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Attualità

Identikit delle frodi carosello in una nota Uif sull’antiriciclaggio

L’Unità di informazione finanziaria di Bankitalia punta il dito sulle attività di imprese “fantasma” e “cuscinetto”

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Aziende con capitale minimo e senza reali unità operative, imprese che si sciolgono “come neve al sole” immediatamente dopo la loro costituzione, vorticose movimentazioni dei conti correnti realizzate attraverso il trasferimento repentino di importi rilevanti da e verso l’estero.Sono alcuni dei chiari sintomi di tentativi di frode Iva intracomunitaria che l’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia (Uif) porta all’attenzione degli intermediari bancari con la nota del 15 febbraio emessa in base alle indicazioni contenute nell’articolo 6, comma 7, lettera b), del Dlgs 231/2007. Tale norma mette in atto le indicazioni delle direttive Ce 2005/60 e 2006/70, relative, rispettivamente, alla prevenzione dell’uso di sistemi finanziari a scopo di riciclaggio di proventi di attività criminose e all’esecuzione delle misure di contrasto. In questo ambito è istituita e opera la Uif.
Dunque, Bankitalia fotografa soggetti e operazioni sospette che devono allarmare gli operatori finanziari. Nella nota fornisce uno schema dettagliato e schematizzato dei comportamenti a rischio, sia dal punto di vista soggettivo sia da quello oggettivo.Occhi aperti se sotto la lente finiscono imprese:
  • in precedenza non operative o newco, operanti in settori economici interessati dal trasferimento di rilevanti flussi finanziari, come quello, tra gli altri, del commercio di autoveicoli
  • con capitale irrilevante e senza impianti, magazzini e esercizi aperti al pubblico
  • con soci o amministratori “poco raccomandabili”, ad esempio con precedenti penali, nullatenenti o irreperibili
  • con sede in paradisi fiscali
  • che forniscono documentazione dubbia, difficilmente riconducibile all’attività svolta
  • che chiudono i battenti subito dopo esser nate.
Se, poi, le aziende in questione:
  • effettuano movimentazioni sospette caratterizzate da trasferimenti di somme ingenti, effettuate in tempi ristretti
  • vendono merci facilmente trasportabili (computer, telefoni cellulari, eccetera) a prezzi inferiori a quelli di mercato
  • accreditano assegni e/o bonifici, girano fondi, trasferiscono verso fondi importi elevati che finiscono all’estero o nelle mani di società che nulla hanno a che vedere con l’attività svolta,
ebbene, probabilmente, tali anomalie nascondono tentativi di frode fiscale, che gli operatori finanziari sono tenuti a segnalare tempestivamente. Truffe destinate, per lo più, a evadere l’Iva, attraverso le cosiddette “frodi carosello”. Campo d’azione, la comunità europea.In sostanza, sfruttando il principio comunitario di tassazione Iva nello Stato di destinazione del bene per le operazioni effettuate tra imprese, questi imprenditori acquistano senza Iva da soggetti residenti in un altro Paese Ue, poi rivendono in Italia a prezzi competitivi applicando l’imposta senza riversarla all’erario. I beni, quindi, sono immessi in consumo sul mercato nazionale oppure, dopo “giri immensi” (continui passaggi di proprietà), rientrano in possesso del primo cedente. E così si chiude il cerchio che consente di sottrarre rilevanti risorse al Fisco.
La Uif, nel raccomandare un attento monitoraggio degli elementi indicati nello schema, invita gli operatori finanziari a segnalare le operazioni ambigue, anche se non ricorrono contemporaneamente tutti i comportamenti descritti.
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