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Attualità

Dai presupposti all'erogazione (1)

Coinvolti nella procedura concessionari, uffici locali e Centro operativo di Pescara

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A partire dal primo febbraio di ogni anno, i contribuenti interessati hanno la possibilità di chiedere il rimborso del credito Iva, attraverso la presentazione dell'apposito modello VR al concessionario.
Il comma 1 dell'articolo 34 della legge 388/2000 ha fissato, dall'1/1/2001, il limite massimo dei crediti d'imposta e dei contributi rimborsabili ai soggetti intestatari di conto fiscale, da parte del concessionario, in 516.456,90 euro (un miliardo di vecchie lire), lo stesso ammontare, cioè, utilizzabile in compensazione con altri tributi.

In caso di somme eccedenti il rimborso richiesto al concessionario, le stesse dovranno essere esaminate ed eventualmente erogate dall'ufficio competente dell'Agenzia delle entrate, formulando e pubblicando una apposita graduatoria (articolo 7-bis del Dl 547/94).
In tal senso, la circolare n. 61 del 31/7/2002, sulla base dei provvedimenti del direttore dell'Agenzia delle entrate 7/12/2001, 28/12/2001 e 27/2/2002, ha riepilogato i compiti dei concessionari, degli uffici e del Centro operativo di Pescara, destinatario di particolari funzioni.

Fra i suddetti compiti si segnalano, in particolare, i seguenti:

a) concessionari

  • invio della richiesta di rimborso entro 5 giorni agli uffici finanziari, contemporaneamente all'ammontare delle somme eventualmente risultanti iscritte a ruolo
  • invio della fideiussione agli uffici entro 5 giorni dal ricevimento
  • erogazione del rimborso, se entro 40 giorni dalla presentazione della richiesta non vi siano state comunicazioni di sospensione da parte degli uffici o di revoche da parte del contribuente

b) uffici
entro il termine di 40 giorni dalla presentazione della richiesta, l'ufficio effettua i controlli previsti (fra cui la verifica dell'esistenza del soggetto Iva)

c) Centro operativo di Pescara
fra i vari compiti attribuiti al Cop risulta rilevante, per la sua delicatezza, il controllo dei dati relativi alle garanzie fideiussorie.
Il Centro operativo, infatti, sulla base di una apposita banca dati dei soggetti abilitati al rilascio delle medesime, verifica il titolo per operare nel settore, l'idoneità ad adempiere le obbligazioni assunte, le inadempienze contrattuali e gli eventuali provvedimenti di sospensione o di revoca dell'abilitazione a operare.

Ciò detto, va rilevato che anche per i soggetti interessati da procedure fallimentari il rimborso viene erogato su disposizione di pagamento dell'ufficio locale (circolare n. 84/E del 12/3/98).
In tale ultima ipotesi, inoltre, l'ultimo comma dell'articolo 74-bis del Dpr 633/72 stabilisce che, sia per i rimborsi non ancora liquidati alla data di dichiarazione di fallimento o di liquidazione coatta amministrativa sia per quelli successivi, non è necessario presentare garanzie fino all'importo pari a 258.228,45 euro.
A tale proposito, la circolare n. 54/E del 2002 ha chiarito che il suddetto limite "va riferito a tutti i rimborsi Iva erogati nel corso della procedura concorsuale e non ai singoli periodi d'imposta".

Nel caso in cui il soggetto sia privo di conto fiscale, per esempio a causa della cessazione dell'attività, il rimborso viene effettuato direttamente dall'ufficio, attraverso l'emissione di un apposito mandato di pagamento.
Si specifica, altresì, che il saldo annuale a credito può essere liberamente utilizzato a compensazione, senza darne comunicazione all'ufficio.
Esso non soggiace agli stessi requisiti previsti per la richiesta di rimborso.

Presupposti del rimborso
L'articolo 30 del Dpr 633/72 detta le condizioni in base alle quali il credito Iva annuale può essere chiesto a rimborso.
Succintamente, si può dire che il rimborso può essere chiesto senza limiti in caso di cessazione dell'attività, mentre deve essere di importo superiore a 2.582,28 euro (a norma del comma 3 dell'articolo 30):

  1. se l'aliquota media sugli acquisti e importazioni supera quella media sulle operazioni attive, aumentando quest'ultima del 10 per cento (vedasi il combinato disposto dei commi 5 e 6, articolo 6 del Dl 250/95)
  2. se il contribuente effettua cessioni all'esportazione e assimilate, nonché servizi internazionali (articoli 8, 8-bis e 9, Dpr 633/72), per un ammontare superiore al 25 per cento dell'ammontare complessivo di tutte le operazioni effettuate
  3. limitatamente all'imposta relativa all'acquisto o all'importazione di beni ammortizzabili, nonché di beni e servizi per studi e ricerche
  4. quando vi è prevalenza di operazioni non soggette a Iva per mancanza del presupposto della territorialità (articolo 7, Dpr 633/72)
  5. quando trattasi di rimborsi spettanti ai rappresentanti fiscali in Italia di società non residenti, oppure ai soggetti identificatisi ai sensi dell'articolo 35-ter.

Al di fuori di questi casi, il contribuente può chiedere il rimborso dell'eccedenza detraibile se dalle dichiarazioni dei due anni precedenti risultano eccedenze detraibili (comma 4).
In tal caso, il rimborso può essere richiesto per un ammontare che, comunque, non può superare il minore degli importi di predette eccedenze.
La suddetta richiesta di rimborso può essere effettuata anche qualora sia in corso una procedura fallimentare (risoluzione n. 103 del 29/3/2002).

Si rammenta che, ai fini della prescrizione della richiesta di rimborso, la circolare n. 19 del 1993 ha ribadito che essa deve essere considerata come decennale, "ai sensi dell'articolo 2946 del codice civile", decorrendo dopo "che sono trascorsi tre mesi dalla scadenza del termine di presentazione della dichiarazione annuale".

Diniego del rimborso
La richiesta di rimborso può non essere riconosciuta dall'ufficio per mancanza dei presupposti.
Ai sensi del Dpr n. 443/1997 e della circolare n. 134 del 28/5/1998, il credito, comunque esistente, può essere utilizzato in diminuzione del debito Iva o in aumento del credito che derivasse dalla liquidazione periodica, ovvero dalla dichiarazione annuale, "successivamente alla notificazione" del rifiuto del rimborso medesimo (articolo 1, comma 1).

Sanzioni
Il comma 4 dell'articolo 5 del Dlgs n. 471/1997 stabilisce che, se dalla dichiarazione presentata risulta un'imposta rimborsabile maggiore di quella spettante, deve applicarsi una sanzione amministrativa dal 100 al 200 per cento della differenza.
Nel successivo comma 5 si stabilisce, altresì, che in caso di richiesta di un rimborso non dovuto o in misura eccedente il dovuto, la sanzione da applicarsi va sempre dal 100 al 200 per cento della somma non spettante.


1 - continua

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