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Attualità

Concluso l'incontro sugli Isa: esperti,
professionisti e categorie a confronto

“Indici sintetici di affidabilità fiscale: salto in avanti rispetto agli studi di settore” apre così il direttore dell’Agenzia delle entrate il convegno appena tenuto presso la Sala Mauro Di Cocco in via C. Colombo

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A chiusura dei lavori, ecco i principali temi trattati oggi, 20 giugno, dalle ore 9,30 a Roma durante l’appuntamento organizzato dall’Agenzia insieme a Sose e a Sogei, con la partecipazione di giornalisti ed esperti de Il Sole 24 Ore e Italia Oggi. Illustrato il funzionamento del nuovo strumento e chiariti i dubbi degli operatori in un confronto aperto e tutto dedicato.
 
“Strumento di stimolo alla compliance e segno di cambiamento epocale da ricercare nell’incontro preventivo con il contribuente”: queste le prime parole di Antonino Maggiore, direttore dell’Agenzia delle entrate, che apre l'incontro sugli Isa, ponendo l’accento sul cambio di rotta rispetto agli studi di settore. Il nuovo strumento di affidabilità fiscale, risultato di un processo elaborato e complesso e introdotto dal Dl n. 50/2017, consente di attuare una ricostruzione ad hoc del contribuente attraverso i dati contabili e strutturali nell’ottica di modulare l’indice della propria posizione e di verificare il proprio grado di affidabilità. Maggiore, ricordando il sistema delle premialità, evidenzia il superamento della logica degli studi di settore e il nuovo obiettivo degli Isa: una valutazione del comportamento fiscale dell'azienda che punta a valorizzare chi è più affidabile anziché ricercare l'anomalo. Sicuri sono i vantaggi per i contribuenti affidabili.
A seconda del valore raggiunto, infatti, i soggetti possono, per esempio, essere esclusi da alcuni tipi di controlli o beneficiare della riduzione dei termini per gli accertamenti da parte dell’Agenzia delle entrate o essere esonerati dall’apposizione del visto di conformità per la compensazione dei crediti d’imposta.
Le stime citate dal direttore Maggiore evidenziano che su una platea di contribuenti soggetti all’Isa di circa 3,6 milioni, oltre 1,1 milioni (il 31%, quasi uno su tre) ha i requisiti per accedere ai benefici previsti per chi ottiene un punteggio da 8 in su, mentre oltre 700mila soggetti risultano più virtuosi, affidabili e premiabili pari o superiori al punteggio 9. I vantaggi, pertanto, vanno dall'esonero dall'apposizione del visto di conformità per la compensazione del crediti d'imposta all'esclusione dalla disciplina delle società non operative e - a determinate condizioni - dall'accertamento sintetico del reddito.
 
I saluti proseguono con il direttivo di Sose, partner metodologico, con l’intervento dell’Amministratore delegato Vincenzo Atella, che sottolinea quanto il nuovo strumento Isa, in un rapporto di collaborazione tra Fisco e contribuente, sia più equo dal punto di vista fiscale, colga l’eterogeneità dei contribuenti e riesca a catturare la reale situazione fiscale di ognuno. E il direttivo di Sogei, partner tecnologico, per il quale l’Amministratore delegato, Andrea Quacivi, pone alla luce l’impegno degli Isa a creare valore in una logica di supporto, collaborazione, consulenza e assistenza, oltre ad una interpretazione semplice dello strumento e alla traiettoria di compliance tracciata. Inoltre, Quacivi cita i dati in aumento delle precompilate: sono circa 3,8 milioni gli utenti che hanno già consultato le dichiarazioni online, in crescita dai 3,4 milioni nello stesso periodo dello scorso anno. Gli invii sono stati finora circa 1,9 milioni (erano 1,6 milioni nel 2018).
 
Numerosi gli esperti e i professionisti in sala 
Il convegno si è articolato in due parti: dapprima “I nuovi Isa 2019”, moderatore Jean Marie Del Bo, vice direttore de Il Sole 24 ore, vede gli interventi sul tema della cooperative compliance tra Fisco e contribuenti come obiettivo principale dei nuovi indici sintetici.
In questa prima sessione, a sua volta suddivisa in due tranche, Paolo Valerio Barbantini, capo divisione Contribuenti dell’Agenzia delle entrate, in un intervento dettagliato e puntuale, sottolinea la strategia complessa e coordinata alla base dello strumento di affidabilità fiscale, finalizzato alla riduzione del tax gap, espressione della differenza tra quanto ipoteticamente dovrebbe essere versato e quello effettivamente versato dal contribuente. Barbantini illustra come si è passati da una basic relationship tra Fisco e contribuente a nuove forme di interlocuzione: già nel 2004 l’Ocse aveva condotto uno studio sul ruolo degli intermediari nei confronti dei contribuenti e oggi, attraverso l’approccio della Compliance by design, gli Isa consentano di arrivare a disegnare la cooperative compliance (adempimento spontaneo) e rappresentano un’opportunità, se non una scommessa, nei confronti della fiscalità di massa. Il capo divisione Contribuenti passa a descrivere nel dettaglio le tipologie di contribuenti coinvolti (pienamente affidabili, mediamente affidabili, scarsamente affidabili) e le tecniche econometriche robuste con le quali sono stati costruiti gli Isa.
 
Merita menzione, tra gli altri, l’intervento di Maurizio Verginelli, direttore entrate, riscossione, gdf e df, Sogei, che punta alla logica dei servizi: per 4milioni e mezzo di contribuenti sono stati precalcolati gli Isa. Per questi si è attuata un’analisi specifica delle informazioni e una quadratura con metodo statistico. Verginelli segnala la possibilità di scaricarsi i dati in maniera puntuale o massiva, nonché l’importanza delle banche dati per migliorare le informazioni da fornire al contribuente e il motore di calcolo fondato su una media di indicatori elementari di anomalia e affidabilità. L’obiettivo che sottolinea è realizzare entro settembre report economici di settore, report di affidabilità del settore, report di affidabilità personale e report delle annotazioni che consentono di disegnare l’intera struttura economica del soggetto.
Sul punto, o meglio sul maggiore utilizzo delle banche dati e della qualità dei dati, ritorna Danilo Ballanti, responsabile degli Isa, Sose, che affronta anche il tema dell’importanza della collaborazione e della condivisione delle informazioni tra organizzazioni professionali e categorie, elemento fondante per la creazione degli Isa (ad oggi sono state 165 le riunioni delle organizzazioni degli operatori e 8 le riunioni della Commissione degli esperti), e la realizzazione, attraverso i nuovi indici, della completa rappresentazione del profilo di ciascun contribuente.
Focus su semplificazione per i professionisti e gradualità della valutazione (a differenza della rigidità degli studi di settore): il coefficiente individuale è un elemento di trasparenza e una misura precisa di ogni singolo contribuente.
 
A seguire, la seconda parte condotta da Roberto Miliacca, capo della redazione romana di Italia Oggi vede intervenire, tra gli altri, i tecnici ed esperti del settore da Pasquale Saggese, fondazione nazionale Commercialisti, a Dario Fiori, ordine dei Consulenti del Lavoro, a Enrico Polella e Massimo Varriale dell’Agenzia delle entrate. Si approfondiscono gli aspetti relativi alla Compliance by design per favorire l’adempimento spontaneo del contribuente, attraverso un dialogo e confronto preventivo realizzato con gli Isa, e l’accesso alle premialità.
In particolare, Enrico Polella sottolinea le due anime dell’istituto: far emergere le basi imponibili ed evitare, o meglio, prevenire l’errore. Gli indici di affidabilità fiscale permettono di guidare il contribuente e di superare le logiche dell’accertamento. Si attuano pienamente le forme di compliance. La scala dei punteggio fornisce, inoltre, una prima impressione dell’indice di affidabilità del singolo contribuente.
 
A conclusione dell’incontro, l’Agenzia presenta la guida dedicata ai nuovi indici di affidabilità fiscale, disponibile da oggi sul sito dell’Agenzia delle entrate, nella sezione dedicata alla collana “L’Agenzia informa”.

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