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Attualità

Dal 2007 l'Olanda punta sul Fisco per attrarre gli investimenti

Riduzione del livello di tassazione e ampliamento della base imponibile i punti chiave di riforma della legge dell'imposta sui redditi

L’aliquota dell’imposizione sui redditi societari dovrebbe scendere dal 29,6 al 25,5 per cento. Analogamente ridotta al 15 per cento la ritenuta in uscita sui dividendi. In cambio dovrebbe aumentare la base imponibile attraverso una ridotta possibilità di ammortizzare alcuni cespiti iscritti all’attivo dello stato patrimoniale. Lo scorso 24 maggio sono stati proposti significativi cambiamenti alla legge sulle imposte sui redditi con l’intenzione di sviluppare un ambiente favorevole agli investimenti finanziari. Le modifiche proposte si sostanziano in: riduzione del livello di tassazione; ampliamento della base imponibile. La riforma entrerà in vigore dal 2007, previa approvazione del Parlamento. L’aliquota dell’imposizione sui redditi societari dovrebbe scendere dal 29,6 al 25,5 per cento. Analogamente ridotta, dal 25 al 15 per cento, anche la ritenuta in uscita sui dividendi. In cambio, tuttavia, dovrebbe aumentare la base imponibile attraverso una ridotta possibilità di ammortizzare i beni immobili, l’avviamento e altri cespiti iscritti all’attivo dello stato patrimoniale.

Le limitazioni alla deducibilità delle perdite
Sono inoltre previste limitazioni alla deducibilità delle perdite che saranno riportabili all’indietro per un solo anno e in avanti per nove anni. Attualmente il riporto all’indietro può essere operato per tre esercizi mentre quello in avanti non subisce limitazioni. E’ inoltre prevista l’introduzione di un regime di tassazione opzionale dei redditi da attività finanziarie di gruppo che saranno soggetti a una tassazione effettiva del 5 per cento. Un prelievo del 10 per cento, sempre su base opzionale, è previsto per i redditi da brevetti. Dal 1° gennaio 2007 è confermato il requisito di una partecipazione minima del 5 per cento per poter beneficiare del regime della participation exemption, tuttavia, se le controllate rappresentano un investimento "passivo" l’esenzione è accordata se queste sono soggette a un regime di tassazione di almeno il 10 per cento.

La riduzione dell’aliquota sui redditi societari
L’aliquota di tassazione dei redditi societari passa dal 29,6 per cento al 25,5 per cento. Si ricorda che il livello di tassazione del vicino e concorrente Lussemburgo si attesta, al momento, sul 29,63 per cento. Per gli esercizi a cavallo l’aliquota è calcolata ragguagliandola ai giorni del 2006 e del 2007. Il motivo per cui l’aliquota rimane superiore al 25 per cento risiede nell’esigenza di non incappare nella disciplina Cfc di alcuni Stati esteri come il Giappone. L’Olanda vuole quindi conservare un regime fiscale appetibile anche per le intermediate holding.

Le limitazioni agli ammortamenti
In contropartita alla riduzione dell’aliquota è stato prospettato un aumento della base imponibile attraverso l’introduzione di limitazioni alla deducibilità di ammortamenti. I beni immobili detenuti come investimenti non operativi potranno essere ammortizzati su di un importo che non ecceda il valore di mercato. I beni immobili industriali utilizzati direttamente dall’impresa potranno essere ammortizzati limitatamente al 50 per cento del loro valore di mercato. L’avviamento, infine, dovrà essere ammortizzato per un periodo non inferiore ai dieci anni. Si tratta, comunque, di una disposizione particolarmente liberale considerato che in Italia l’avviamento è ora ammortizzabile soltanto in diciotto anni.

La tassazione dei prestiti infragruppo
L’Olanda aspira a diventare un importante mercato finanziario come il Lussemburgo. E’ quindi prevista l’introduzione di un regime di tassazione particolarmente favorevole per i redditi originati dai finanziamenti infragruppo. La differenza tra gli interessi attivi e quelli passivi, originati dai prestiti erogati o ricevuti da società controllate sarà tassato con un’aliquota effettiva del 5 per cento. Per società controllate si intendono quelle controllate per oltre il 50 per cento e soggette all’imposta sui redditi olandese. Il regime agevolato può essere applicato su di un ammontare di reddito massimo, che viene determinato applicando un coefficiente al livello di patrimonio netto detenuto mediamente nel corso dell’esercizio. Il coefficiente è pari al tasso di interesse applicato dall’Amministrazione finanziaria e che attualmente si attesta sul 3,75 per cento. A ben vedere si vuole evitare che la manovra favorisca la sottocapitalizzazione delle imprese. Si tratta di un regime particolarmente favorevole in quanto gli oneri finanziari continueranno a essere deducibili dalla base imponibile soggetta all’aliquota del 25,5 per cento.

La tassazione dei brevetti
Il reddito derivante dallo sfruttamento dei brevetti è scorporato dalla base imponibile ordinaria e sconta un'imposta sostitutiva del 10 per cento. Il reddito agevolato non può superare quattro volte le spese sostenute per la creazione di un particolare brevetto. Per reddito derivante dallo sfruttamento del brevetto si intendono non solo le royalties, ma anche le plusvalenze ed i corrispettivi della vendita dei prodotti realizzati sfruttando il brevetto. L’agevolazione, tuttavia, riguarderà solamente i brevetti registrati dal 1° gennaio 2007.
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