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NOTIZIE BREVI (N. 8) DALLA 'TRINCEA' CALL CENTER

Ancora risposte a quesiti in materia di sanatorie fiscali

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D. Ho aderito alla sanatoria per gli omessi versamenti e ho pagato il minimo previsto di 3.000euro per ogni annualità inserita nella dichiarazione di condono in data 16 maggio 2003. Per l'eccedenza dovuta ho scelto il versamento rateale. Entro il 30 novembre dovrò versare la prima rata con gli interessi legali, ma visto che sono state previste nuove scadenze, da quando dovrò calcolare gli interessi sugli importi dovuti?
R. Il nuovo termine di decorrenza degli interessi legali, nella misura del 3 per cento annuo, è stato fissato al 17 ottobre 2003. Lo ha stabilito il decreto del ministero dell'Economia e delle Finanze del 3 settembre 2003, in attuazione dell'articolo 1, comma 2, del decreto legge n. 143/2003.

D. Il versamento periodico Iva relativo a marzo 1994 è stato effettuato il 20/4/94 anziché il 18/4/94; a seguito del ricevimento di cartella di pagamento con sanzione del 30 per cento, è stato proposto ricorso alla commissione tributaria provinciale il 15/1/2001. Il ricorso è stato rigettato con sentenza depositata il 1° dicembre 2001. Al 31/12/2002 non erano ancora scaduti i termini per l'impugnazione. E' possibile la definizione ai sensi dell'articolo 9-bis della legge n. 289/2002 con il pagamento degli interessi legali del 3 per cento per i due giorni di ritardo oppure si deve definire ai sensi dell'articolo 16 nel caso di sentenza sfavorevole?
R. La definizione di questa cartella di pagamento non è effettuabile ai sensi dell'articolo 9-bis della legge n. 289/2002 in quanto sono trascorsi i 60 giorni dalla data di notifica; non trova altresì definizione ai sensi dell'articolo 16 della citata legge, in quanto trattasi di controllo formale ex articolo 54-bis del Dpr n. 633/1972 (si veda in proposito la circolare n. 12/2003, punti 11.3.4 e 11.3.5). E' possibile invece accedere alla definizione di cui all'articolo 12, che prevede l'estinzione dei debiti iscritti a ruolo con il pagamento di una somma pari al 25 per cento dell'importo iscritto (capitale, interessi e sanzione) e delle somme dovute al concessionario a titolo di rimborso (circolare n. 12 citata, paragrafo 8). I ruoli definibili devono essere stati emessi da uffici statali e affidati ai concessionari per la riscossione entro il 30/6/2001.

D. Si chiede se sia possibile condonare un ruolo emesso dal Centro di servizio, riguardante Irpef 1993 e contro il quale è stato proposto ricorso alla commissione tributaria provinciale.
R. I ruoli emessi dai Centri di servizio sono condonabili ai sensi dell'articolo 16 della legge n. 289/2002 (chiusura delle liti fiscali pendenti) a condizione che: a) la lite fosse pendente alla data del 1° gennaio 2003 dinanzi alle commissioni tributarie; b) non si tratti di recupero di imposte non versate anche se indicate nelle dichiarazioni presentate, a seguito del controllo ex articolo 36-bis, comma 2, lettera f), Dpr n. 600/1973. Sono viceversa definibili le altre fattispecie di cui all'articolo 36-bis citato, purché si sia realizzata una rettifica della dichiarazione che abbia comportato l'iscrizione a ruolo di imposte dovute in misura superiore rispetto a quella dichiarata dal contribuente. Il costo della definizione è di 150 euro se il valore della lite non supera 2000 euro; se superiore a detto valore, la somma dovuta è pari al 30 per cento del valore della lite qualora alla data di presentazione della domanda di definizione la lite penda ancora nel primo grado di giudizio.

D. Se negli anni interessati dal "condono tombale" il soggetto ha ricevuto verbali della Guardia di Finanza per mancata emissione di scontrini fiscali, può accedere a tale sanatoria oppure i verbali costituiscono causa ostativa?
R. L'articolo 9 della legge n. 289/2002, che disciplina il cosiddetto "condono tombale", pone tra le cause ostative per l'accesso a tale definizione, il ricevimento di un processo verbale di constatazione con esito positivo alla data di entrata in vigore della legge citata (1° gennaio 2003).
Per poter accedere alla definizione automatica per gli anni pregressi, il soggetto interessato dovrà prima definire i processi verbali di constatazione ai sensi dell'articolo 15 della stessa legge n. 289/2002 con il versamento del 50 per cento dell'imposta relativa al corrispettivo non documentato.
Qualora invece, dopo la notifica del verbale ma entro il 1° gennaio 2003, siano state regolarizzate le scritture contabili, con l'annotazione del corrispettivo non documentato, il rilievo costituisce violazione formale, non è una causa ostativa ed è definibile col versamento del 10 per cento della sanzione minima applicabile.

D. Una società cessata in uno degli anni condonabili (1997-1998-1999-2000-2001), può aderire al condono "tombale" ex articolo 9 della legge n. 289/2002?
Se la cessazione è avvenuta nel 2002 o nel 2003 c'è una qualche preclusione?
R. La circolare n. 12/2003 chiarisce che, fermo restando l'obbligo di inserire nella dichiarazione tutti i periodi d'imposta oggetto di definizione automatica, tuttavia non vi è l'obbligo di includere i periodi di imposta nei quali il contribuente, persona fisica o soggetto diverso, non aveva la soggettività passiva tributaria (si pensi, ad esempio, ai periodi antecedenti alla costituzione di una società o successivi al suo scioglimento).
Relativamente al settore Iva, viene inoltre precisato che i soggetti sono tenuti a definire, in ogni caso, i periodi d'imposta compresi dall'anno in cui è stato attribuito il numero di partita Iva fino a quello in cui è stata presentata la dichiarazione di cessazione dell'attività.

D. Una società in nome collettivo che ha aderito al condono "tombale" è non congrua e non coerente negli anni 1997/1998/1999 e congrua e coerente negli anni 2000/2001. Si chiede come debbano procedere i soci al calcolo dell'importo da versare ai fini del condono "tombale" per gli anni 2000 e 2001.
R. In caso di definizione ex articolo 9 della legge n. 289/2002 operata dalla società congrua e coerente, gli effetti di tale definizione si ripercuotono anche sui singoli soci, limitatamente ai soli redditi di partecipazione. Se i soci intendono aderire alla definizione automatica per gli anni pregressi, dovranno includere nella propria dichiarazione tutte le annualità dal 1997 al 2001. Gli importi dovuti per gli anni 2000 e 2001 dovranno essere calcolati con i criteri stabiliti nell'articolo 9, comma 2, con riferimento alle imposte lorde risultanti dalle dichiarazioni originariamente presentate.
I soci possono optare, in alternativa, per la definizione di cui all'articolo 8 della legge n. 289/2002, senza l'obbligo di condonare tutte le annualità definibili ai sensi dell'articolo 9 citato e tralasciando gli anni 2000 e 2001 per i quali è sufficiente la definizione della società (sempre limitatamente ai soli redditi di partecipazione).

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