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Attualità

I corrispettivi telematici.
L’Agenzia incontra gli operatori

Si è appena concluso il convegno, tenutosi questa mattina presso la sala Mauro di Cocco della sede delle Entrate, sul nuovo adempimento fiscale che manda in pensione i vecchi scontrini

foto evento

Oggi, presso la sede dell’Agenzia delle entrate di via Giorgione, si è tenuto il convegno “I corrispettivi telematici”. L’incontro, a cui hanno partecipato Entrate, Dogane, Mef e Sogei, è stata un’occasione per discutere sulle modalità operative dell’obbligo di memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi giornalieri e fornire chiarimenti agli operatori interessati al nuovo adempimento, in vigore dallo scorso 1° luglio per i volumi d’affari superiori a 400mila euro alti e destinato a tutti gli operatori a partire dal 1° gennaio 2020.

L’evento fa parte del ciclo “l’Agenzia incontra”, una serie di appuntamenti che rappresentano un’occasione di scambio, condivisione e approfondimento su temi e novità fiscali tra Entrate e contribuenti. Con l’occasione vengono presentati due strumenti da oggi a disposizione degli utenti: la guida “Memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi”, che, in rete nella sezione "L'Agenzia informa" sul sito internet istituzionale, illustra il nuovo adempimento, spiegando gli strumenti a disposizione, le funzioni operative e i vantaggi, e un video di presentazione della novità presente sul canale Youtube.

A dare i saluti di benvenuto e l’apertura dei lavori, Antonino Maggiore, direttore dell’Agenzia, Roberto Fanelli, direttore della direzione Giochi dell’agenzia delle Dogane, e Andrea Quacivi, amministratore delegato di Sogei.
 “L’incontro punta a un’interazione con gli utenti per affrontare tematiche e criticità in prospettiva dell’entrata in vigore a regime del nuovo adempimento fiscale”, ha esordito il direttore dell’Agenzia Antonino Maggiore, mettendo in evidenza come l’introduzione dei corrispettivi telematici comporti “semplificazioni e vantaggi per tutti gli operatori economici. In particolare, non occorrerà più tenere il registro dei corrispettivi, non sarà più necessario conservare le copie dei documenti commerciali rilasciati ai clienti né il libretto di servizio”.
In tema di costi da affrontare per l’acquisto del registratore di cassa, il direttore delle Entrate ricorda, poi, il credito d’imposta riconosciuto per ogni apparecchio nella misura del 50% della spesa sostenuta, per un massimo di 250 euro in caso di acquisto e di 50 euro in caso di adattamento. Dal punto di vista pratico non cambia nulla per gli operatori, basta un registratore telematico e una connessione internet attiva e dopo la chiusura della cassa sarà l’RT in automatico a predisporre il file con i dati e trasmetterlo all’Agenzia delle entrate. In caso di problemi con la rete, per i primi sei mesi dall’entrata in vigore del nuovo obbligo, sono previsti dodici giorni di tempo per la trasmissione dei dati e la mancata applicazione delle sanzioni in caso di invio entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione.
Il direttore ricorda, pertanto, gli adempimenti “pratici” da seguire nelle diversi fasi della procedura, dedicando anche un richiamo particolare al processo di fatturazione elettronica, che oggi è ormai una realtà a regime sulla base dei dati rilevati. La trasmissione telematica dei corrispettivi, infatti, insieme con la fatturazione elettronica rappresenta una tappa fondamentale del processo di digitalizzazione delle interazioni tra utenti e amministrazione fiscale che punta a realizzare congiuntamente obiettivi della normativa e benefici per gli utenti.

A seguire gli interventi dei rappresentanti di Dogane e Sogei, che hanno messo in rilievo la sinergia delle rispettive strutture con l’Agenzia delle entrate, in un’ottica di strategia condivisa e di semplificazione delle procedure a vantaggio dei contribuenti.

Fra i relatori del convegno, il direttore della direzione centrale Tecnologie e innovazione, Giuseppe Buono, che ha presentato alla platea dei partecipanti le infrastrutture tecnologiche dei corrispettivi telematici, definendone in modo puntuale il ruolo e le finalità specifiche. Dopo un excursus della disciplina normativa, a partire dal decreto istitutivo (Dlgs n. 127/2015) fino alle modifiche introdotte dal decreto crescita (articolo 12-quinquies Dl n. 34/2019), arrivando alle prospettive future del 2020, il direttore ha presentato gli strumenti a disposizione degli operatori, cioè il registratore telematico, il misuratore fiscale adattato a registratore telematico e il server RT, illustrandone le caratteristiche tecniche. Nel novero degli apparecchi ci sono anche le “vending machine”, strumenti automatizzati che erogano prodotti e servizi su richiesta dell’utente, previo pagamento di un corrispettivo.
L’attivazione dei registratori di cassa dovrà passare necessariamente step tecnici: approvazione del modello, censimento, attivazione e messa in servizio. Inoltre, per accedere alla gestione e alla consultazione dei dati l’esercente dovrà accreditarsi. L’accreditamento può avvenire in due fasi, la prima delle quali può essere eseguita dal tecnico in fasi di attivazione dell’RT. Il direttore ha concluso il suo intervento, dedicando un focus ai protocolli di sicurezza e di accesso, elemento fondamentale nei processi di trasformazione digitale.

Gli obiettivi di sicurezza e immodificabilità dei dati nel processo di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi sono richiamati e approfonditi dal responsabile dell’ufficio Applicativi della divisione Servizi, Carmelo Piancaldini, il quale ha sottolineato, in primo luogo, l’importanza di effettuare le operazioni con strumenti che garantiscono appunto i requisiti di inalterabilità e  sicurezza dei dati. Il registratore telematico in esame, in pratica un registratore di cassa con capacità di connettersi a internet, è in primis uno strumento che assicura l’integrità delle informazioni. L’apparecchio consente di memorizzare la singola operazione e di emettere allo stesso tempo il documento commerciale, come avveniva con il registratore tradizionale. A differenza di quest’ultimo, però, il nuovo strumento, al momento della chiusura di cassa, predispone in automatico il file con i dati dei corrispettivi giornalieri e lo trasmette, in modo sicuro, al sistema dell’Agenzia delle entrate.
A seconda dell’operatività dell’esercente è disponibile la versione portatile o fissa. È importante per gli operatori verificare quanto prima il modello più idoneo e acquistarlo presso i rivenditori autorizzati. In alternativa, è possibile anche adattare il registratore già utilizzato.
Ricorda, infine, la moratoria per chi non è riuscito a dotarsi in tempo dell’RT che durerà al massimo per sei mesi: gli operatori con volume d’affari superiore a 400mila euro dovranno dotarsi dell’apparecchio entro il 1° gennaio 2020, tutti gli altri entro il 1° luglio 2020.
Piancaldini ha dedicato attenzione anche all’altro strumento a disposizione degli operatori, la procedura web dell’Agenzia, che risponde maggiormente alle esigenze di artigiani e lavoratori autonomi che hanno più tempo per compilare anche a mano il documento commerciale. Anche questi operatori, comunque, possono decidere di dotarsi di un registratore telematico.

L’incontro, moderato da Giovanni Parente, giornalista de Il Sole24Ore, è proseguito con la tavola rotonda in cui alle domande degli operatori hanno preso la parola Maurizio Verginelli, responsabile della direzione Entrate, Riscossione, Gdf e Df di Sogei, Paolo Savini, capo divisione Servizi dell’Agenzia delle entrate, e Giovanni Spalletta, direttore legislazione tributaria e federalismo fiscale del Df.
Riguardo il numero degli operatori già dotati di registratore telematico, ha ricordato Paolo Savini, “ad oggi sono 670mila gli apparecchi censiti tra RT e server, anche se il numero è ancora inferiore alle aspettative”. 

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