Articolo pubblicato su FiscoOggi (https://fiscooggi.it/)

Attualità

Dai controlli fiscali piovono in Spagna 2,5 miliardi di euro

Nei primi sei mesi 2006 le somme riscosse da controlli fiscali sono cresciute del 18 per cento. Un record che parte da lontano
Nel mirino del Fisco iberico è finito, in particolare, il settore immobiliare. Sottoposti a verifica quasi 2mila contribuenti (+ 34 per cento dei soggetti controllati nello stesso periodo del 2005). I risultati dei controlli hanno portato ad accertare 375 milioni di euro di evasione (+ 50 per cento sullo stesso periodo del 2005). Continua a dare buoni frutti il Piano di prevenzione contro la frode fiscale, tanto che nei primi sei mesi del 2006 le somme riscosse a seguito di controlli fiscali sono cresciute del 18 per cento, facendo entrare nelle casse dello Stato più di 2,5 miliardi di euro, per la precisione 2.546 milioni di euro. Con l’introduzione, lo scorso anno, delle trecento misure di contrasto all’evasione fiscale, l’Agenzia tributaria spagnola (Aeat) aveva già ottenuto un buon risultato perché l’incremento delle entrate registrato nelle casse dell’Erario, a seguito dei controlli fiscali, era stato del 13 per cento.

Operazione controlli fiscali sugli immobili
Sotto la lente di ingrandimento del Fisco è finito in modo particolare il settore immobiliare, dove, nei primi sei mesi del 2006, sono stati sottoposti a verifica quasi 2mila contribuenti, vale a dire il 34 per cento in più dei soggetti controllati nello stesso periodo del 2005. I risultati dei controlli in questo settore, per la maggior parte, nei confronti di società di promozione immobiliare e costruttori, secondo i dati resi pubblici dalla stessa Agenzia spagnola delle entrate, nel corso di una conferenza stampa a cui ha partecipato il direttore generale, Luis Pedroche, hanno portato all’accertamento di 375 milioni di euro di evasione, ammontare che corrisponde, in termini percentuali, ad un aumento del 50 per cento rispetto allo stesso periodo del 2005.

Il perchè di questo successo
La grande attenzione che il Fisco iberico ha riservato all’emersione degli affitti in nero si è concretizzata, all’interno del Piano di prevenzione contro la frode fiscale, nell’introduzione di una misura ad hoc, i cui effetti sono oggi ben visibili analizzando i dati relativi all’imposta sul reddito delle persone fisiche. L’introduzione dell’obbligo di dichiarare nella dichiarazione dei redditi Irpf se l’abitazione in cui si risiede è di proprietà o in affitto e, in aggiunta, di riportare anche il riferimento catastale dell’abitazione principale e degli altri immobili posseduti ha fatto sì che, oltre ad aumentare in maniera considerevole il numero dei contribuenti che hanno spontaneamente adempiuto il loro obbligo di dichiarazione di redditi di capitale immobiliare, ha permesso all’Amministrazione fiscale iberica di incrociare i dati e scoprire più facilmente gli evasori.

Un’occhiata ai numeri
Oltre 1milione e 350mila contribuenti hanno dichiarato redditi di capitale immobiliario derivanti da locazione, con un incremento del 15 per cento nel raffronto con le dichiarazioni antecedenti all’entrata in vigore delle nuove norme introdotte dal Piano di prevenzione. L’ammontare totale del reddito dichiarato dai locatori, come canone di affitto pagato dagli inquilini, ha toccato gli 11miliardi e 100milioni di euro, pari al 19 per cento in più rispetto alle dichiarazioni precedenti. Sono, invece, quasi 4milioni e 300mila gli spagnoli che dichiarano quest’anno di possedere più di una casa di proprietà, con una crescita, rispetto al 2004, del 35 per cento e con un incremento di redditi imputati all’Irpf per le seconde case e gli immobili diversi dall’abitazione principale di 1miliardo e 624milioni di euro.

Le considerazioni del responsabile del Fisco
Secondo il direttore generale dell’Agenzia tributaria spagnola, Luis Pedroche, una parte importante della frode che è perpetrata nel settore immobiliare ha radici lontane, vale a dire comincia a germogliare nella fase iniziale del trasferimento dei terreni su cui successivamente saranno edificati gli immobili. La strada per battere questo sistema di frode, e i risultati danno sicuramente ragione al Fisco, è allora quella intrapresa dall’Agenzia spagnola delle entrate, che consente all’Aeat di avere accesso al maggior numero di informazioni possibile, consultando non soltanto i dati del catasto, ma anche la banca dati dei notai, quella dei municipi e quella delle comunità autonome. L’incrocio di tutte queste informazioni ha portato a questi risultati, permettendo di identificare qualcosa come 103milioni di immobili, di cui 54milioni rustici, e ha consentito di portare a compimento, nel settore immobiliare, accertamenti fiscali integrali, potendo verificare per ogni immobile ogni variazione intervenuta e in tutte le sue fasi.

La collaborazione dei notai e dei conservatori
I notai e le conservatorie dei registri immobiliari hanno permesso all’Agenzia tributaria di accedere a tutte le informazioni in loro possesso, informazioni riguardanti i trasferimenti di circa 2,5 milioni immobili effettuati nel 2005. La collaborazione da parte dell’associazione dei notai è il frutto della sottoscrizione di una convenzione, firmata con le Finanze che prevede il trasferimento delle informazioni riportate sui rogiti. Anche, il collegio degli architetti ha messo a disposizione del Fisco le sue informazioni, e per la precisione i dati concernenti oltre 600mila progetti approvati, con le relative identità dei richiedenti.

Le frodi Iva
Nel primo semestre del 2006 il Fisco spagnolo ha sottoposto a verifica 139 contribuenti risultati implicati in frodi Iva, con una diminuzione, grazie ai controlli preventivi, del 44 per cento. Il controllo preventivo è una delle nuove misure adottate per contrastare le frodi Iva, e ha permesso di intensificare i controlli nei confronti di quelle società che chiedono l’iscrizione al Registro degli operatori intracomunitari (Roi). In concreto, nel periodo preso in esame, sono state controllate dall’Agenzia 13.257 società che hanno chiesto l’inserimento nel Roi e a 1.810 di queste è stata negata l’iscrizione.
URL: https://www.fiscooggi.it/rubrica/attualita/articolo/dai-controlli-fiscali-piovono-spagna-25-miliardi-euro