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Attualità

Controlli doganali, il punto di Kovacs

La scorsa settimana il Commissario europeo ha fornito un quadro esaustivo dei risultati raggiunti nell’ultimo anno dalla Ue
 

In particolare sono stati sottolineati gli sforzi compiuti dalle Amministrazioni fiscali dei Paesi membri per combattere la pirateria commerciale e la contraffazione. Nel 2005 oltre 5 milioni di generi alimentari "contraffatti" sono stati sequestrati dalle autorità (+ 20 per cento rispetto al 2004). Il mercato europeo fa gola a parecchi operatori, leciti e non, se si considera che le frontiere comunitarie si sono, purtroppo, rivelate spesso una preda appetibile e agevolmente raggiungibile da quanti, aggirando i controlli in dogana, sono riusciti a invadere il mercato interno. E questo con prodotti che, oltre a non assolvere i dazi prescritti (con evidenti ripercussioni economiche considerato che i dazi costituiscono delle risorse "proprie" dell’Unione), si sono spesso rivelati al di sotto degli standard di sicurezza, procurando grave danno ai consumatori.

I numeri del 2005
Si pensi soltanto che, nel corso del 2005, oltre cinque milioni di generi alimentari "contraffatti" sono stati sequestrati dalle autorità doganali degli Stati membri, con un preoccupante aumento di circa il 20 per cento rispetto ai dati registrati nel 2004. Si tratta, in genere, di bevande alcoliche, succhi di frutta, bevande energetiche che si rivelano pericolosi per la salute, avendo addirittura causato svariati decessi. Oltre tutto, occorre considerare che tali prodotti vengono fabbricati senza l’osservanza delle norme igieniche rigorosamente prescritte dall’Unione o, negli States, dalla Fda.. Con la conseguenza che il mercato interno si trova in balia di prodotti che arrivano tra le mani di consumatori finali, spesso inconsapevoli, che vengono allettati da prezzi notevolmente più bassi, senza avere concrete possibilità di riconoscere il "falso", considerato che le tecniche di contraffazione sono così avanzate che raramente è possibile individuare la differenza dal prodotto reale, fatta eccezione che per il prezzo.

Il falso farmaceutico
In questa sede Kovàcs ha espresso una forte preoccupazione per il progressivo espandersi del "mercato" dei farmaci falsi: antibiotici, pillole contro il colesterolo, prodotti chemioterapici sino ai medicinali più comuni, come l’aspirina. Le preoccupazioni espresse dal commissario Ue riguardano le difficoltà di intercettare i flussi di partenza degli stock di falsi considerato che gli "operatori" , per sfuggire ai controlli oramai puntuali praticati anche dai nuovi Stati Ue che, per la loro posizione geografica si trovano più esposti alla "minaccia" asiatica, tracciano rotte sempre nuove.

Le nuove frontiere del rischio
A tal proposito Kovàcs indica i percorsi alternativi che includono non solo stati a rischio come l’Afghanistan e la Guinea ma anche la Svizzera. Per dare un’idea della complessità del fenomeno (e della conseguente difficoltà a intercettare in tempo reale tali commerci), Kovàcs ha citato il caso di un carico di circa 350 kg. di farmaci contraffatti, intercettato e posto sotto sequestro in Gran Bretagna. Tale partita, proveniente dalla Cina, era transitata attraverso gli Emirati Arabi per giungere in Gran Bretagna. La destinazione finale erano le Bahamas. Tutto ciò avveniva in base a un ordine trasmesso via Internet dal Canada.

Le azioni di intervento
Il commissario Ue si è anche brevemente soffermato sulle varie direttrici in cui si articolano gli sforzi delle autorità amministrative dei singoli Paesi membri e delle istituzioni comunitarie. In particolare l’azione è finalizzata a condurre, nei principali scali portuali ed aeroportuali  europei, operazioni di controllo coordinate tra loro e finalizzate all’intercettazione di carichi sospetti; istituire di una task force di esperti a livello europeo che cooperi anche con i settori produttivi di Paesi terzi maggiormente coinvolti nei descritti episodi di pirateria commerciale; progressiva semplificazione della normativa attualmente vigente mediante una revisione del codice doganale comunitario; cooperazione con gli operatori economici privati il cui contributo è essenziale per migliorare l’efficienza dell’azione di contrasto e prevenzione; collaborazione internazionale con le autorità statunitensi (e, di recente, anche con le autorità della Repubblica cinese) per uno scambio continuo di informazioni e di mutua assistenza sulle attività di intelligence.
 
Una esortazione e una raccomandazione
Kovàcs ha ultimato il suo intervento rivolgendo una calorosa raccomandazione ai consumatori finali di astenersi dagli acquisti e dalle allettanti offerte che caratterizzano il fenomeno della pirateria commerciale. E’ proprio il crescente consumo dei beni contraffatti che contribuisce in misura esponenziale alla proliferazione di questo mercato illegale, con le evidenti conseguenze in termini di perdita di gettito e risorse ma, soprattutto, con una grave minaccia per la salute stessa dei consumatori.
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