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Attualità

L’Agenzia sarda entrate è legge.
Meta: realizzare il fisco statutario

Numerose le competenze attribuite alla neonata Ase, dalla gestione dei rapporti con l’Amministrazione finanziaria al controllo delle entrate da tributi devoluti e compartecipati

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È nata l’Agenzia sarda delle entrate. Con la legge approvata lo scorso 25 ottobre, il Consiglio regionale istituisce l’Ase, col fine dichiarato di “potenziare e razionalizzare il governo delle Entrate del sistema Regione”. La norma ha radici giuridiche e storiche in una legge costituzionale: lo Statuto speciale per la Sardegna del 1948.
 
Le competenze
L’Ase è dotata di numerose competenze, elencate nell’articolo 1 della legge: gestione delle attività di vigilanza, di controllo e di riscossione dei tributi regionali propri; sviluppo della politica regionale delle entrate in base agli articoli 8, 9 e 10 dello Statuto; gestione dei rapporti con l’amministrazione finanziaria; controllo delle entrate da tributi devoluti, compartecipati e regionali derivati; coordinamento e controllo della riscossione delle amministrazioni del sistema regionale; supporto della finanza locale.
Sarà inoltre istituito un Osservatorio sulla finanza e fiscalità regionale e locale.
 
Lo Statuto e le norme di attuazione
L’articolo 8 dello Statuto - legge costituzionale, quindi al gradino più alto della gerarchia delle fonti - fa l’elenco delle entrate regionali, fra queste, i “sette decimi del gettito delle imposte sul reddito delle persone fisiche e sul reddito delle persone giuridiche riscosse nel territorio della regione”.
Passo fondamentale nell’effettiva realizzazione di quanto previsto dalla norma statutaria è stato, nella scorsa primavera, il via libera alle norme attuative. Il Consiglio dei ministri ha infatti approvato un decreto legislativo di attuazione dello Statuto speciale - come si legge nel comunicato del Cdm - “in materia di determinazione e attribuzione delle quote di gettito delle entrate erariali riconosciute alla stessa Regione dall’articolo 8 dello Statuto”, come modificato dalla Finanziaria 2007. “La novità più significativa del decreto in esame - spiega la nota governativa - è legata alla devoluzione alla Regione, nell'ambito delle entrate erariali, della raccolta di tutti i giochi con vincita in denaro sia di natura tributaria sia di natura non tributaria in quanto costituite da utile erariale”, in base all’accordo fra il ministero dell’Economia e delle Finanze e il presidente della Regione Sardegna firmato il 3 marzo 2016.
 
Per arrivare alla piena realizzazione di quanto previsto dall’articolo 8, sarà però necessario un ulteriore accordo fra lo Stato e la Regione. “L’obiettivo a breve termine, primavera 2017, è - si legge in una nota pubblicata sul sito della Regione Sardegna – il riversamento diretto nelle casse regionali dei tributi erariali compartecipati (per esempio Irpef, Ires, condoni, proventi sui giochi, tasse automobilistiche, Iva). Un passaggio, già previsto dalle norme di attuazione, che richiede un accordo con lo Stato già in avanzata fase di attuazione”. Una volta completati questi passaggi istituzionali, sarà, come prevede l’articolo 1 della legge regionale che istituisce l’Ase, la Giunta regionale sarda a individuare “le modalità e i tempi di riversamento nelle casse regionali”.
 
Garante del contribuente e supporto alla finanza locale
Fra le altre attività, la legge regionale assegna all’Ase anche il compito di curare i rapporti con il Garante del contribuente e di garantire il supporto necessario alla finanza locale. “Sulla base di apposite convenzioni – sottolinea la norma – l’Ase fornisce […] supporto tecnico e informativo agli enti locali per la gestione delle proprie entrate e per il coordinamento dei propri adempimenti tributari”.
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