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Attualità

Il diritto d'autore (3)

Dal punto di vista fiscale, i proventi derivanti dall'utilizzazione economica sono considerati redditi di lavoro autonomo, anche se in via residuale

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Dopo aver parlato per sommi capi del diritto d'autore come esso risulta nell'ordinamento giuridico civilistico italiano (nell'ambito del quale si enucleano in verità più diritti connessi all'opera dell'ingegno: di riproduzione, di utilizzazione, eccetera), prendiamo in esame i riflessi tributari, con specifico riferimento alla situazione dei privati, ossia dell'autore e dei terzi che potrebbero realizzare proventi a seguito dell'utilizzazione dei diritti, al di fuori dell'ambito del reddito d'impresa.
A tale proposito, è utile osservare che i proventi derivanti dall'utilizzazione di opere dell'ingegno non sempre sono agevolmente distinguibili da quelli originati in conseguenza di prestazioni professionali in senso proprio, inquadrabili tra i redditi di lavoro autonomo professionali od occasionali.

Il trattamento fiscale in capo agli autori: le imposte sui redditi
Dal punto di vista fiscale, i redditi derivanti dall'utilizzazione economica da parte dell'autore sono considerati redditi di lavoro autonomo, anche se in via residuale.
Non si verifica però nessuna "commistione" tra gli eventuali altri redditi di lavoro autonomo percepiti dall'artista o professionista, né con gli altri redditi di lavoro autonomo non professionale incassati anche dai soggetti che non si qualificano come "lavoratori autonomi", ma nondimeno effettuano prestazioni occasionali indicabili nel quadro RE del modello Unico (è il caso, tipicamente, dei lavoratori dipendenti che effettuano sporadiche attività di formazione o partecipano a convegni retribuiti).
Ciò si spiega in considerazione del particolare trattamento cui soggiaciono i redditi in esame, per i quali è inibita la deduzione analitica delle eventuali spese inerenti sostenute, ma che fruiscono, ai fini del concorso al reddito imponibile complessivo, della deduzione forfettaria del 25 per cento (40 per cento per i giovani autori sotto i 35 anni, secondo l'ultima Finanziaria).

Modelli fiscali
Con riferimento ai modelli fiscali del 2007, utilizzabili per la dichiarazione dei redditi del 2006, il "destino" dei proventi da cessione di diritti intellettuali saranno i seguenti:

 

  • modello Unico 2007 - persone fisiche: i proventi lordi devono essere indicati al rigo RL24, che si trova nella sezione III del quadro RL, utilizzato per l'indicazione dei redditi diversi, dei redditi di capitale, di quelli derivanti dalle attività sportive dilettantistiche e degli "altri redditi di lavoro autonomo"; se essi derivano da diritti acquisiti per successione o donazione, oppure sono stati acquisiti a titolo oneroso da terzi, devono essere invece indicati nel rigo RL12. Nel rigo RL28 andrà invece inserita la somma delle deduzioni forfettarie del 25 per cento (40 per cento per i giovani autori), mentre il rigo RL30 è riservato all'ammontare delle ritenute d'acconto, le quali non sono calcolate sul totale lordo ma sui proventi al netto della deduzione forfetaria, cioè sul 75 per cento (60 per cento per i giovani) di quanto percepito
  • modello 730/2007: sempre trattandosi di diritti ceduti dall'autore (e non dai suoi aventi causa), si dovrà far riferimento al rigo D3, colonna 1 (codice 1) per i proventi, e colonna 2 per l'indicazione dei compensi al lordo della deduzione forfettaria. La colonna 4 è invece riservata alle ritenute d'acconto subite. Nel caso di cessione a opera degli eredi, legatari o acquirenti, vi sarà l'"attrazione" alla categoria dei redditi diversi e l'inclusione nel rigo D5, codice 6.

La deduzione forfettaria
Relativamente alla deduzione forfettaria, precisiamo che essa è prevista dall'articolo 53, comma 8, del Tuir, e che la sua misura è più volte stata variata (dal 30 al 25 per cento, quindi al 20 per cento e successivamente ancora al 25).
Essa rappresenta, secondo l'evidente voluntas legis, il miglior modo di includere nella determinazione del reddito netto da cessione dei diritti effettuata dall'autore i costi inevitabilmente collegati alla produzione dei beni (immateriali).

Sul punto, vi è stata una presa di posizione dell'Amministrazione in risposta al quesito di chi avrebbe invece inteso ricavare analiticamente il reddito netto: "Il prof. ... ha fatto presente che in occasione della stampa e della diffusione di una sua pubblicazione ha dovuto versare all'editore un contributo di lire 2.160.000 che difficilmente potrà essere recuperato, tenuto conto che l'opera, dal contenuto altamente scientifico, non potrà interessare che un numero esiguo di studiosi. Poiché la deduzione forfettaria delle spese prevista dall'ultimo comma dell'art. 50 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 597, per i redditi conseguiti nell'esercizio delle professioni intellettuali (diritti di autore) nella misura del 30 per cento, appare del tutto insufficiente specie in quei casi in cui l'autore è costretto ad anticipare all'editore ingenti spese, regolarmente documentate, per la stampa e la pubblicazione dell'opera, il predetto prof. ... ha chiesto che venga esaminata l'opportunità di una revisione della vigente normativa che consenta, ove l'operazione dovesse risolversi in perdita, la deduzione per intero di tutte le spese sostenute, in armonia con gli artt. 9, primo capoverso, 35, primo capoverso, e 53, primo capoverso della Costituzione. Al riguardo devesi far presente che i compensi derivanti dalla utilizzazione economica delle opere dell'ingegno rientrano fra i redditi di lavoro autonomo e trovano la loro specifica collocazione e disciplina nelle disposizioni di cui all'art. 49, lettera b), e art. 50, ultimo comma, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 597. Lo speciale sistema di determinazione forfettaria previsto per detto particolare tipo di redditi assimilati al reddito di lavoro autonomo rispetto alla determinazione analitica prevista per quelli propri di lavoro autonomo, si ricollega alle oggettive difficoltà, tenute presenti dal legislatore, che incontrerebbe il contribuente produttore dei redditi della specie per tenere una regolare contabilità occorrente per la determinazione analitica dei redditi. E ciò in relazione alla speciale natura dei redditi in questione che non consente, in ogni caso, una esatta e puntuale documentazione di tutti gli oneri o spese sostenute. Le suesposte considerazioni escludono la possibilità di aderire alle richieste sopra avanzate, in quanto l'attuale formulazione delle norme richiamate ha riguardo alle esigenze della generalità dei titolari dei redditi della specie di quelli realizzati dal prof. ..." (risoluzione del 23 dicembre 1977 del ministero delle Finanze).

L'esame della pronuncia richiamata consente di affermare che i redditi derivanti dall'utilizzazione economica di opere dell'ingegno da parte dell'autore rappresentano una peculiare e distinta sub-categoria reddituale, distinta dalla categoria generale dei redditi di lavoro autonomo.
Può, a tale proposito, osservarsi che:

  • i redditi di lavoro autonomo stricto sensu derivano dall'esercizio di un'attività lavorativa della persona fisica, artista o professionista, ossia dal personale impegno profuso nell'ambito di una prestazione d'opera, avente o meno natura intellettuale
  • i redditi di lavoro autonomo occasionali conservano la stessa natura degli altri redditi di lavoro autonomo, venendo meno solamente la "professionalità" degli stessi (dato che si tratta di manifestazioni isolate, sporadiche)
  • i redditi derivanti dall'utilizzazione di opere dell'ingegno da parte dell'autore vedono invece prevalere non la componente lavoro, bensì l'originalità dell'opera relativamente alla quale sono concessi a terzi dei diritti: dal punto di vista giuridico, l'autore non si obbliga a un facere, ma attribuisce dietro compenso a terzi delle posizioni giuridiche, comprendenti il diritto di utilizzazione e pubblicazione dell'opera. Ciò fa sì che, effettivamente, rispetto alla determinazione analitica appaia più opportuno, dal punto di vista del legislatore, il riconoscimento forfettario di una deduzione da scomputare dal provento lordo.

Riflessioni
Non ponendo in discussione la diversa natura giuridica rivestita dalla cessione dei diritti sull'opera dell'ingegno, come sopra evidenziata, può rilevarsi che la produzione dell'opera richiede normalmente un'"attività", che è posta in essere mediante il lavoro dell'autore, la disponibilità di determinati mezzi strumentali, eccetera.
Si pensi, ad esempio, all'attività dello scrittore (inteso come autore di testi): essa presuppone un momento di riflessione ed elaborazione puramente intellettuale, certo, ma anche l'assunzione di documentazione, la visione di altri testi (magari la frequentazione di biblioteche, l'acquisto di libri e giornali, eccetera), l'impiego di determinati strumenti (un tempo la penna e la macchina da scrivere, ora certamente il personal computer, che assai facilmente attraverso la connessione a Internet potrebbe garantire l'acquisizione di ulteriori dati e informazioni).
Nell'ambito di un sistema di determinazione analitica del reddito, si tratterebbe certamente di spese inerenti alla produzione del reddito medesimo.

A parere di chi scrive, tuttavia, il legislatore ha inteso riconoscere la realtà di un particolare settore, quello della produzione intellettuale, che non necessariamente presuppone l'esercizio da parte dell'autore di un'attività in via esclusiva: si trattava quindi, probabilmente, di evitare le complicazioni che sarebbero certamente derivate - quanto alla dichiarazione e all'accertamento - dall'individuazione di un'ulteriore categoria reddituale, o dall'assimilazione piena ai redditi di lavoro autonomo. Senza considerare il fatto che, per tipologie di soggetti come gli artisti e professionisti, sarebbero sorte ulteriori difficoltà, in relazione all'inerenza delle spese, rispetto all'attività artistico-professionale ovvero a quella di "produzione intellettuale".

In definitiva, si ritiene dunque che la forfettizzazione degli oneri connessi alla produzione dei redditi in esame rappresenti un sicuro vantaggio, anche nell'ottica di un sistema tributario che non deve gravare eccessivamente, oltre che sulla "creazione intellettuale", sulle invenzioni industriali (prodotto dell'attività di ricerca che risulta strategica per l'economia).

3 - continua. La quarta puntata sarà pubblicata venerdì 27

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