esercizio in cui questi possono essere economicamente sfruttati

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"In presenza di spese di ricerca e sviluppo legittimamente capitalizzate in base ai principi contabili, la deduzione fiscale delle stesse sarà possibile solo alla conclusione della ricerca".
Questo il fondamentale principio di diritto stabilito nella risoluzione n. 95/E del 25 luglio.

La società interpellante aveva sostenuto costi di ricerca, consistente in studi, indagini e prove di laboratorio finalizzati allo sviluppo di specifici prodotti o processi produttivi. I predetti costi erano stati iscritti, previo consenso del collegio sindacale, tra gli oneri di utilità pluriennale dell'attivo patrimoniale; tuttavia, una parte era stata imputata alla voce "Costi di ricerca, di sviluppo e di pubblicità" e un'altra parte a "Immobilizzazioni in corso e acconti", distinzione giustificata dal fatto che solo alcuni progetti oggetto di investimento erano stati completati nel 2005, mentre, per gli altri, la fase di sperimentazione e di studio era ancora in corso.

In ossequio al principio contabile n. 24 e all'articolo 2426, primo comma, n. 5), del codice civile, la società istante ha iniziato a imputare a conto economico soltanto le quote di ammortamento della parte di spese sostenute a fronte di progetti i cui risultati erano disponibili per l'utilizzazione economica nel corso del 2005.
Con riferimento agli altri investimenti, l'avvio del piano di ammortamento è stato rinviato in attesa che il processo produttivo oggetto di studio potesse essere economicamente sfruttato.

Proprio con specifico riferimento a tali investimenti, la società istante - al fine di conciliare il trattamento civilistico e contabile con quello fiscale, previsto dall'articolo 108 del Tuir, ferma restando l'indeducibilità di tali costi in via extracontabile (come chiarito nella circolare n. 27/E del 2005) - ha richiesto chiarimenti in merito alla corretta soluzioni da adottare:

  1. far concorrere tali costi alla determinazione del reddito imponibile nell'esercizio in cui sono stati sostenuti o a partire da tale esercizio e nei successivi ma non oltre il quarto, indipendentemente dal trattamento contabile adottato nella predisposizione del bilancio d'esercizio
  2. operare una deduzione di tali costi in concomitanza con la loro effettiva imputazione a conto economico e, dunque, in ogni esercizio in cui sono in esso iscritte le quote di ammortamento, a partire dall'esercizio in cui i risultati dei progetti di ricerca sono disponibili per l'utilizzazione economica.

Tra le due soluzioni, la società istante intendeva adottare la prima, supportando, tra l'altro, tale scelta interpretativa sulla base del principio generale contenuto nell'articolo 109, quarto comma, lettera b), primo periodo, del Tuir.
Operativamente, al fine di dedurre fiscalmente tali costi non imputati a conto economico, la società istante avrebbe, cioè, operato una variazione in diminuzione nel quadro RF del modello Unico.

Tale interpretazione non è stata accolta dall'Agenzia delle entrate, la quale, dopo aver ricordato che il reddito d'impresa si determina in base al principio di derivazione dal risultato civilistico (ex articolo 83 del Tuir) e aver precisato che il disallineamento tra disciplina civilistica e quella fiscale - dato dal fatto che il riferimento dell'articolo 108 del Tuir al "sostenimento" di costi di ricerca e sviluppo parrebbe consentirne la deducibilità fiscale in un momento antecedente rispetto a quello civilistico - non può essere superato attraverso l'utilizzo del quadro EC del modello Unico, ha concluso che "la deducibilità del costo è sempre subordinata alla regola della preventiva imputazione al conto economico dell'esercizio di competenza a norma dell'articolo 109, comma 4, del citato TUIR" e che, di conseguenza, "in considerazione della scelta civilistica di capitalizzare le spese di ricerca e sviluppo sostenute nel 2005, rinviando l'inizio dell'ammortamento all'esercizio in cui il bene o processo risulterà disponibile per l'utilizzazione economica...la deduzione fiscale delle stesse sarà possibile solo alla conclusione della ricerca".

Tuttavia, è precisato che lo Ias 38, a differenza dell'articolo 2426, primo comma, n. 5), del codice civile, detta dei requisiti ben precisi affinché possa essere rilevata in bilancio un'attività immateriale, in presenza dei quali l'impresa non ha più la facoltà, bensì l'obbligo di capitalizzare.
Il che comporta che "se e quando l'attività di ricerca darà luogo ad un bene o processo disponibile per l'utilizzazione economica, potrà farsi applicazione dell'articolo 103 del testo unico (come modificato dall'articolo 37, comma 45, del d.l. n. 223 del 2006 citato)...In caso contrario, la perdita derivante dal mancato raggiungimento di un risultato economicamente apprezzabile potrà essere dedotta per intero nell'esercizio in cui si verificherà, ai sensi dell'articolo 101, comma 4, del TUIR, trattandosi di un costo di natura certa, deducibile secondo i principi generali della competenza, dell'inerenza, della correlazione e della preventivai imputazione dei componenti negativi del reddito d'impresa, contenuti nel citato articolo 109".

Nella risoluzione, viene ricordato, incidentalmente, che la recente modifica normativa contenuta nell'articolo 37, comma 47, del decreto legge n. 223 del 2006, che ha inserito espressamente i costi di ricerca e sviluppo nel comma 4, lettera b), dell'articolo 109 del Tuir "si rende applicabile solo alle spese relative a studi e ricerche di sviluppo sostenute a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto stesso".

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