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Attualità

Il conferimento d'azienda a 360 gradi (1)

Un riepilogo dell'istituto in tre parti. La prima dedicata agli aspetti civilistici

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Fiscalmente, il conferimento d'azienda è considerata un'operazione straordinaria al pari della fusione, della scissione e della trasformazione; tuttavia, mentre queste ultime sono tipiche operazioni sui "soggetti", il conferimento d'azienda riguarda i beni e, in particolare, l'azienda, intendendosi per tale una universitas di beni materiali, immateriali e di rapporti giuridico-economici, suscettibili di consentire l'esercizio dell'attività di impresa.

Quale conferimento in natura, il conferimento d'azienda è equiparato dal comma 5 dell'articolo 9 del Tuir a una cessione a titolo oneroso, ancorché la controprestazione non sia rappresentata da denaro ma da partecipazioni nella società conferitaria. Il conferimento, infatti, è un negozio di natura associativa che si distingue dalla compravendita, che rientra, invece, nella categoria più generale dei contratti di scambio.

Come vedremo, rispetto alla disciplina generale dei conferimenti in natura, contenuta nel comma 2 del citato articolo 9, il conferimento d'azienda è regolato da disposizioni specifiche che trovano attuale collocazione nell'articolo 176 del Tuir.

Aspetti civilistici
Il legislatore civile, diversamente da quello fiscale, non si è preoccupato di disciplinare compiutamente il conferimento d'azienda, limitandosi a regolare il conferimento di beni in natura e di crediti, rispettivamente, negli articoli 2342 e 2343 cc per le società per azioni e negli articoli 2464 e 2465 cc per le società a responsabilità limitata.

Com'è noto, il conferimento di beni in natura può essere effettuato sia a titolo di proprietà che in godimento; tale distinzione assume rilevanza in ordine alla disciplina giuridica applicabile. Questa, infatti, non essendo espressamente prevista dagli articoli del codice civile sopra richiamati, deve desumersi dalle norme che regolano la vendita ovvero la locazione, a seconda della natura della prestazione conferita. Per tale motivo l'articolo 2254 cc, al fine di disciplinare la garanzia dovuta dal socio e il passaggio dei rischi per le cose conferite in proprietà, prende a prestito le norme sulla vendita. Sempre l'articolo 2254 prevede, inoltre, che il rischio delle cose conferite in godimento resti a carico del socio conferente; la garanzia per il godimento è regolata dalle norme sulla locazione.

Per quanto riguarda, poi, la valutazione dell'azienda conferita, occorre precisare che se il conferimento è effettuato in società di persone, dal momento che per le obbligazioni sociali rispondono in via sussidiaria tutti i soci, solidalmente e illimitatamente, non sono previste disposizioni specifiche atte a garantire l'integrità del patrimonio sociale. Ne consegue, pertanto, che nell'ipotesi in esame la valutazione dell'azienda conferita è rimessa alla libera contrattazione delle parti.
Quando, invece, il conferimento è effettuato in una società di capitali è richiesta una procedura particolare contenuta nell'articolo 2343 cc, se la conferitaria è una società per azioni, e nell'articolo 2465 cc, se la conferitaria è una società a responsabilità limitata.

In particolare, l'articolo 2343 dispone che chi conferisce beni in natura o crediti deve presentare la relazione giurata di un esperto designato dal tribunale nel cui circondario ha sede la società. Detta relazione deve contenere la descrizione dei beni o dei crediti conferiti, l'attestazione che il loro valore è almeno pari a quello a essi attribuito ai fini della determinazione del capitale sociale e dell'eventuale soprapprezzo, e i criteri di valutazione seguiti. È previsto, infine, che la relazione di stima debba essere allegata all'atto costitutivo.
La disciplina dettata per le Srl. dal citato articolo 2465 ricalca quella prevista per le Spa, con l'unica differenza che l'organo competente alla redazione della relazione giurata di stima può essere nominato direttamente dal socio conferente e deve essere un esperto o una società di revisione iscritti nel registro dei revisori contabili ovvero una società di revisione iscritta nell'albo speciale.
Al riguardo, è appena il caso di precisare che i valori peritali devono essere considerati valori massimi, oltre i quali non è possibile iscrivere i beni conferiti; è possibile, invece, iscrivere l'azienda ricevuta a valori inferiori.
Lo scopo perseguito dal legislatore con tale procedura è quello di evitare che i beni conferiti siano iscritti nella contabilità della conferitaria a un valore superiore al loro valore effettivo, al fine di garantire l'integrità del patrimonio sociale a tutela dei terzi creditori.

A ulteriore tutela degli interessi dei terzi, il terzo comma dell'articolo 2343 dispone che, entro centottanta giorni dalla iscrizione della società nel registro delle imprese, gli amministratori debbano controllare le valutazioni contenute nella relazione del perito nominato dal tribunale procedendo, qualora sussistano fondati motivi, alla revisione della stima stessa.

Il successivo comma 4 dell'articolo 2343 introduce, infine, un meccanismo di salvaguardia nei casi in cui il valore effettivo dei beni o dei crediti conferiti risulti essere più basso rispetto a quanto iscritto in contabilità. Qualora, infatti, il valore dei beni o dei crediti conferiti sia inferiore di oltre un quinto a quello per cui è avvenuto il conferimento, la società deve proporzionalmente ridurre il capitale sociale, annullando le azioni che risultano scoperte.

Una volta redatta la perizia di stima, le parti interessate dovranno stipulare l'atto di conferimento che rappresenta il momento costitutivo dell'operazione stessa.
Al riguardo, per quanto concerne gli atti aventi a oggetto il trasferimento della proprietà o del godimento di un'azienda, l'articolo 2556 cc richiede la forma scritta ad probationem, salva l'osservanza delle forme stabilite dalla legge per il trasferimento dei singoli beni che compongono l'azienda stessa o per la particolare natura del contratto. Il trasferimento d'azienda non necessità, quindi, dell'atto scritto ad substantiam, salvo per quei beni (ad esempio, gli immobili) eventualmente ricompresi nell'azienda, per il cui trasferimento l'ordinamento richiede una forma solenne.
Tuttavia, il secondo comma dell'articolo 2556 prevede l'obbligo a cura del notaio rogante o autenticante di depositare per l'iscrizione nel registro delle imprese, nel termine di trenta giorni, gli atti di trasferimento d'azienda redatti per atto pubblico o per scrittura privata autenticata. In mancanza, quindi, delle predette forme il trasferimento d'azienda, pur restando valido tra le parti, non potrà essere iscritto nel registro delle imprese, con tutte le conseguenze che ne derivano.

A quanto sopra precisato si aggiunga che, generalmente, l'atto di conferimento è contenuto nell'atto costitutivo della società conferitaria e, quindi, se la forma richiesta per detto documento è più complessa di quella prevista per l'atto di conferimento quest'ultimo dovrà essere redatto nella stessa forma.

1 - continua.

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