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Attualità

L'attività agricola produce redditi d'impresa solo per i soggetti Ires e le società di persone

Per imprenditori individuali e società semplici che operano nei limiti di cui all'articolo 32 del Tuir la tassazione avviene nell'ambito della determinazione catastale del reddito agrario, nel quadro RA

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Un importante chiarimento sulle modalità di determinazione del reddito prodotto dalle imprese agricole è contenuto nella recente risoluzione n. 77/E del 10 giugno 2005. In risposta a un quesito posto dalle associazioni di categoria, l'Agenzia delle Entrate ha precisato l'ambito di operatività dell'esclusione dalla determinazione catastale del reddito agrario(1), contenuta nell'articolo 90 del Tuir, approvato con Dpr 917/1986, come modificato dal Dlgs n. 344/2003 e dalla legge n. 350/2003.

Infatti, l'articolo 90, collocato nel titolo II riservato alla disciplina Ires, nello stabilire che i redditi immobiliari non strumentali all'impresa concorrono a formare il reddito in base alla rendita catastale, specifica che "Tale disposizione non si applica per i redditi, dominicali ed agrari, dei terreni derivanti dall'esercizio delle attività agricole di cui all'art. 32, pur se nei limiti ivi stabiliti".
Questa parte dell'articolo 90 del Tuir confluita nelle istruzioni del modello Unico Persone fisiche, in relazione ai quadri RF e RG(2), aveva generato negli operatori del settore il dubbio che l'esclusione dalla tassazione in base agli estimi catastali riguardasse anche gli imprenditori agricoli individuali.

Invece, con la citata risoluzione n. 77/2005, l'Agenzia delle Entrate ha ribadito che tale norma si riferisce soltanto ai soggetti Ires che esercitano attività agricola in forma di società di capitali o di cooperative, nonché alle società in nome collettivo e alle società in accomandita semplice, in virtù della disposizione contenuta nell'articolo 55, comma 2, lettera c), del Tuir.
Pertanto, gli imprenditori agricoli individuali e le società semplici che esercitano l'attività agricola nei limiti dettati dall'articolo 32 del Tuir continuano a veder tassata la loro attività nell'ambito della determinazione catastale del reddito agrario, ai sensi dell'articolo 34 del Tuir, e quindi nel quadro RA del modello Unico(3).

A tale proposito, si ricorda che l'attuale articolo 32 del Tuir ricomprende non soltanto l'attività diretta alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura e all'allevamento di animali, ma anche le cosiddette attività connesse, dirette cioè alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione, ancorché non svolte sul terreno, di prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall'allevamento di animali, con riferimento ai beni individuati ogni due anni con decreto del ministero dell'Economia e delle Finanze su proposta del ministero delle Politiche agricole e forestali(4).

Qualora le citate attività connesse abbiano a oggetto prodotti agricoli diversi da quelli contenuti nell'elenco citato, ma comunque ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall'allevamento di animali, gli imprenditori agricoli individuali o le società semplici possono accedere al regime opzionale di cui all'articolo 56-bis del Tuir, rubricato "altre attività agricole", grazie al quale il reddito è determinato applicando all'ammontare dei corrispettivi delle operazioni registrate o soggette a registrazione ai fini Iva, conseguiti con tale attività, il coefficiente di redditività del 15 per cento(5).

In tal caso, il quadro destinato ad accogliere il reddito d'impresa agricola è il quadro RD, nel quale confluiscono anche le attività dirette alla fornitura di beni o servizi e l'attività di agriturismo, di cui al terzo comma dell'articolo 2135 c. c., svolte mediante l'utilizzo in modo prevalente di attrezzature o risorse dell'azienda normalmente impiegate nell'attività agricola esercitata, incluse nel regime forfetario dettato dall'articolo 56-bis del Tuir con un coefficiente di redditività pari al 25 per cento, sempreché l'attività di fornitura di servizi non assuma dimensioni tali, per capitale investito e risorse umane utilizzate, da costituire l'attività principale dell'imprenditore agricolo.

Al contrario, i soggetti passivi Ires e le società di persone, anche quando svolgono attività agricola, producono sempre attività d'impresa, per cui devono sempre determinare il relativo reddito in modo analitico, in base alle norme contenute nell'articolo 81 e seguenti del Tuir, esponendolo poi in dichiarazione nei quadri RF o RG del modello Unico SC o SP.

NOTE
1. Vedi in generale la "Guida fiscale per il settore agricolo", collana l'Agenzia informa n. 2/2004.

2. Pagina 19 per il quadro RF e pagina 33 per il quadro RG.

3. Vedi articolo su FISCOoggi dell'1/6/2005 "Le attività agricole nei modelli Unico e Irap".

4. Il citato decreto reca in allegato una tabella contenente l'elenco tassativo delle attività connesse riguardanti determinati prodotti agricoli che rientrano ex lege nel reddito agrario, non solo di trasformazione di prodotti agricoli, ma anche attività di manipolazione di prodotti derivanti dalla coltivazione di cui alle classi 01.11, 01.12 e 01.13 Atecofin 2004, ad esempio di tabacco, di fiori e piante ornamentali, colture viticole e olivicole, e anche se l'imprenditore agricolo si avvale per una o più fasi del processo produttivo di soggetti esterni, ad esempio del frantoio di terzi per la molitura delle olive o di una struttura conserviera per la trasformazione di pomodori in conserva.

5. Vedi anche circolare n. 44/E del 14/05/2002 e circolare n. 44/E del 15/11/2004.

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