Articolo pubblicato su FiscoOggi (https://fiscooggi.it/)

Attualità

Disciplina degli scambi commerciali con San Marino - 4

Le cessioni a residenti nazionali da parte di operatori residenti sammarinesi

Come si è già più volte detto nei precedenti articoli, la disciplina Iva che regola i rapporti di scambio Italia e San Marino si ispira a quella adottata tra i Paesi comunitari.
Per quel che attiene gli acquisti effettuati da parte di operatori economici, il decreto ministeriale del 24 dicembre 1993 prevede due possibili procedure a cui se ne deve aggiungere una terza, prevista in via amministrativa, nella quale è consentito l'intervento del rappresentante fiscale in Italia dell'operatore sammarinese.
È importante sottolineare come le tre procedure sono perfettamente intercambiabili, per cui le parti sono libere di scegliere quella che ritengono più opportuna.
Su questo specifico aspetto si segnala come a nulla influisce in tale scelta la circostanza che l'operatore economico sammarinese abbia in Italia un proprio rappresentante fiscale.

Peraltro, occorre mettere in evidenza che le tre procedure appena individuate comportano conseguenze assai diverse per l'acquirente italiano di modo che sarà sempre quest'ultimo a decidere la modalità più idonea per effettuare gli acquisti da un operatore sammarinese.
L'unica limitazione nel scegliere una procedura rispetto a un'altra è individuabile in una norma prevista unilateralmente dal legislatore sammarinese.
Si tratta di una disposizione in vigore dal 1° settembre 1997, che impone ai propri operatori la fatturazione verso l'Italia con addebito dell'Iva in presenza delle seguenti condizioni soggettive e oggettive:
  • operatori abilitati a svolgere attività commerciale senza essere vincolati a una tabella merceologica quando, in corso d'anno, le vendite verso lo stesso cliente hanno raggiunto il valore complessivo di 1.549.371,00 euro, le cessioni successive devono sempre avvenire con addebito dell'Iva (è irrilevante la tipologia dei beni ceduti)
  • titolari di licenza commerciale all'ingrosso e titolari di licenza industriale di produzione abilitati a esercitare l'intermediazione commerciale quando le vendite in corso d'anno verso lo stesso cliente hanno raggiunto il valore complessivo di 1.549.371,00 euro, con la cessione dei beni appartenenti alle categorie alimentari, comprese le bevande e gli alcolici; carni e prodotti ittici; pelli da pellicceria; telefoni; preziosi in genere.

Laddove con un'unica cessione sia superato l'ammontare di vendite indicato, l'intero imponibile di detta cessione deve essere fatturato con addebito dell'Iva.

Acquisti da San Marino con addebito dell'Iva
Nel caso in cui in una operazione d'acquisto l'operatore sammarinese emetta una fattura con addebito di Iva, quest'ultima deve essere parificata in tutto a una fattura emessa da un operatore nazionale.
Tuttavia, l'acquirente deve prestare la massima attenzione che sul documento siano presenti i timbri e le annotazioni dell'Ufficio tributario e dell'Ufficio Iva di Pesaro, poiché soltanto questa fattura in "originale" consente all'operatore italiano di effettuare l'annotazione nel registro Iva acquisti di cui all'articolo 25 del Dpr n. 633/1972 e, quindi, di poter detrarre l'imposta pagata al fornitore, in base alle disposizioni di cui all'articolo 19 e seguenti.

Acquisti da San Marino senza addebito dell'Iva
Questa procedura è in tutto simile a quella prevista in ambito comunitario: infatti, l'acquirente italiano deve integrare con l'imposta dovuta la fattura e provvedere alla sua annotazione sia sul registro delle fatture emesse sia sul registro delle fatture di acquisto, con distinta numerazione in riferimento alle fatture di vendita e di acquisto emesse e/o registrate fino a quel momento (operazione meglio conosciuta come "doppia registrazione").
Anche in questo caso, è di fondamentale importanza che l'integrazione avvenga sull'esemplare della fattura "originale" inviata dall'operatore sammarinese, che, pertanto, dovrà contenere i timbri apposti dall'Ufficio tributario.
Peraltro, si deve tenere presente un ulteriore adempimento a carico dell'acquirente, che consiste nel dare una comunicazione all'ufficio delle Entrate territorialmente competente dell'avvenuta annotazione nei registri di acquisto e vendite.
Non essendoci specifici modelli la comunicazione potrebbe essere del seguente tenore:

(denominazione del contribuente italiano)
  Spett.le
Ufficio Imposta sul Valore Aggiunto/Entrate
di ..................................
via ...........
città .................. c.a.p.

 

Ci pregiamo comunicarVi che la fattura n. .... del ../../.. di €. .......... emessa dalla ditta ....................... SM00000 con sede nella Repubblica di San Marino via................ n. .. è stata annotata dalla ns. ditta/società, nel registro degli acquisti al n. .... il ../../.. e nel registro fatture al n. .... il ../../..

 


Distinti saluti

(timbro e firma)


 



Per questo adempimento non sono previsti specifici limiti temporali; a ogni modo deve essere tenuto presente che al medesimo adempimento, previsto dal precedente decreto che regolava fino al 31 dicembre 1993 gli scambi italo sammarinesi (cfr. articolo 8 del decreto ministeriale 29 dicembre 1972), erano stati stabiliti dei termini con la circolare del 20 aprile 1973, n. 30.
Quest'ultima affermava che: "l'operatore italiano, eseguite, ai sensi dell'art. 8 lett. a) del D.M. 29.12.1972, le annotazioni nei registri previsti dal D.P.R. n. 633, deve darne comunicazione al competente Ufficio I.V.A. non oltre i cinque giorni successivi a quello in cui ha effettuato le annotazioni medesime. Peraltro, qualora gli acquisti nel territorio della Repubblica di San Marino non siano occasionali, le comunicazioni in questione potranno essere trasmesse all'Ufficio I.V.A. in allegato alla dichiarazione periodica di imposta (mensile o trimestrale)".
Si ritiene che detti termini siano a tutt'oggi validi, avendo presente che essi debbano essere comunque rivisitati in considerazione dell'evoluzione che nel tempo ha subito la disciplina Iva.
Atteso ciò, non essendo più previste le dichiarazioni periodiche, si dovrà oggi fare riferimento alle liquidazioni dell'imposta mensili o trimestrali.
A fronte di tali incertezze e difficoltà sui termini da osservare nell'effettuare la comunicazione, c'è da chiedersi come possa essere sanzionato il richiamato obbligo anche in considerazione del fatto che esso non trova puntuale riferimento nelle norme che disciplinano il vigente sistema sanzionatorio di cui al Dlgs del 18 dicembre 1997, n. 471.

Acquisti da San Marino tramite il rappresentante fiscale del cedente sammarinese
In aggiunta alle due precedenti procedure disciplinate dal decreto ministeriale del 24 dicembre 1993, si è affiancata una procedura che prevede l'intervento del rappresentante fiscale, così come disciplinato dal secondo comma dell'articolo 17 del Dpr n. 633/1972.
In sostanza, nelle cessioni a residenti italiani gli operatori sammarinesi impiegano il proprio rappresentante fiscale (evidentemente se nominato) e, pertanto, la transazione diviene "un'operazione interna".
Questo comporta che l'acquirente italiano deve trattare la fattura emessa dal rappresentante fiscale (ovvero direttamente dall'operatore sammarinese, purché quest'ultimo indichi sul documento anche i dati identificativi del proprio rappresentante fiscale) esattamente come una qualsiasi fattura emessa da un operatore economico nazionale a fronte di una cessione, con tutte le conseguenze che tale circostanza comporta (pagamento dell'Iva esposta, registrazione e annotazione nelle dichiarazioni periodiche e annuali).
Sull'impiego del rappresentante fiscale negli scambi con operatori sammarinesi si è espresso positivamente il ministero delle Finanze il quale, con comunicazione (protocollo n. 1998/68727) dell'8 settembre 1998, ha fornito chiarimenti alla direzione regionale delle Entrate per l'Emilia Romagna precedentemente interpellata in merito da un professionista.


4 - continua. La quinta e ultima puntata su FISCOoggi di lunedì 18; le prime tre sono disponibili nella sezione "Riflettori su..."
URL: https://www.fiscooggi.it/rubrica/attualita/articolo/disciplina-degli-scambi-commerciali-san-marino-4