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Fari accesi sul redditometro e "partita a tre" contro l'evasione

Largo alle indagini di banca, spinta all'azione "segnaletica" locale priorità nei controlli a chi è senza debiti d'imposta in dichiarazione

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Redditometro a tutto gas. Con l'uso incrociato di indagini finanziarie e dati dell'Anagrafe tributaria, la manovra targata Tremonti dà nuova linfa all'accertamento sintetico. Scatta, per il triennio 2009-2011, un piano straordinario di controlli finalizzati alla determinazione sintetica del reddito delle persone fisiche, sulla base di elementi desunti non solo dalle informazioni presenti in Anagrafe tributaria, ma anche dalla verifica delle movimentazioni bancarie. Hanno priorità nella scelta delle posizioni da controllare i contribuenti che non evidenziano nella dichiarazione dei redditi alcun debito d'imposta e che, contestualmente, presentano elementi "indicativi" di capacità contributiva.

La lotta a chi cerca di rimuovere il presupposto del tributo trova così un nuovo impulso con l'impiego del redditometro. Questo strumento di accertamento sintetico, infatti, tende a individuare la capacità di spesa del contribuente in base a determinati indici di "ricchezza" e a valutarne lo scostamento con quanto evidenziato in dichiarazione dei redditi.

Nel dettaglio, gli indicatori presi in considerazione per verificare se una determinata condotta di vita è compatibile con quanto dichiarato consistono nel possesso di aeromobili, navi e imbarcazioni da diporto, autoveicoli, altri mezzi di trasporto a motore, roulotte, residenze principali e secondarie, collaboratori familiari, cavalli da corsa o da equitazione e assicurazioni. Tutti beni e servizi spia di capacità contributiva.

Per procedere con l'accertamento sintetico è necessario verificare la sussistenza delle condizioni previste dall'articolo 38, comma 4 del Dpr 600/1973, secondo cui il reddito complessivo netto sinteticamente accertabile si deve discostare per almeno un quarto dal reddito imponibile dichiarato e questo scostamento deve verificarsi per due anni consecutivi.

Con la Finanziaria d'estate, dunque, il redditometro alza il tiro. Anche con il coinvolgimento sempre più massiccio di Comuni e Guardia di Finanza. Nel piano straordinario di accertamenti da attuare fino al 2011, infatti, spicca proprio la loro crescente partecipazione alla lotta all'evasione. L'articolo 83 del Dl 112/2008, ai commi 10 e 11 illustra le caratteristiche di questa sinergia, tratteggiando le mosse della "partita a tre" nella lotta all'evasione.
L'Agenzia e le Fiamme Gialle definiscono annualmente, d'intesa tra loro, le modalità della cooperazione al piano di controlli.
La norma, infatti, prevede espressamente che la Guardia di Finanza destini "un'adeguata quota della propria capacità operativa alle attività di acquisizione degli elementi e circostanze di fatto certi necessari per la determinazione sintetica del reddito delle persone fisiche". E non solo. Le operazioni di accertamento passano anche per la "chiamata" in causa dei Comuni. Questi enti locali prendono parte alla determinazione sintetica del reddito, segnalando alle Entrate eventuali situazioni rilevanti per la determinazione sintetica del reddito di cui siano a conoscenza.

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