Articolo pubblicato su FiscoOggi (https://fiscooggi.it/)

Attualità

Euro, un pianeta da 589 miliardi
popolato da 10,5 mld di banconote

I lenzuoli di vari colori occupano spazio tra le tasche dei cittadini europei e le riserve delle banche centrali

Thumbnail
A distanza di quasi 50 anni dalla firma del Trattato di Roma che ha istituito la Comunità economica europea, i Paesi dell’Unione economica e monetaria sono riusciti a condurre a termine, il primo gennaio 2002, una operazione dalle proporzioni significative. Già perché i 12 Stati coinvolti nel passaggio al nuovo segno monetario (15 per la precisione se si considerano Monaco, San Marino e la Città del Vaticano), hanno partecipato all’operazione in perfetta sincronìa costituendo insieme la seconda potenza economica del mondo. E alcuni dati sono lì a dimostrarlo.

Il 1° gennaio 2002 sono stati 25 i milioni di prelievi di banconote effettuati, 150 i milioni di kit in euro messi in circolazione cosi come sono state 218mila le strutture (agenzie di banca, uffici postali) che hanno distribuito monete e banconote, 2,8 milioni le attività commerciali adattate all’euro, 18 milioni le piccole e medie imprese che hanno fatto il passaggio all’euro senza aspettare l’ultimo giorno utile (il 97 per cento già emetteva fatture in euro ai primi di gennaio del 2002).

Benvenuti su Europlanet
Oggi che l'euro è entrato nel quotidiano i pilastri che hanno condotto al nuovo metro monetario sono lì ad attestare questo significativo passaggio. Ci sono l’Eurotower, dove ha sede la Banca centrale europea (Bce), e l’Euroclub, dove si stringono i 12 Paesi membri dell’Unione che hanno già scelto di adottare un linguaggio contabile comune, quello che si declina, e alle volte si declama, in termini di euro. Ma esiste anche l’Europlanet, sovente lasciato nel purgatorio delle certezze apparenti dei bilanci e delle tavole statistiche, in realtà occupato da un mare di ben 10,5 miliardi di banconote, almeno secondo l’ultimo Report della Bce, che viaggiano e circolano continuamente, senza sosta, seguendo un iter inarrestabile e alle volte incerto, scivolando rovinosamente di mano in mano oppure riposando serenamente di tasca in tasca, o all’ombra del solito cuscino.

Insomma sul Pianeta euro spopolano miliardi di banconote che viaggiano incessantemente, alimentando una sorta di entropia finanziaria il cui controvalore, sempre secondo la Bce, è oramai prossimo ai 600 miliardi di euro, 589 miliardi per l’esattezza, in pratica, un vero e proprio tesoro che corre, a differenza dei tesori che la letteratura in genere confina nel buio immobile di antri, grotte e luoghi inespugnabili. Al contrario, le banconote che parlano in euro prediligono la luce e gli spazi aperti, le tasche e naturalmente i mercati.

Le banconote da 50 euro, le più amate, ne circolano quasi 4 miliardi
Il taglio più amato è quello della banconota da 50 euro, dato che in circolazione ve ne sono quasi 4 miliardi, 3,7 tanto per restare nei confini del rigore. In fondo questo biglietto, con cui si sposta ogni giorno un controvalore di circa 186 miliardi di euro, simbolizza la misura media dell’eurobanconota. La meno diffusa invece è quella da 200 euro, che viaggia in convogli valutari da 149 milioni di pezzi, che equivalgono ad un tesoro di circa 30 miliardi di euro. Ma la banconota che esercita maggiore riverenza resta quella da 500 euro, che dall’alto dei suoi 401 milioni di fogli ben patinati e rigorosamente custoditi, almeno in via generale, fa viaggiare 200 dei 589 miliardi di euro che ogni giorno circolano nel sovraffollato suk delle monete.


 


Le due tabelle riportano i volumi di monete e banconote di differente conio e diverso taglio in circolazione e il rispettivo controvalore.
I dati sono aggiornati al 30 settembre 2006.
(i valori indicati nelle tabelle sono espressi in milioni sia per quanto riguarda il numero dei pezzi che il loro rispettivo controvalore)

Fonte: Bce


70 miliardi di monete, ma soltanto 17,5 miliardi di controvalore
Naturalmente, oltre ai mari, fiumi e rigagnoli delle banconote ben acconciate, ci si imbatte spesso viaggiando sull’Europlanet nei profili meno aggraziati delle monete, che in numero di circa 70 miliardi di pezzi, tutti rigorosamente concentrici e tondeggianti, esibiscono un controvalore davvero modesto, almeno rispetto ai tesori immortalati nei biglietti, che non raggiunge i 18 miliardi di euro. La più amata tra le monete è quella più modesta, da un centesimo. Nonostante se ne affollino oltre 15 miliardi tra resti inattesi e salvadanai stracolmi, il controvalore non supera i 153 milioni di euro, una somma discreta rispetto al gigante delle banconote da 500 euro che ne guida in circolazione oltre 200 ma di miliardi di euro.

Il curioso caso della Spagna
La scorsa estate la movida spagnola si è tinta di giallo, anzi, del colore violetto della banconota da 500 euro. Infatti, nell’apprendere che questo lussureggiante foglietto sovrabbonda oltre ogni limite giustificabile all’interno dei confini dell’economia spagnola, in buona forma e in espansione ma non tale da giustificarne il sovraffollamento così elevato di tesori in forma di banconote, i dubbi si sono presto trasformati in paure. La Spagna si sta forse trasformando nella centrale del riciclaggio internazionale o si tratta soltanto di una corsa sfrenata della pratica purtroppo consueta dell’evasione fiscale, oppure, è l’effetto del correre del sommerso che oramai occupa in via stanziale 1/5 dell’economia iberica?

All’origine delle domande un dato piuttosto semplice: dei 401 milioni di banconote dal valore di 500 euro ciascuna, il 23 per cento, circa 90 milioni, risultano in circolazione in territorio spagnolo. Il controvalore è enorme, pari a circa 45 miliardi di euro, effigiati nei merletti seducenti di una banconota che in teoria sembrerebbe più diffusa dei soliti biglietti da visita, e che, in realtà, soltanto una residua minoranza di cittadini spagnoli ha concretamente conosciuta e avuta realmente tra le mani. Insomma, per quali ragioni all’incirca 1 banconota su 4 da 500 euro si trova oggi tra le vie di Madrid e di Barcellona, piuttosto che in Germania, dove corre la locomotiva economica tedesca, o in Francia, dove emette segnali di ripresa il treno francese oppure in Italia dove si sta rimettendo in sesto il trenino italiano? E ancora inizialmente le banconote da 500 euro erano 13,5 milioni in Spagna, ovvero, in termini percentuali il 3,5 per cento del totale, ora invece sono il 23 per cento del totale. Perché?

Boom del mattone e dell’evasione fiscale
I responsabili economici del governo spagnolo, gli ispettori del Fisco e gli esperti dell'Agenzia specializzata nelle frodi e nell' antiriciclaggio si interrogano oramai da mesi sulle cause che stanno dietro l’accumularsi progressivo di banconote da 500 euro. All’inizio si è pensato al riciclaggio ma l’ipotesi è stata subito scartata in quanto ritenuta scarsamente plausibile. Infatti le centrali tradizionali che provvedono al riciclaggio di somme ingenti di denaro proveniente da attività illecite necessitano, se la taglia dei flussi finanziari in arrivo e di quelli in uscita è significativa, di canali istituzionali ben definiti. Dunque, archiviata la pista del riciclaggio, ci si è concentrati su quella dell’evasione fiscale che in Spagna è piuttosto diffusa. In particolare la tendenza a dribblare il versamento delle imposte e delle tasse che affligge l’intero settore delle compravendite immobiliari e delle costruzioni sembra il maggior indiziato per spiegare l’improvvisa escalation della banconota da 500 euro.

In pratica, seguendo il boom del mattone, che nel corso degli ultimi anni ha visto raddoppiare i prezzi degli immobili e moltiplicare le frodi e i casi di corruzione diffusa in riferimento alla destinazione di aree edificabili, o non edificabili, si potrebbe accedere alla spiegazione del perché si siano raccolti nel corso dell’ultimo triennio così tanti lenzuoli da 500 euro. Infatti, una quota consistente di agenti immobiliari e di società che operano nel settore delle costruzioni in maniera sempre più decisa ricorrono all’evasione per nascondere al Fisco i loro lauti guadagni. Oramai, soprattutto nelle aree costiere, le compravendite e le transazioni che hanno per oggetto le proprietà, gli affitti e la costruzione di nuovi edifici spesso al momento del pagamento e del saldo bandiscono l’uso di carte di credito e l’emissione di assegni, prediligendo piuttosto il ricorso al contante che, essendo difficilmente tracciabile, consente agilmente agli operatori economici e agli agenti immobiliari di dribblare il Fisco. Il risultato è che la banconota da 500 euro è oramai di diritto la valuta del mattone, almeno in Spagna.

Tavola 1
 

Assegnazione della produzione di banconote nel 2005
Fonte: Bce 


Tavola 2* Tavola 3**

 


* Valore totale delle banconote in circolazione nel periodo 2000-2005
** Numero totale delle eurobanconote in circolazione nel periodo 2002-2005

Fonte: Bce


La prima fase del passaggio all’euro e i parametri di Maastricht
Quali sono stati i significativi passaggi che hanno condotto all’ingresso della moneta unica europea? Un momento di grande rilievo per l'Europa che, in estrema sintesi, vale la pena di ripercorrere. Le tappe fondamentali del processo di unificazione monetaria sono state 13 a cui corrispondono le date di maggiore rilievo per la costruzione dell’area euro. Si inizia con il 1957, anno in cui il Trattato di Roma delinea i contorni del futuro grande mercato europeo, per arrivare dodici anni più tardi alla Conferenza dell’Aja del 1969 nell’ambito della quale sono poste le basi per la realizzazione dell’obiettivo dell’Unione economica e monetaria.

Dieci anni più tardi, marzo 1979, nasce ufficialmente il sistema monetario europeo che si prefigge, grazie al varo dell’Ecu (European currency unit), di garantire la stabilità del corso dei cambi. Nel febbraio 1986 la firma a Lussemburgo dell’Atto Unico europeo imprime una ulteriore accelerazione al processo di unificazione con il completamento del mercato unico per la circolazione di persone, beni, servizi e capitali mentre nell’aprile 1989 il Rapporto Delors fissa l’avvicinamento all’Uem attraverso un processo a tre tappe (consolidamento del mercato unico 1990-1993; creazione dell’Istituto monetario europeo 1994-1998; introduzione dell’euro 1999-2002). Il 7 febbraio 1992 a Maastricht viene ufficialmente firmato il Trattato sull’Unione politica ed economico-monetaria che definisce i parametri a cui dovranno inderogabilmente attenersi gli Stati membri nel passaggio dalla lira all’euro. Tra questi spiccano il disavanzo di bilancio non superiore al 3 per cento del Pil e il debito pubblico non superiore al 60 per cento del Pil.

La seconda fase del passaggio dell’euro
La seconda fase dell’Unione economia e monetaria inizia due anni più tardi, nel 1994, con la creazione dell’Ime (Istituto monetario europeo) e l’introduzione di una serie di procedure per garantire la convergenza economica. Un anno più tardi, dicembre 1995, il Consiglio europeo di Madrid "conia" ufficialmente il nome euro e definisce lo scenario di passaggio al nuovo metro monetario. Dal dicembre 1996 al maggio 1998 si delineano le linee guida dell’avvento: patto di stabilità e crescita, struttura del nuovo meccanismo di cambio con definizione grafica di banconote e monete, quadro normativo per il passaggio all’euro, fissazione dei tassi di cambio bilaterali irrevocabili e definitivi fra le monete partecipanti, approvazione della normativa che istituisce la Banca centrale europea (Bce).

Il 1° gennaio 1999 inizia il periodo di transizione che si protrarrà per tre anni fino al 31 dicembre 2001. Tre giorni più tardi, il 4 gennaio, viene dato ufficialmente il via alle operazioni di cambio in euro che, per la fase transitoria, esiste tra gli Stati partecipanti come moneta scritturale e nel rispetto di tre fondamentali princìpi: nè obbligo nè divieto all’uso dell’euro, l’euro è la moneta degli Stati dell’Uem e le monete nazionali sono soltanto suddivisioni non decimali dell’euro, la moneta unica non può essere utilizzata nella forma di monete e banconote. Dal 1° gennaio 2002, con l’ingresso di banconote e monete, sono più di 300 milioni i cittadini ad essere accomunati da un unico segno monetario, l’euro. 


Tavola 4 

 

Numero delle banconote in euro in circolazione nel periodo 2002-2005
(valore espresso in milioni)

Fonte: Bce


Il cash changeover in Europa e in Italia
Alla fatidica data del change over in tutta l’area Uem (dati Bce) sono stati stampati 14,89 miliardi di nuovi biglietti, comprensivi di scorte logistiche, e coniati circa 52 miliardi di monete. La costituzione di una scorta aggiuntiva (1,91 miliardi biglietti) ha poi permesso di far fronte a eventuali rischi connessi alla produzione dello stock iniziale e delle scorte logistiche agevolando anche le operazioni di sostituzione del contante. Per avere un’idea soltanto dello sforzo compiuto dall' Italia per affrontare il change over è sufficiente ricordare che la quantità prodotta di monete è stata pari a 7.940 milioni di pezzi mentre per le banconote è stata di 2.440 milioni di pezzi. 


Tavola 5

 

Numero di banconote in euro false ritirate dalla circolazione nel periodo 2002-2005
Fonte: Bce

La lotta alla falsificazione...
La falsificazione comprende i due aspetti dell’alterazione del denaro nonchè della contraffazione, cioè della produzione vera e propria di banconote e monete false. Pericles non è il nome del politico ateniese esaltato da Tucidide per le sue capacità e vissuto tra il 500 a.C. e il 495 a.C. ma il programma di lotta alle contraffazioni della moneta unica europea. Il progetto è stato infatti varato dal Consiglio dell’Unione europea (decisione 2001/923/CE) e riguarda non soltanto i 12 Paesi che hanno adottato l’euro ma anche gli Stati membri che hanno aderito alla divisa unica.

L’azione di controllo e protezione, denominata Pericles, copre l’arco temporale 2002-2006, ed è un programma di formazione, scambi e assistenza per la protezione dell’euro contro la contraffazione monetaria. Il piano va a completare le singole azioni di vigilanza, formazione e prevenzione già in atto a livello nazionale. Nei casi di nuova falsificazione di banconote, le informazioni tecniche pervengono alla Banca centrale europea attraverso i centri di analisi (Cna) che eseguono le prime perizie tecniche delle banconote e attribuiscono una classificazione provvisoria alla tipologia di falsificazione sottoposta al loro esame. Eseguita la classificazione provvisoria, le banconote oggetto di nuova falsificazione e le informazioni tecniche sono trasmesse alla Banca centrale europea per l’eventuale conferma e classificazione definitiva.

… e al riciclaggio
Il riciclaggio internazionale di danaro coinvolge invece tutti i movimenti transfrontalieri, illeciti o insoliti, di capitali o merci, come oro, platino o diamanti. Per combattere il fenomeno a livello comunitario sono stati adottati provvedimenti per evitare gli effetti negativi sul sistema finanziario. Tali provvedimenti, che puntano non soltanto sulla repressione ma anche sulla prevenzione, sono stati recepiti nelle legislazioni degli Stati membri. I principali provvedimenti emanati a livello comunitario e recepiti in Italia dalla normativa nazionale sono i seguenti: direttiva 91/308/Cee (prima direttiva antiriciclaggio); decreto legge n. 143 del 3 aprile 1991, convertito nella legge n. 197 del 5 luglio 1991 (legge antiriciclaggio); decreto legislativo n. 374 del 1999 contenente una estensione delle disposizioni in materia di riciclaggio dei capitali di provenienza illecita e attività finanziarie suscettibili di utilizzazione per finalità di riciclaggio; direttiva 2001/97/Ce (seconda direttiva antiriciclaggio); decreto legislativo n. 56 del 20 febbraio 2004 (G.U. n. 49 del 28 febbraio 2004) entrato in vigore il 14 marzo 2004 quale recepimento della seconda direttiva; direttiva 2005/60/Ce (terza direttiva antiriciclaggio); legge n. 29 del 25 gennaio 2006 (Comunitaria 2005) con cui il Parlamento ha dato mandato al governo di recepire la terza direttiva, decreti ministeriali n. 141, 142 e 143 del 3 febbraio 2006 (G.U. n. 82 del 7 aprile 2006).

Per approfondimenti
Il Rapporto annuale Bce 2005

Fonti di riferimento
Banca centrale europea (Bce)
Eurodesk - Comitato Euro
URL: https://www.fiscooggi.it/rubrica/attualita/articolo/euro-pianeta-589-miliardi-popolato-105-mld-banconote