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Attualità

La Orlandi in audizione: positivi
i dati per canone tv e precompilata

Nell'intervento di stamattina, la direttrice delle Entrate ha illustrato risultati e numeri relativi ad alcuni degli ambiti più significativi dell'attività svolta dall'Amministrazione fiscale

foto di Rossella rlandi
Nell'audizione di questa mattina presso la Commissione parlamentare di vigilanza sull'Anagrafe tributaria, Rossella Orlandi ha affrontato diversi temi relativi all'attività dell'Agenzia delle Entrate e attinenti alla razionalizzazione delle banche dati pubbliche in materia economica e tributaria, fornendo cifre, risultati e dati significativi.
Di seguito, una sintesi degli aspetti più rilevanti emersi dall'intervento di stamattina.

Indici sintetici di affidabilità e superamento degli studi di settore
In prima battuta, la direttrice ha posto l'attenzione sull'attività svolta dall'Agenzia per quanto concerne l'elaborazione dei nuovi indici sintetici di affidabilità fiscale che, come noto, sono destinati a sostituire gli attuali studi di settore e parametri.
Il nuovo strumento si inserisce nel solco della più ampia strategia di gestione della compliance fiscale che mira, da un lato, a un aumento dell'adempimento spontaneo da parte dei contribuenti e, dall'altro, alla riduzione dell'invasività dei controlli nei confronti dei soggetti ritenuti a basso rischio. In tale contesto, l'introduzione dei nuovi indici favorirà ulteriormente il rafforzamento del rapporto fiduciario con i contribuenti, che potranno avere un riscontro trasparente della correttezza dei propri comportamenti fiscali attraverso una metodologia statistico-economica innovativa e moderna.
Entro dicembre 2017 è prevista l'approvazione dei primi 70 indici, mentre i restanti 80 saranno approvati entro il 2018.
La predisposizione degli indici avverrà in sinergia sia con le Organizzazioni di categoria (per quanto attiene l'analisi e la condivisione delle metodologie di realizzazione) sia con Sose e Sogei (per quanto concerne gli aspetti tecnici e informatici).
La Orlandi ha sottolineato, inoltre, l'importanza che la "qualità dei dati" utilizzati riveste per l'efficacia dei nuovi indici. Anche su questo versante, l'Agenzia è impegnata in attività e iniziative progettuali tese ad aumentare la qualità complessiva del patrimonio informativo a sua disposizione in termini di maggiore efficienza e migliore disponibilità, tempestività e gestione.
Altro aspetto evidenziato è la capacità degli indici di intercettare l'andamento del ciclo economico in modo da riconoscere eventuali situazioni di crisi delle aziende, superando così la necessità di predisporre ex-post specifici correttivi congiunturali (come avviene ora per gli studi di settore). La nuova metodologia, inoltre, consentirà di personalizzare i risultati per singolo contribuente, dimostrandosi, anche sotto questo aspetto, più aderente alla effettiva situazione economica.
Infine, la direttrice si è soffermata sull'aspetto premiale degli indici, alla cui applicazione, infatti, saranno connessi specifici benefici per i contribuenti in termini di semplificazione degli adempimenti, di esclusione dei controlli e di riduzione dei termini di decadenza per l'attività di accertamento.
In definitiva, quindi, il superamento degli studi di settore e l'introduzione degli indici sintetici di affidabilità si prospetta come un'opportunità di miglioramento nel rapporto con i contribuenti in coerenza la promozione della tax compliance, a cui da tempo l'Agenzia sta ispirando la propria attività.

Definizione agevolata delle cartelle
Con riguardo alla "rottamazione" dei ruoli, la Orlandi ha evidenziato che tra Agenzia delle Entrate ed Equitalia è in corso un'attività quotidiana di aggiornamento dei flussi informativi, necessaria per garantire la corretta e tempestiva gestione, in prima battuta, delle istanze di definizione agevolata (relative ai ruoli in riferimento ai quali l'Agenzia è ente creditore) e, in un secondo momento, dei casi di perfezionamento della definizione, con la conseguente emissione dei provvedimenti di sgravio.
La direttrice ha poi fornito interessati dati (elaborati rispetto a un significativo campione di cartelle e avvisi di accertamento esecutivo) relativi alle differenti tipologie di tributi amministrati dall'Agenzia oggetto delle richieste di "rottamazione". Ne è emerso che l'incidenza percentuale delle imposte sul reddito delle persone fisiche è pari al 41,9%, seguita dall'imposta sul valore aggiunto (35,7%). La percentuale si attesta al 13,1% per gli "altri" crediti (ad esempio, Irap, imposta di registro e addizione comunale all'Irpef) e all'8,9% per le imposte sul reddito delle persone giuridiche.

Canone tv
Sul versante del canone tv, la Orlandi ha sottolineato lo straordinario impegno profuso dall'Agenzia, e da tutti gli altri attori coinvolti, nell'applicazione della riforma introdotta dalla legge di stabilità 2016 (introduzione della presunzione di detenzione dell'apparecchio televisivo nel caso in cui esista un'utenza per la fornitura di energia elettrica nel luogo in cui una persona ha la propria residenza anagrafica e pagamento mediante addebito sulle fatture emesse dalle imprese elettriche).
Lo sforzo organizzativo e operativo ha contribuito al successo dell'iniziativa. È stato, infatti, sviluppato un sistema completamente automatizzato di interscambio delle informazioni necessarie all'addebito del canone in fattura tra l'Agenzia delle Entrate, la Rai e le imprese elettriche, per il tramite del Sistema informativo integrato gestito da Acquirente unico.
Dal canto suo, l'Agenzia ha assicurato il massimo supporto ai cittadini, anche mediante l'utilizzo dei social media.

Questi i "numeri" del nuovo sistema di pagamento (relativi al 2016):
  • 2.268 milioni di euro (importo complessivo addebitato dalle imprese elettriche)
  • 2.143 milioni di euro (importo riscosso al 31 dicembre 2016)
  • 5% (percentuale di morosità - fermo restando che parte di tali somme non pagate potranno ancora essere riscosse nel 2017 a seguito delle attività di sollecito)
  • 2.123 milioni di euro (importo riversato dalle imprese elettriche)
  • 18 milioni di euro (importo versato direttamente, mediante modello F24, dai contribuenti che non disponevano di un'utenza elettrica di tipo domestico residenziale)
  • 2.141 milioni di euro (importo complessivamente versato a titolo di canone tv 2016).
La Orlandi ha quindi sottolineato che, dall'analisi di tali risultati, emerge chiaramente che nel 2016 c'è stato un notevole recupero di gettito (da 16,5 milioni di abbonati nel 2015 si è passati a circa 22 milioni di soggetti addebitati nel 2016) che ha già consentito, tra l'altro, una significativa riduzione dell'importo del canone annuo per i cittadini, passato da 113,5 euro nel 2015 a 100 euro nel 2016 e a 90 euro nel 2017.

Il 730 precompilato
Sul versante della dichiarazione precompilata, la direttrice ha ricordato, innanzitutto, che, rispetto allo scorso anno, il flusso dei dati è stato arricchito con maggiori informazioni presenti nel modello messo a disposizione dei cittadini (nuove tipologie di spese sanitarie, spese veterinarie, spese per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica effettuati sulle parti comuni dei condomini).
Alla maggiore ricchezza informativa, si aggiungono, in un'ottica di semplificazione, le ulteriori migliorie e implementazioni apportate all'applicazione web, sia per aumentare le funzionalità a disposizione dei contribuenti sia per consentire a un maggior numero di utenti di usufruire dell'applicazione in modo semplice ed immediato.
Queste le cifre registrate nel corso delle prime settimane della nuova campagna dichiarativa (intervallo di tempo considerato 18 aprile - 8 maggio):
  • 2,6 milioni di accessi
  • 1,3 milioni (singoli utenti che hanno visualizzato i dati contenuti nella dichiarazione)
  • 2.500 (accessi riferibili alla nuova funzionalità riservata agli eredi)
  • 53% (percentuale dei contribuenti che ha effettuato l'accesso tramite le credenziali Fisconline)
  • 37% (percentuale dei contribuenti che ha effettuato l'accesso tramite le credenziali Inps)
  • 181mila (dichiarazioni già inviate)
  • 193mila (dichiarazioni accettate o modificate, ma non ancora inviate).
Quanto all'andamento dei flussi informativi con i soggetti esterni, la Orlandi ha evidenziato le seguenti cifre:
  • 900 milioni (dati complessivamente pervenuti dagli enti esterni e confluiti nella dichiarazione precompilata 2017 - 200 milioni in più rispetto all'anno precedente)
  • 700 milioni (dati relativi alle spese sanitarie - con un incremento rispetto al 2016 del 34,6%, quando le spese sanitarie si sono attestate su 520 milioni di informazioni)
  • 29 miliardi di euro (importo delle spese sanitarie detraibili, messe a disposizione dei contribuenti, pari a, circa il doppio dello scorso anno).
Altri flussi informativi:
  • 15,8 milioni di comunicazioni di avvenuto bonifico relative a bonus per ristrutturazioni, arredo e risparmio energetico
  • 4 milioni di comunicazioni relative a contributi versati alle forme di previdenza complementare
  • più di 3 milioni di comunicazioni riguardanti le spese universitarie
  • circa 600mila comunicazioni concernenti le spese funebri
  • più di 8 milioni di comunicazioni relative a interessi passivi
  • 3,3 milioni di comunicazioni dei contributi versati per i collaboratori domestici
  • 4,4 milioni di dati relativi ai contributi previdenziali e assistenziali
  • circa 94 milioni di comunicazioni relative a premi assicurativi
  • circa 3 milioni di dati concernenti i rimborsi delle spese sanitarie.
A questi dati vanno aggiunte le informazioni trasmesse a partire dall'anno di imposta 2016, ovvero:
  • circa 33mila comunicazioni relative ai rimborsi delle spese universitarie
  • circa 5,6 milioni di dati inviati dagli amministratori di condominio con riferimento alle spese per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica effettuati sulle parti comuni dei condomini.
Fatturazione elettronica
Con riguardo alla fatturazione elettronica verso la pubblica amministrazione, la Orlandi evidenzia che, dall'avvio del servizio al 30 aprile 2017, attraverso il Sistema di interscambio dati (di cui l'Agenzia è il gestore) sono stati ricevuti e correttamente gestiti circa 65,6 milioni di file fattura (di cui circa 60,9 milioni consegnati alle pubbliche amministrazioni destinatarie).
Inoltre, nei primi mesi del 2017, sono stati gestiti mediamente circa 2,5 milioni di file fattura al mese.
Il Sistema, negli oltre due anni di esercizio, non ha registrato diminuzioni del livello qualitativo del servizio erogato: a fronte di ciascun file inviato, il trasmittente riceve una comunicazione dopo un tempo medio inferiore alle tre ore.
Le fatture sono state emesse da circa 944mila fornitori e sono state consegnate a oltre 62mila "uffici virtuali" di 23mila amministrazioni pubbliche, valori che tendono costantemente ad aumentare nel tempo.
I "numeri", quindi, delineano un quadro d'insieme positivo e dicono che la fatturazione elettronica verso la Pa procede nel senso della stabilità, con un tasso di scarto che si è progressivamente ridotto (anche dopo l'introduzione di due rilevanti innovazioni quali i più stringenti controlli formali eseguiti dallo Sdi e l'evoluzione del tracciato FatturaPa, ai fini del supporto anche della fatturazione B2B a partire dal gennaio 2017).

La Orlandi, inoltre, ha ricordato la messa a disposizione (su base opzionale) del Sistema di interscambio anche per la veicolazione delle fatture elettroniche tra privati, con la connessa possibilità per i contribuenti che scelgono questa strada di sottrarsi all'adempimento comunicativo delle fatture emesse e ricevute (oltre a beneficiare di ulteriori incentivi, tra cui i rimborsi prioritari e la riduzione di un anno dei termini di accertamento nel caso in cui i pagamenti delle operazioni attive e passive avvengano con modalità tracciata).
Inoltre, per stimolare ulteriormente i contribuenti Iva italiani ad adottare la fatturazione elettronica, da luglio dello scorso anno è stato messo a disposizione il servizio gratuito di generazione, trasmissione e conservazione delle fatture elettroniche. Dopo dieci mesi, il servizio è stato utilizzato da più di 55mila utenti, che hanno generato 500mila fatture. 13mila contribuenti hanno sottoscritto l'accordo di servizio per delegare gratuitamente all'Agenzia la conservazione delle proprie fatture elettroniche e, a oggi, sono circa 85mila le fatture elettroniche conservate.

Infine, la direttrice ha affrontato il tema dell'archiviazione delle fatture elettroniche, ricordando che, per legge, gli obblighi di conservazione ai fini fiscali sussistono per quelle fatture che transitano attraverso il Sistema di interscambio e che vengono memorizzate dall'Agenzia delle Entrate.
Per rendere operativo questo aspetto, sarà necessario realizzare un servizio di memorizzazione dei file fattura, sia per quelle alla PA sia per quelle tra privati (con funzioni di ricerca, estrazione e scarico dei dati da parte dei soggetti autorizzati). Il sistema sarà approntato da Sogei e, successivamente, l'Agenzia adotterà il provvedimento con le disposizioni di attuazione.
 
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