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Attualità

La Francia punta ancora sul Fisco per l’occupazione

Allo studio una nuova proposta per acquisire risorse e destinata ai disoccupati alla ricerca di impiego

Il fulcro della misura poggia sull’introduzione di una imposta sui redditi da capitale da utilizzare per il finanziamento di un piano di aiuti. La proposta è l’ultima in ordine temporale e segue vari altri provvedimenti approvati negli ultimi due anni. Finanziare un piano di aiuti per i disoccupati alla ricerca di un lavoro. Questo l’obiettivo che si propone di realizzare il presidente francese Nicolas Sarkozy. E per raggiungere questo traguardo pensa di puntare sulla leva fiscale. Ad annunciarlo, nei giorni scorsi, un noto quotidiano francese fiscal-finanziario. Nell’articolo si fa esplicito riferimento all’ipotesi di introdurre un’imposta sui redditi da capitale dell’1 per cento che verrebbe utilizzata per finanziare un piano di aiuti ai disoccupati alla ricerca di impiego. Come riportato anche da fonti di agenzia, il tributo verrebbe applicato a dividendi, assicurazioni sulla vita e altre entrate da investimento. Il costo della misura, che dovrebbe interessare circa quattro milioni di persone, è stimato intorno a 8,5 miliardi di euro, 7 dei quali sono già stati stanziati. La misura dovrebbe garantire un flusso di cassa di circa 1,4 miliardi di euro.

La Francia e le politiche dell’occupazione
Negli ultimi due anni la Francia ha approvato una serie di provvedimenti legislativi in materia occupazionale. Anche in questi casi l’obiettivo è e rimane unico: favorire l’ingresso dei giovani sul mercato del lavoro e il ritorno all’impiego delle persone disoccupate. L’ultimo in ordine di tempo risale a un anno fa, più precisamente al 21 agosto 2007 (loi n. 2007-1223 en faveur du travail, de l’emploi et du pouvoir d’achat). Dare concreta attuazione alla riforma sui minimi sociali, sostenere le politiche giovanili, recuperare il lavoro come valore. Sono questi i tre punti di un provvedimento che prevede l’esonero dall’imposta sul reddito delle ore supplementari di lavoro (complementari per i lavoratori a tempo parziale) che beneficiano anche di una riduzione degli oneri sociali a carico dei lavoratori e una deduzione forfetaria degli oneri a carico dei datori di lavoro. Ai giovani al di sotto dei 26 anni che, pur lavorando continuano gli studi, è poi riconosciuto l’esonero dall’imposta sui redditi entro il limite di tre volte l’ammontare del salario minimo legale mensile. In via sperimentale è stato poi introdotto il concetto di “reddito di solidarietà attiva”, in sostituzione dei “minimi sociali”, con il preciso obiettivo di permettere una migliore articolazione tra prestazioni sociali e reddito da lavoro. Il 31 marzo 2006 è stata poi approvata la loi n. 2006-396 pour l’égalité des chances che permette agli studenti quattordicenni di acquisire una formazione finalizzata alla acquisizione di una qualifica professionale (formation d’apprenti junior). Un credito d’imposta di 100 euro per studente e per settimana di presenza fino al limite di 26 settimane viene riconosciuto agli imprenditori che accolgono i giovani nei parcours d’initiation aux métiers.

Le misure per il ritorno all’occupazione
Incentivare il ritorno all’occupazione è l’obiettivo che si prefigge un altro provvedimento, la loi n. 2006-339, del 23 marzo 2006 e relativo al retour à l’emploi et sur les droits et les devoirs des bénéficiaires de minima sociaux. Tra i punti qualificanti, l’istituzione di un contributo per il ritorno all’occupazione destinato a chi beneficia del reddito minimo d’inserimento (Rmi), dell’indennità di solidarietà specifica (Ass) e di genitore unico (Api), che iniziano o riprendono una attività professionale per una durata minima da fissarsi con decreto. A tutti coloro che beneficiano dell’indennità di solidarietà specifica e che riprendono una attività professionale viene poi versato un contributo forfetario mensile riconosciuto anche ai titolari dell’Rmi che riprendano una attività professionale o uno stage remunerato di formazione e ai titolari dell’Api.
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