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Attualità

Fatca: firmato oggi a Roma
l’accordo tra Italia e Stati Uniti

Ufficializzata nella sede del Mef l’intesa che prevede lo scambio automatico di informazioni di natura finanziaria tra autorità fiscali in funzione antievasione

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Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Fabrizio Saccomanni, e l’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, John R. Phillips, hanno firmato oggi a Roma nella sede del Mef di Via Venti Settembre l’accordo intergovernativo per l'attuazione del Foreign Account Tax Compliance Act. La normativa statunitense, in acronimo "Fatca", è stata adottata per contrastare l’evasione fiscale di contribuenti americani all’estero ed entrerà in vigore a pieno regime dall' 1 luglio 2014. Il ministro dell’Economia ha definito l’accordo “un passaggio importante nel percorso per la costruzione del nuovo standard globale per lo scambio automatico di informazioni, basato sul modello di accordo intergovernativo elaborato con gli Stati Uniti ed è in corso di avanzata elaborazione in ambito Ocse”. Un nuovo standard globale, ha proseguito Saccomanni, che “costituirà un significativo rafforzamento della capacità di contrastare l’evasione internazionale attraverso il miglioramento della trasparenza fiscale”. Ed è sulla base di queste prospettive, ha auspicato il ministro, che “il Parlamento possa ratificare quanto prima l’accordo, in modo da consentirne l’applicazione dall'1 luglio 2014, come previsto dalla legislazione americana Fatca”.
 
L’accordo in dettaglio
Il fulcro dell’accordo intergovernativo tra Italia e Stati Uniti per l’attuazione del Fatca sta nello scambio automatico di informazioni di natura finanziaria su basi di reciprocità. La cooperazione, ricorda una nota del Mef, riguarderà i conti detenuti negli Stati Uniti da soggetti residenti in Italia e quelli detenuti in Italia da cittadini e residenti americani. I dati identificativi del titolare del conto, il numero di conto, l’istituzione finanziaria che effettua la comunicazione, il saldo o il valore del conto saranno gli elementi oggetto dello scambio di informazioni cui si aggiungeranno, dal 2015, altre informazioni, tra cui l’importo totale lordo degli interessi o dei dividendi.
 
Reciprocità delle informazioni ma non soltanto
A fronte della reciprocità dei flussi informativi l’accordo intergovernativo prevede anche una serie di benefici. Tra questi l’esenzione dalla ritenuta del 30% sui pagamenti di fonte statunitense, la rimozione dei principali ostacoli giuridici legati alla protezione dei dati, la semplificazione e la minimizzazione degli oneri di adempimento per gli intermediari finanziari italiani, che dovranno interfacciarsi soltanto con l’Amministrazione finanziaria nazionale e non con l’Amministrazione finanziaria statunitense.
 
L’impegno cooperativo dell’Europa
Risale all’8 febbraio 2012 la dichiarazione congiunta con cui i governi Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito da un lato, e Stati Uniti dall’altro, si sono impegnati a collaborare per adottare un approccio comune finalizzato ad applicare il Fatca attraverso accordi bilaterali basati sulle vigenti convenzioni contro le doppie imposizioni; lavorare con altri Paesi, insieme all'Unione Europea e all’Ocse, per adattare la normativa Fatca a un modello comune per lo scambio automatico di informazioni.
Il 26 luglio 2012 il Dipartimento americano del Tesoro, in contemporanea ai partner Fatca, ha pubblicato il Model Intergovernmental Agreement on Improving Tax Compliance and Implementing Fatca, in sigla Model Iga, la cui funzione era proprio di definire le regole di attivazione. Il modello, sviluppato in collaborazione con Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito, segna un passo importante per stabilire un approccio comune nella lotta all’evasione fiscale basato sullo scambio automatico di informazioni e ha costituito la base per gli accordi bilaterali futuri con le autorità americane.
 
La normativa Fatca e i passaggi successivi
La normativa statunitense è stata varata nel 2010. Nel codice delle imposte è stato introdotto un apposito capitolo (quattro) che, in fasi successive, è stato integrato dal regolamento definitivo (Final Regulations) messo a punto dal Dipartimento americano del Tesoro e dall’Agenzia delle Entrate del 17 gennaio 2013. L’obiettivo è disporre di uno strumento normativo in grado contrastare in modo efficace l’evasione fiscale da parte di contribuenti statunitensi che utilizzano conti esteri e rafforzare una serie di disposizioni. In particolare relative alla identificazione della clientela, statunitense e non, e agli obblighi di dichiarazione da parte di intermediari finanziari non Usa.
Il governo Usa con una comunicazione del 12 luglio 2013 ha poi stabilito il differimento di 180 giorni nel calendario di attuazione dell’accordo Fatca da parte degli istituti finanziari esteri, procrastinando, de facto, l’entrata in vigore dell’accordo, prevista per il 1 gennaio 2014, all'1 luglio 2014. L’intento è permettere a diversi Paesi di perfezionare l’accordo intergovernativo.
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