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Attualità

Nel 2007 aumentano di oltre il 30 per cento i restauri alle abitazioni

Giugno in leggera flessione, ma il primo semestre sbanca

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Con giugno, si chiude il primo semestre dell'anno e i dati delle richieste di agevolazioni fiscali per ristrutturazione di un immobile sono davvero strabilianti. Ammontano a 206.647 le dichiarazioni di inizio lavori inviate al Centro operativo di Pescara dell'agenzia delle Entrate dal 1° gennaio al 30 giugno 2007.
Nel 2006, il primo semestre evidenziava un totale di 158.224 ristrutturazioni agevolate; 155.179 quelle relative allo stesso periodo del 2005.
L'incremento nel 2007 risulta, pertanto, del 30,6 per cento rispetto al 2006 e del 33,2 per cento rispetto al 2005.
Con molta probabilità, quindi, il 2007 registrerà il nuovo record annuale, precedentemente appannaggio del 2006.

Il grafico che segue mostra chiaramente l'impennata che tutte le regioni, in maniera più o meno evidente, hanno registrato nel corso del periodo in esame.



La Lombardia, prima fra tutte le regioni italiane in termini di valore assoluto, ha realizzato 48.612 ristrutturazioni agevolate, con un aumento del 34 per cento rispetto all'anno precedente (36.302) e di quasi il 35 per cento sul 2005 (36.130).
Seconda in classifica è l'Emilia Romagna, con 35.440 dichiarazioni inviate, che è anche la regione con uno degli incrementi più alti, ovvero il 41 per cento sul 2006 e quasi il 48 per cento sul 2005. Al terzo posto il Veneto (25.148), con un aumenti, sul 2006 e sul 2005, rispettivamente del 28 e del 39 per cento. Seguono Piemonte e Toscana (17.337 e 12.534), in crescita del 28 e del 24 per cento la prima, e del 25 e 30 per cento la seconda.
Tutte le altre regioni presentano grosso modo, in proporzione, lo stesso trend. La regione che maggiormente ha visto crescere il numero di richieste di agevolazioni fiscali per ristrutturazione immobiliare è stata, in termini percentuali, la Sardegna, con il 42 per cento sul 2006 e oltre il 64 per cento sul 2005.



Analizzando i risultati di giugno, ovvero l'ultimo mese di rilevazione, i numeri presentano, in realtà, una leggera flessione rispetto al precedente mese di maggio (meno 0,81 per cento). La diminuzione, benché minima, rispecchia una stasi, dovuta anche al periodo delle vacanze, e comunque, vista la rincorsa senza soste da gennaio a maggio, complice un inverno mite, era ipotizzabile - prima o poi - che il dato rallentasse il ritmo di crescita. Persino la Lombardia, regione dove da sempre fervono i lavori di ristrutturazione, registra un calo di quasi il 4 per cento.

La classifica regionale relativa al mese di giugno, in valori assoluti, vede sempre in testa la Lombardia, seguita dall'Emilia Romagna, dal Veneto e dal Piemonte. Il Lazio, al quinto posto, supera, rispetto al mese precedente, la Toscana, mentre il centro-classifica non evidenzia particolari scostamenti. Fanalino di coda è, questa volta, il Molise, che dà il cambio alla Basilicata penultima.



La stessa graduatoria, tenuto conto delle grandezze territoriali e del numero di abitanti, letta in ordine all'incremento percentuale di giugno rispetto a maggio, si ribalta completamente e vede in testa la Calabria (quasi il 24 per cento), seguita dalla Basilicata (23 per cento) e dalla Valle d'Aosta (16 per cento). Le regioni con un trend positivo (compreso tra 24 e 1 per cento) sono undici, mentre quello che riportano un trend negativo (compreso tra meno 3 e meno 17 per cento) sono dieci. Il totale mensile nazionale, alla fine, pareggia quasi il conto con maggio, con sole 359 dichiarazioni di inizio lavori inviate in meno.
In questa classifica le regioni del Nord e del Centro, che in valori assoluti registrano sempre numeri molto alti, come Lombardia, Veneto e Toscana, riportano invece decrementi del dato percentuale di giugno, rispettivamente del 4, del 7 e del 6 per cento. Il calo più vistoso è quello della Provincia autonoma di Trento, con un meno 17 per cento circa.



Nonostante in flessione, il mese di giugno contribuisce notevolmente ad arricchire il totale del semestre, aiutandolo a conquistare il primato dei sei mesi più "laboriosi", dal punto di vista dell'edilizia agevolata, dal 1998 a oggi, da quando, cioè, è in vigore la legge n. 449 del 1997 per il recupero del patrimonio edilizio, il cosiddetto "36 per cento".

Il grafico che segue mostra i numeri delle ristrutturazioni del periodo gennaio-maggio e quelli di giugno, con l'indicazione delle percentuali di incremento dell'ultimo mese rispetto al totale dei cinque precedenti.
In particolare, i numeri più alti sono quelli registrati in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, mentre i dati percentuali di incremento più evidenti sono relativi alla Basilicata (quasi 34 per cento), alla Valle d'Aosta (più del 33 per cento), alla Calabria (quasi 32 per cento), all'Emilia Romagna, al Molise e al Friuli Venezia Giulia (oltre il 30 per cento). A seguire, con poco meno del 30 per cento, Marche, Puglia e Lazio, con il 28 per cento. Poi via via a scendere tutte le altre regioni, fino all'Umbria, che con un rispettabilissimo 22 per cento, chiude la classifica.

E' da rilevare che gli incrementi più significativi si sono registrati, in gran parte, nelle regioni territorialmente più piccole che, presumibilmente, ospitano un numero di abitazioni inferiore a quello delle regioni con superfici più estese.
Ovvio che l'aritmetica ci mette del suo, ma ci piace pensare, e anche verificare viaggiando per l'Italia, che i nostri "paesi" hanno acquisito - o sono in via di acquisizione - la mentalità del mantenere e curare l'ambiente, sotto l'aspetto abitativo, non solo per migliorare la qualità della propria vita, ma anche per una maggiore attrazione turistica, approfittando del regime fiscale agevolato previsto dal nostro ordinamento tributario.



Chiudiamo, come sempre, con la classifica delle province. La graduatoria è quasi immutata, rispetto a maggio, con la sola eccezione di Bergamo e Brescia che, in coda, si scambiano la posizione.


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