Articolo pubblicato su FiscoOggi (https://fiscooggi.it/)

Attualità

Il diritto d’autore (2)

Il decreto legislativo n. 140/2006 ha “allineato” l’ordinamento giuridico italiano alle stringenti previsioni comunitarie in materia di tutela della proprietà intellettuale

Thumbnail
La legge sul diritto d’autore è stata sottoposta di recente ad alcune sensibili integrazioni normative:

 

  • la prima, recata dal Dlgs 68/2003, ha dato attuazione alla direttiva 2001/29/Ce del 22/5/2001 e ha inciso maggiormente sulla “filosofia” del testo legislativo del 1941
  • la seconda, apportata dal Dl 72/2004 (“decreto Urbani”), convertito dalla legge 128/2004, ha previsto alcuni Interventi per contrastare la diffusione telematica abusiva di opere dell’ingegno, nonché a sostegno delle attività cinematografiche e dello spettacolo
  • la terza, recata, in attuazione della direttiva 2004/48/Ce, dal Dlgs 140/2006, si è occupata più nello specifico dell’adeguamento della normativa interna italiana alle nuove esigenze di tutela della proprietà intellettuale.

L’apporto del Dlgs 68/2003
Seguendo il filo logico della relazione di accompagnamento, può osservarsi che il decreto legislativo del 2003 è intervenuto in primissimo luogo ridefinendo i diritti di riproduzione, comunicazione e distribuzione del contenuto intellettuale.
In particolare:

  • l’articolo 1 modifica l’articolo 13 della legge 633/1941 relativo al diritto di riproduzione degli autori, fornendo una più ampia definizione dello stesso in ottemperanza a quanto esposto dall’articolo 2 della direttiva. Nel definire tale diritto come "diritto esclusivo di autorizzare o vietare la riproduzione diretta o indiretta, temporanea o permanente, in qualunque modo o forma, in tutto o in parte", ne rende inoltre esplicita la portata in tutta la sua interezza, rendendolo espressamente applicabile a tutte le forme di riproduzione, comprese quelle on line, e riconoscendolo, oltre che a favore degli autori, per quanto riguarda le loro opere, anche per gli artisti interpreti o esecutori, per quanto riguarda le fissazioni delle loro prestazioni artistiche
  • l’articolo 2 sostituisce il previgente articolo 16 della legge 633/1941, in attuazione dell’articolo 3, comma 1, della direttiva, che riconosce agli autori "il diritto esclusivo di autorizzare o vietare qualsiasi comunicazione al pubblico, su filo o senza filo delle loro opere, compresa la messa a disposizione del pubblico delle opere in maniera tale che ciascuno possa avervi accesso dal luogo e nel momento scelti individualmente"
  • l’articolo 3 involge il diritto di distribuzione riconosciuto agli autori e modifica l’articolo 17 della legge 633/1941 in applicazione a quanto disposto dall’articolo 4, comma 2, della direttiva, ove è stabilito che il diritto di distribuzione dell’originale o di copie dell’originale si esaurisce quando la prima vendita o il primo atto di trasferimento di proprietà dell’originale dell’opera o del supporto nella comunità è effettuato dal titolare del diritto con il suo consenso.

Può essere altresì evidenziato che l’articolo 6 del decreto del 2003 ha apportato le necessarie modifiche all’articolo 61 della legge del 1941, consentendo l’adozione di una definizione generale di “supporto”, utile a comprendere qualunque materiale su cui vengano incorporati fonogrammi e videogrammi. Inoltre, la relazione introduttiva precisa che il diritto esclusivo dell’autore in relazione all’adattamento o alla riproduzione di un’opera sussiste qualsiasi tecnologia venga a tal fine impiegata.
Per effetto di tali modificazioni, anche i nuovi supporti, generati dalla “rivoluzione” informatica e telematica, sono quindi accolti tra i media atti a contenere la res tutelata (ossia i diritti connessi alla proprietà intellettuale).

L’articolo 9 del decreto ha poi sostituito l’intero capo V del titolo I della legge 633/1941, ridefinendo le “utilizzazioni libere” come “eccezioni” e “limitazioni”.
Queste ultime sono previste dall’articolo 5 della direttiva Ue, ove - al comma 1 - è disposta l’esenzione dal diritto di riproduzione per gli atti di riproduzione temporanea privi di rilievo economico proprio, che siano transitori o accessori, e parte integrante ed essenziale di un procedimento tecnologico, eseguiti all’unico scopo di consentire la trasmissione in rete tra terzi con l’intervento di un intermediario, o un utilizzo legittimo di un’opera o di altri materiali.
Il comma 2 del medesimo articolo 5 della direttiva disciplina alcune eccezioni di carattere facoltativo al diritto di riproduzione, mentre il successivo comma 3 riguarda eccezioni sia al diritto di riproduzione, sia al diritto di comunicazione e a quello di messa a disposizione del pubblico.
Le eccezioni e le limitazioni devono essere applicate solamente in determinati casi speciali che non siano in contrasto con lo sfruttamento normale dell’opera o dei materiali protetti e non arrechino ingiustificato pregiudizio agli interessi legittimi del titolare.

Il decreto-legge “Urbani”
Il decreto legge 72 è stato emanato nella primavera del 2004 in funzione “anti-pirateria”, ossia nella prospettiva del contrasto al fenomeno dello “scarico” peer-to-peer di contenuti digitali attraverso Internet, che a livello europeo si incanalava nella direttiva 2004/48/Ce.
Il Governo italiano si è in tale occasione occupato della problematica del file sharing, con un provvedimento che, nella sua versione definitiva, prevede:

  • all’articolo 1, una specifica misura di contrasto di tipo preventivo alla diffusione telematica abusiva di opere dell'ingegno (obbligo da parte di coloro che mettono a disposizione su Internet opere dell’ingegno di comunicare con un idoneo avviso all’utente di aver assolto gli obblighi di legge in materia di protezione dei diritto d’autore
  • all’articolo 2, una precisazione della nomenclatura dell’articolo 171-ter, comma 1, legge 633/1941, mediante la sostituzione della locuzione “a scopo di lucro” con quella di “per trarne profitto” (la norma incriminatrice può quindi ora aderire a una qualsiasi forma di vantaggio patrimoniale)
  • all’articolo 3, l’inserimento nell’articolo 171-ter, comma 2, di una nuova fattispecie penale costituita dalla lettera a)-bis, che prevede la punibilità di chi, per trarne profitto, comunica al pubblico un’opera tutelata dal diritto d’autore o parte di essa, immettendola in reti telematiche
  • all’articolo 4, l’attribuzione al dipartimento della Pubblica sicurezza della raccolta informativa delle segnalazioni di interesse per la prevenzione e la repressione delle fattispecie penali sopra indicate
  • agli articoli 5 e 6, la previsione della collaborazione degli Internet provider con la magistratura e con le autorità di polizia mediante la comunicazione delle informazioni in loro possesso, finalizzate all’individuazione dei gestori di siti web e degli autori degli illeciti perseguiti, come fase prodromica alla successiva inibizione all’accesso ai contenuti illegali e alla loro rimozione
  • all’articolo 7, le sanzioni amministrative conseguenti all’inosservanza delle prescrizioni di cui ai precedenti articoli 5 e 6 a carico degli operatori della rete.

Il Dlgs 140/2006
Il Dlgs 140/2006 ha “allineato” l’ordinamento giuridico italiano alle stringenti previsioni comunitarie in materia di tutela della proprietà intellettuale, con riferimento sia ai diritti d’autore, sia alle opere immateriali che sono oggetto della “proprietà industriale”.
Le innovazioni normative sono di seguito sintetizzate:

  • sono apportati importanti cambiamenti alla normativa italiana, permettendo all’Autorità giudiziaria di ordinare che vengano fornite informazioni (con la previsione di sanzioni penali per il mendacio o l’omissione delle informazioni) circa l’origine e le reti di distribuzione delle merci o delle prestazione di servizi che violano un diritto di proprietà industriale
  • è considerato autore della violazione chi sia stato trovato in possesso di merci, o abbia fornito o utilizzato servizi, oggetto di violazione di un diritto su scala commerciale, nonché ogni altra persona che sia stata indicata da tali soggetti come persona coinvolta nella produzione o distribuzione dei prodotti o nella fornitura dei servizi
  • può essere disposta, su richiesta di parte, l’esibizione della documentazione bancaria, finanziaria e commerciale che si trovi in possesso della controparte (con l’evidente finalità di consentire al titolare dei diritti di ottenere informazioni significative sull’effettiva portata delle violazioni, nella prospettiva della miglior tutela dei propri diritti di privativa industriale e/o intellettuale)
  • è prevista la possibilità di richiedere un risarcimento dei danni morali patiti dal titolare a seguito della violazione del suo diritto
  • tra i criteri di risarcimento, in alternativa a quello del lucro cessante (il quale in ogni caso costituisce il “minimo risarcibile”), è prevista la possibilità che la sentenza possa stabilire una cifra globale forfettaria, valutata in base ai "canoni che l'autore della violazione avrebbe dovuto pagare, qualora avesse ottenuto una licenza dal titolare del diritto leso"
  • se la parte lesa fa valere l’esistenza di circostanze atte a pregiudicare il soddisfacimento del risarcimento del danno, l’Autorità giudiziaria può disporre il sequestro conservativo dei beni mobili e immobili del preteso autore della violazione, compreso il blocco dei suoi conti bancari e di altri beni, fino alla concorrenza del presumibile ammontare del danno
  • il procedimento giudiziario dev’essere iniziato entro il termine di 20 giorni lavorativi (dalla pronuncia o dalla comunicazione dell’ordinanza), o di 31 giorni di calendario, se questi rappresentano un periodo più lungo.

2 – continua. La terza puntata sarà pubblicata giovedì 26; la prima è su FISCOoggi di mercoledì 18

URL: https://www.fiscooggi.it/rubrica/attualita/articolo/diritto-dautore-2