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Attualità

Contabilità d'impresa: dal 2008il bilancio d’esercizio si fa con l’Xbrl

L'acronimo risponde allo standard internazionale che, dal 1° aprile 2008, le società dovranno presentare al Registro delle imprese

conti elettronici

Il nuovo formato elettronico sarà l'unica riproduzione del prospetto contabile da allegare al deposito del bilancio di esercizio. Con la rappresentazione in Pdf, Excel, Html o Word non vi saranno più documenti da allegare. Uno standard internazionale per l'interoperabilità tra ambienti differenti. Le società italiane di capitali, dal 1° aprile 2008, saranno obbligate a depositare, presso il Registro delle imprese, gli atti societari, tra cui il bilancio, utilizzando il nuovo formato elettronico elaborabile secondo un unico standard internazionale: il modello Xbrl. Questo sarà l'unica riproduzione del prospetto contabile, da allegare alla pratica di deposito del bilancio di esercizio, per cui con la rappresentazione visiva nei formati Pdf, Excel, Html o Word non verranno più allegati altri documenti.

Il bilancio e le sue fonti
La vita dell'impresa è caratterizzata da molteplici fattori che sono la conseguenza diretta o indiretta dell'attività di management. Tutti i fatti e le operazioni che interessano la stessa devono essere rilevati, ossia misurati, rappresentati, interpretati e "riassunti" in un documento denominato giustappunto bilancio. Il bilancio è, quindi, il documento contabile che rappresenta, in modo chiaro veritiero e corretto, la situazione patrimoniale e finanziaria della società, nonché il risultato economico alla fine di ciascun esercizio. Esso è costituito, principalmente, dallo stato patrimoniale, dal conto economico e dalla nota integrativa. Com'è noto, la fonte principale di riferimento per la redazione del bilancio civilistico è quella normativa, ovvero il codice civile (articolo 2423 e ss.). Tuttavia, nella maggior parte dei casi, il legislatore (civilistico) ha dettato alcuni criteri di valutazione estremamente elastici tanto che, pur nel rispetto della clausola generale, due amministratori diversi possono giungere a differenti situazioni contabili per rappresentare la stessa dinamica aziendale. Per questo motivo, nel tempo, specifici organismi tecnici hanno elaborato, per ogni voce di bilancio, dei principi contabili (nazionali e internazionali) che sintetizzano la migliore prassi, in modo da orientare le valutazioni degli amministratori e ridurre il loro grado di discrezionalità/arbitrarietà.

Le finalità del bilancio
Gli amministratori possono redigere il bilancio, ai fini del controllo manageriale, con forme e contenuti diversi. Tale documento, se rivolto esclusivamente ai soggetti interni dell'impresa, cioè da coloro che lo hanno redatto, rimane "privato". Quando, invece, il bilancio è rivolto ai soggetti esterni all'impresa, a chi cioè non ne conosce le logiche di costruzione, diventa "pubblico" e la sua redazione deve essere sottratta alla discrezionalità degli amministratori. Il bilancio (di esercizio), quindi, è il necessario termine di riferimento legislativo per la corretta applicazione del complesso di norme posto a salvaguardia dell'integrità del capitale sociale e costituisce il presupposto per l'adozione di una serie di deliberazioni assembleari che ruotano intorno all'accertamento periodico degli utili (conseguiti) o delle perdite (subìte) nell'esercizio. Rappresenta, quindi, un essenziale strumento di informazione contabile dei soci (stockholder o shareholder) sia di maggioranza che di minoranza. Ma accanto ai soci ci sono altri soggetti (esterni) interessati alla lettura/rilevazione del bilancio aziendale. Innanzitutto i lender, cioè i finanziatori esterni come le banche o gli obbligazionisti (bondholder), ma anche gli investor, ovvero i nuovi soci potenziali. Non indifferenti risultano poi i clienti, i fornitori e le imprese concorrenti, intenzionate, queste ultime, a valutare l'opportunità di ingresso nel mercato. Interessati al bilancio sono, poi, i dipendenti, le associazioni sindacali e, in linea generale, anche la stessa collettività espressa dalle sue rappresentanze politiche nazionali e locali, attente a valutare l'impatto dell'impresa sull'economia di un territorio. Il bilancio di esercizio delle società ha, infine, rilievo anche per l'applicazione della normativa tributaria in quanto costituisce, per il fisco, il punto da cui deriva l'imposizione del reddito d'impresa (cd. principio di derivazione). In questo ambito, infatti, la volontà del legislatore italiano è quella di garantire una tassazione imparziale e connessa alla reale capacità contributiva ex articolo 53 della Costituzione.

Il rapporto tra norme fiscali e civili
Le norme fiscali, contenute, principalmente, nel Tuir n. 917 del 22 dicembre 1986, nel Dpr n. 600 del 29 settembre 1973 e nel decreto legislativo n. 446 del 15 dicembre 1997, invero, non riguardano specificamente la redazione del bilancio ma la determinazione del reddito imponibile da sottoporre a tassazione. Peraltro, occorre segnalare che il rapporto che intercorre tra le norme fiscali e quelle civili discende da una scelta di natura politica e può essere improntato alla logica del binario unico o del doppio binario. Nel primo caso (a cui si è ispirato l'ordinamento italiano) esiste un rapporto di dipendenza fra reddito fiscale e reddito civile. In questo caso, i valori iscritti nel bilancio redatto ai fini civilistici assumono rilevanza nella determinazione del reddito imponibile ai fini fiscali. In sostanza, tra la contabilità civile e quella fiscale manca una condizione di piena autonomia. Diversamente, nel secondo caso, non c'è alcun rapporto di dipendenza fra reddito fiscale e reddito civile e (sussistendo, di fatto, una contabilità fiscale e una contabilità civile) la norma fiscale, ai fini della determinazione del reddito imponibile, non interferisce con quella civile.

Common and civil law
Alcuni autori hanno osservato come l'economia dei Paesi occidentali è caratterizzata, fondamentalmente, dalla presenza di due tipologie di capitalismo, quello di common law e quello di civil law. Nel primo, dove vige il regime del doppio binario, il finanziamento delle aziende, molte delle quali hanno le caratteristiche delle public company e cioè delle imprese il cui azionariato è ripartito tra un grandissimo numero di investitori, è ottenuto ricorrendo prevalentemente al mercato finanziario. Il bilancio di esercizio diventa, allora, il documento in base al quale i principali attori del mercato fondano le loro decisioni di "sostenere" o meno l'impresa. Nel secondo, invece, caratterizzato dal regime del binario unico, le imprese soddisfano i propri fabbisogni economici ricorrendo prevalentemente al finanziamento degli istituti bancari. Questi, spesso, essendo anche gli azionisti di riferimento delle società finanziate o, comunque, trovandosi all'interno della compagine aziendale nella qualità di consiglieri di amministrazione accedono in modo diretto a tutti i dati necessari per valutare le condizioni economiche e finanziarie dell'impresa alla quale concedere gli "aiuti". In questo caso, però, il bilancio perde parte della sua importanza in quanto non rappresenta più il documento da presentare al mercato per raccogliere i mezzi finanziari necessari ad alimentare il piano di gestione e il fisco, di conseguenza, diventa il principale soggetto destinatario delle informazioni di bilancio. Per tali ragioni, il reddito imponibile è stato collegato al bilancio d'esercizio. Nei Paesi di civil law, del restio, il bilancio è redatto in base a criteri di valutazione prudenziali (criterio di calcolo del costo storico) allo scopo di salvaguardare l'integrità del capitale sociale e consentire la distribuzione di utili conseguiti concretamente, a tutela dei soci e dei terzi creditori.

La determinazione del reddito di impresa
Il legislatore fiscale italiano, pertanto, ha ritenuto che tali regole di determinazione della ricchezza economica prodotta dalla società potessero costituire una garanzia, per entrambe le parti del rapporto tributario, della misurazione della capacità contributiva del contribuente in termini di oggettività e affidabilità.
Dal punto di vista fiscale, come è noto, il punto di partenza per la determinazione del reddito di impresa da assoggettare a tassazione è rappresentato dal conto economico. L'articolo 83, comma 1, del Tuir, infatti, anche dopo la riforma del diritto societario, ha mantenuto invariato il principio (costituzionale) di derivazione secondo cui il reddito complessivo dell'impresa viene determinato apportando all'utile o alla perdita risultante dal conto economico, relativo all'esercizio chiuso nel periodo di imposta, aumentato o diminuito dei componenti che per effetto dei princìpi contabili internazionali sono imputati direttamente a patrimonio, le variazioni, cioè le modifiche in aumento o in diminuzione conseguenti all'applicazione dei criteri stabiliti nelle disposizioni del Dpr n. 917 del 1986.
Al riguardo, giova stigmatizzare che le regole dettate dalle scienze contabili circa la formazione del bilancio si muove in un'ottica chiara [quella di tutelare l'effettiva consistenza patrimoniale dell'impresa in favore a) dei terzi che intrattengono con essa relazioni contrattuali; b) dello stesso imprenditore; c) dei soci dell'impresa societaria] tale da comportare la determinazione dell'utile distribuibile con i criteri ispirati all'individuazione di una entità obiettiva e non aleatoria, onde evitare rischi di disintegrazione del patrimonio. In questo modo, si colgono le motivazioni che hanno indotto il legislatore ad individuare nel risultato del conto economico il dato in grado di fungere da base costituzionalmente obiettiva anche della tassazione. La previsione, inoltre, di alcune regole di variazione di questo risultato per giungere all'identificazione del reddito imponibile costituisce un rafforzamento del principio fondamentale della capacità contributiva, laddove si considera che tali variazioni, in aumento o in diminuzione, hanno lo scopo di cancellare o ridurre, per motivi di prudenza, la rilevanza delle componenti negative di natura discrezionale.
Tuttavia, l'applicazione delle rispettive normative (civilistiche e fiscali), pur avendo come elemento comune il risultato del conto economico, conduce a risultati differenti, in quanto, per la prima questo costituisce il punto di arrivo mentre per la seconda il punto di partenza nella determinazione del reddito finale da assoggettare a tassazione (Ires).

L'abrogazione del comma 2 dell'articolo 2426 del codice civile
Occorre osservare, però, che le variazioni fiscali non hanno un autentico contenuto economico e, quindi, non rilevano con il sistema dei valori di bilancio. Per salvaguardare il rapporto fra conti aziendali e fatti di gestione bisogna operare le modifiche fiscali fuori dalla "dichiarazione civile", ossia esclusivamente nell'apposito Quadro EC della "dichiarazione fiscale" dei redditi. Diversamente il bilancio civile verrebbe condizionato da valori "spuri", cioè verrebbe interferito da valori di natura non civile ma fiscali. Con l'abrogazione del secondo comma dell'articolo 2426 c.c. e con la riformulazione del punto 14 dell'articolo 2427 del codice civile si è pertanto eliminato "l'inquinamento fiscale" che spesso alterava la veridicità dei bilanci, in quanto i componenti di reddito fiscalmente rilevanti non trovavano una giustificazione sul piano economico. In realtà, il problema nasceva dalla formulazione dell'articolo 75, del (vecchio) Tuir, che consentiva la deduzione dei componenti negativi di reddito, soltanto se preventivamente imputati a conto economico. Tale disposizione induceva, di fatto, i redattori del bilancio, di fronte a eventuali divergenze tra la normativa civilistica e quella fiscale per la determinazione del reddito d'impresa, a privilegiare quest'ultima, in modo tale da sfruttare appieno tutte le possibilità di deduzione consentite dalla stessa normativa (fiscale). Per queste ragioni, l'articolo 109, comma 4, lett.b), del Tuir prevede la possibilità di rilevare i maggiori costi, derivanti dall'applicazione della normativa fiscale ma privi di reale contenuto economico, direttamente nella dichiarazione dei redditi. In definitiva, l'applicazione delle variazioni fiscali al risultato del conto economico consente di determinare il reddito imponibile "puro" su cui verrà applicata l'aliquota (33 per cento) per determinare l'imposta tassabile. Resta ferma, tuttavia, nella prassi, l'uso di "alterare" fiscalmente il bilancio (civile) iscrivendo direttamente nello stesso i valori di natura fiscale nei limiti consentiti dalla legge evitando in tal modo il passaggio attraverso il predetto Quadro EC.

Il decreto legge n. 223/2006 (cd. Bersani-Visco)
Per quanto sopra, il legislatore domestico, con i commi da 21 a 23 dell'articolo 37 della legge n. 248 del 4 agosto 2006, ha introdotto alcune disposizioni in tema di modalità tecniche di deposito degli atti in formato elettronico. Nel dettaglio il testo prevede che per ridurre gli adempimenti dei contribuenti, le Camere di commercio, industria, artigianato ed agricoltura comunicano all'Anagrafe tributaria (senza oneri per lo Stato), in formato elettronico elaborabile, i dati e notizie contenuti nelle domande di iscrizione, variazione e cancellazione nonché i dati dei bilanci di esercizio depositati. La norma precisa, inoltre, che con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da emanare, di concerto con il ministero dello Sviluppo Economico, sentita l'Agenzia delle entrate, entro il 31 dicembre 2006, sono stabilite le specifiche tecniche del formato elettronico elaborabile per la presentazione dei bilanci di esercizio e degli altri atti al registro delle imprese ed è fissata la data, comunque, non successiva al 31 marzo 2007, a decorrere dalla quale diventa obbligatoria l'adozione di tale modalità di presentazione. Fino alla realizzazione delle modalità tecniche di deposito degli atti in formato elettronico elaborabile, le Camere di commercio, industria, artigianato ed agricoltura forniranno le predette informazioni (senza oneri per lo Stato), nel formato elettronico disponibile (e cioè Tiff e Pdf). L'articolo 4, comma 4-ter, del disegno di legge di conversione del decreto legge n. 300 del 2006 approvato in data 26 febbraio 2007, ha, poi, posticipato al 31 marzo 2008 il deposito degli atti societari al registro delle imprese delle Camere di commercio, industria, artigianato ed agricoltura in formato Xbrl. Con il cosiddetto decreto milleproroghe, è altresì slittato di 12 mesi, al 31 dicembre 2007, anche il termine per il varo del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri destinato a regolamentare i meri aspetti tecnici.

Il modello XBRL, strumento di trasparenza e corretta informazione
L'eXtensible Business Reporting language (XBRL) è uno standard informatico, basato sulla tecnologia XML (eXtensible Markup Language, cioè un (meta) linguaggio di marcatura estensibile creato e gestito dal World Wide Web Consortium W3C), promosso e sviluppato dal Consorzio mondiale non profit XBRL International, con sede a New York. Esso si propone come obiettivo fondamentale semplificare la reportistica economico-finanziaria tra sistemi differenti o su serie storiche registrate in base a normative differenti o mutanti nel corso del tempo all'interno di realtà complesse, tra aziende e capogruppo, così come verso società esterne di certificazione, enti di controllo o uffici delle imposte. Altri scopi del Consorzio sono di rendere più semplice l'adozione degli Ias/Ifsr (International Accounting Standard/International Financial Reporting Standard) e dei princìpi sottesi all'accordo di Basilea 2 come di altre regole che dovessero essere introdotte in futuro. Lo XBRL è un insieme di istruzioni (metatag) che possono essere accompagnate alle cifre dei bilanci per fare in modo che esse risaltino in modo particolare e che possano essere comunicate attraverso differenti modalità, compreso il sistema dei canali multilingua. In estrema sintesi, mediante una codifica standard, si intende evitare il lavoro di manual coder/decoder dei dati normalmente associati alla gestione di attività complesse come consolidamenti di bilancio o le analisi di bilancio. Tale metodo, quindi, nella pratica mira a razionalizzare il trattamento delle informazioni societarie per renderle comprabili fra loro in modo tale che i bilanci delle società (italiane) potranno trovare una chiave di lettura più semplice e affidabile (all'estero) e i conti delle imprese (straniere) potranno essere più accessibili agli operatori economici e ai professionisti (italiani). Accettato per la rendicontazione finanziaria già da 20 Paesi, al consorzio, che da sette anni è impegnato a diffondere lo standard di composizione dei documenti economici e finanziari e soprattutto di renderlo royalty free, partecipano oltre 250 enti in rappresentanza di governi, banche centrali, gestori di borse valori e associazioni professionali, nonché di fornitori di software finanziari (tra cui Sap e Oracle).

L'Associazione italiana per l'XBRL
La giurisdizione italiana nel Consorzio Xbrl International è rappresentata dall'Associazione italiana (senza scopo di lucro) per lo sviluppo e la diffusione di tassonomie e di standard tecnologici in campo economico-finanziario che, istituita, a Roma, presso l'Organismo Italiano di Contabilità il 27 settembre 2006, conta 12 soci rappresentativi dell'intero sistema economico-finanziario nazionale: Abi, Aiaf, Ania, Assonime, Banca d'Italia, Borsa Italiana, Confindustria, Consiglio nazionale dei dottori commercialisti, Consiglio nazionale ragionieri e periti commerciali, Isvap, Organismo italiano di contabilità, Unioncamere. L'associazione, accreditata presso la sezione europea di XBRL, ha l'obiettivo di definire le tassonomie per poi aderire al Consorzio internazionale. Il primo compito per l'Associazione italiana è, quindi, la formazione delle giurisdizioni nazionali. In ogni Paese, cioè, deve essere costituita la "tassonomia" (dal greco taxinomia-taxis = ordine e nomos = regole), termine che sta ad indicare un sistema di regole destinato a contrassegnare i dati economici e finanziari secondo un linguaggio uniforme. Con la diffusione delle regole nazionali, gli operatori economici potranno poi codificare e decodificare tutti i contenuti di un business reporting in modo semplice, sicuro, chiaro, veritiero e corretto superando alla fonte il problema dell'incompatibilità tra i diversi formati elettronici e d'interpretazione dei diversi schemi contabili. I dizionari, validati dall'organismo internazionale, estenderanno la possibilità di confrontarsi con il resto del mondo. Scopo dell'Associazione italiana è, inoltre, quello di ampliare la base associativa con il coinvolgimento di altri soggetti istituzionali, enti pubblici, enti di ricerca e singole aziende e l'avvio di tavoli di lavoro per la definizione del dizionario comune, tenendo conto delle esigenze dei diversi settori e dei diversi contesti specifici (come quello fiscale).

Conclusioni
Correva l'anno 1978, quando Daniel Bricklin progettò la prima versione per computer di un foglio di bilancio ampliato, una panoramica dei risultati e delle occorrenze nella vita di una azienda. Dopo trenta anni (la prima banca che ha presentato in Europa il bilancio, 2005, con l'attuale versione 2.1 è stata la Monte Paschi), quindi, l'Xbrl potrebbe rappresentare, un metodo "rivoluzionario" per la rilevazione del bilancio d'esercizio ai fini contabili e fiscali. L'adozione generalizzata dello standard favorirebbe, infatti, la diretta integrazione dei dati nei sistemi di controllo e la loro valutazione, la disponibilità degli stessi e la elaborazione immediata in ambito mondiale dei documenti contabili, l'esclusione di possibili errori di interpretazione e di rielaborazione dati, la creazione di servizi a valore aggiunto permettendo l'utilizzo e l'integrazione dei dati, lo scambio d'informazioni tra i diversi operatori. Uno standard internazionale, insomma, in grado di garantire ai software vendor e agli utenti garanzie di interoperabilità tra ambienti differenti. Da qui l'interesse per l'Xbrl, uno strumento destinato, probabilmente, non soltanto ad assicurare la trasparenza e la corretta informazione dei bilanci al servizio della democrazia (finanziaria) ma anche a ridurre adempimenti, costi e tempi per imprese e professionisti, nel trattamento dei dati finanziari contabili e fiscali, con riflessi positivi anche sui controlli esercitati dalle "Agenzie delle Entrate" competenti per ogni Paese.



Fonti:
- Il bilancio, Apogeo education
- Assonime, note e studi n. 53/2003

 

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