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E-mail certificata, cominciano i notai

Le ricevute informatiche di "invio" e "ricezione" come una raccomandata A/R

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In attesa che si concluda il percorso normativo del decreto presidenziale approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri nella riunione dello scorso 28 gennaio, disciplinante l'uso della posta elettronica certificata (Pec), il Consiglio nazionale del notariato ha deciso di collaudare il sistema assegnando, ai notai che lo desiderano, una casella e-mail certificata. Attraverso questa modalità, gli aderenti all'iniziativa potranno inviare e ricevere documentazione in formato elettronico, con valenza legale. E così, da oggi lunedì 28 febbraio, in via sperimentale, si comincia con l'invio telematico degli atti di lascito al registro generale dei testamenti. Il vantaggio costituito dall'immediatezza dell'e-mail dovrebbe comportare una notevole diminuzione dei tempi per la registrazione e per la consultazione degli atti.

La trasmissione dei testamenti mediante posta elettronica certificata avrà valore giuridico e sarà equiparata a una raccomandata con ricevuta di ritorno. I professionisti, infatti, si vedranno recapitare dal proprio gestore di posta una ricevuta che costituisce prova legale dell'avvenuta spedizione del messaggio e della documentazione allegata. Nello stesso tempo, anche l'Amministrazione destinataria invierà al mittente, tramite il proprio gestore, un'attestazione di effettuata (o mancata) consegna, con l'indicazione della data e dell'orario, a prescindere dall'apertura del messaggio. In proposito, è forse utile spiegare che il gestore di posta elettronica certificata, introdotto dal decreto in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, è un soggetto, pubblico o privato, iscritto in un apposito elenco custodito dal Centro nazionale per l'informatica nella pubblica amministrazione (Cnipa). Le ricevute on line di "invio" e "ricezione" avranno valore giuridico nell'opposizione a terzi e, nel caso in cui andassero smarrite, il decreto stabilisce, inoltre, l'obbligo per il gestore di custodire le tracce informatiche delle operazioni svolte per ventiquattro mesi, in un apposito registro anch'esso informatico. Le tracce avranno lo stesso valore giuridico delle ricevute.

Il primo test del sistema Pec, limitato alla sola trasmissione informatica dei testamenti, si estenderà progressivamente ad altre applicazioni telematiche. E, in un futuro oramai imminente, l'utilizzo della posta elettronica certificata avverrà non soltanto con la pubblica Amministrazione, ma anche con il semplice cittadino. Si tratta, in pratica, del primo esempio di interoperabilità in rete tra pubblico e privato, e tra privati. Un impulso teso a velocizzare i tempi dell'azione amministrativo-burocratica e a ottenere buoni risultati anche sul fronte del risparmio economico.

Inoltre, sempre da oggi lunedì 28 febbraio, basta con le lunghe ed estenuanti file agli sportelli delle anagrafi, indispensabili fino a pochi giorni fa per ottenere i certificati. da consegnare al notaio incaricato, necessari per l'acquisto della casa, l'accensione di un mutuo o per il pagamento delle tasse. In seguito a un accordo tra ministero dell'Interno e Consiglio nazionale del notariato, tutto è diventato più semplice: saranno gli stessi pubblici ufficiali ad avere la possibilità di procurarsi le attestazioni occorrenti al perfezionamento di un contratto oppure alla presentazione di una istanza, collegandosi direttamente dal proprio studio ai servizi dell'Indice nazionale delle anagrafi per la richiesta di certificati anagrafici e di stato civile della popolazione residente. In più, i notai, attraverso questa modalità di consultazione, potranno anche verificare l'esattezza del codice fiscale del proprio cliente, oltre ai dati anagrafici e alla residenza.

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