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Attualità

Paesi Bassi: la fiscalità al servizio
della logistica e dell'ambiente

Tonnage tax e tasse proporzionate alla rumorosità degli aeromobili fanno dell'Olanda uno degli Stati più avanzati insieme alla Gran Bretagna

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Entro la fine del 2008 un nuovo terminal container contribuirà a movimentare su Rotterdam il traffico delle merci.  I Paesi Bassi, insieme con la Gran Bretagna, sono i primi ad aver adottato la tonnage tax e  introdotto nella propria legislazione tasse proporzionate alla rumorosità degli aeromobili. Se è vero quanto sostengono i glottologi e gli storici secondo cui l’etimologia del termine logistica, di origine greca da un lato (loghistès) e di origine latina dall’altro (il logisticus in epoca imperiale identificava l’esattore delle tasse), risponde al significato di calcolatore, i Paesi Bassi sembrano aver fatto decisamente bene i propri calcoli. Attualmente i principali nodi infrastrutturali rispondono ai nomi di Maastricht, Nijmegen, Schiphol e Rotterdam. Ed è in queste aree, geograficamente strategiche, che si sono insediate le principali piattaforme logistiche. Uno dei distretti più importanti d’Europa è quello di Venlo, ai confini dell’Olanda. In questa area si polarizzano oggi gli investimenti di grandi multinazionali che hanno realizzato piattaforme di stoccaggio e distribuzione delle merci direttamente collegate alle attività del porto di Rotterdam e dell’aeroporto-hub di Schiphol. Uno degli assi centrali della strategia economica dei Paesi Bassi è rappresentato dal sistema integrato della logistica.

Il porto di Rotterdam
Attualmente Rotterdam rappresenta il primo porto al mondo con un traffico annuale che supera i 300 milioni di tonnellate di merci transitate. Nel 2004, secondo le ultime statistiche elaborate dalla Port Authority di Rotterdam, il globale del traffico sul principale porto olandese è stato di 352 milioni 360mila tonnellate di merci con imbarchi di carichi in container che superano le 300mila tonnellate e una movimentazione container di 8,3 milioni di teu (TEU sta per Twenty Equivalent Unit ed è l’unità di misura internazionale con cui si è soliti indicare i container movimentati n.d.r.). Le previsioni elaborate dagli analisti di settore indicano una crescita dell’8 per cento l’anno per i prossimi 15 anni del cargo system in quest’area. Da sottolineare che proprio su Rotterdam sono stati realizzati importanti district park destinati al trattamento delle scorte. Entro la fine del 2008 sarà operativo un nuovo terminal container lungo 1800 metri che contribuirà a movimentare il traffico delle merci. E l’accordo sottoscritto il 9 dicembre 2004 tra i ministri dei Trasporti di Belgio, Francia, Lussemburgo e Olanda per la creazione di corridoio ferroviario tra Rotterdam e Lione, grazie al quale saranno semplificate le procedure di transito delle merci, sembra aver suscitato malumori proprio tra i responsabili dei porti francesi. Infatti secondo fonti ben informate ciò che temono è la perdita di quote di traffico a tutto vantaggio del già affermato porto di Rotterdam. L’altra direttrice a lungo raggio ad elevati volumi di traffico, destinata a svolgere un ruolo da protagonista, è la linea Parigi-Amsterdam che, grazie ad un progetto ad alta velocità ferroviaria, entro il 2010 collegherà le due città passando per Anversa e Rotterdam.

La tonnage tax e le imprese marittime
I Paesi Bassi insieme con la Gran Bretagna sono stati i primi ad aver introdotto nella legislazione tributaria la tassa sul tonnellaggio, meglio conosciuta come tonnage tax. Una metodologia di determinazione forfetaria che assume quale base di riferimento il tonnellaggio delle imprese armatoriali. Il modello adottato dall’Olanda dal 1° gennaio 1996, a seguito della riforma introdotta nel 1995, si basa sulla determinazione forfetaria della base imponibile¹. In questo modo oltre a essere stato stabilizzato l’impegno fiscale dell’armatore è stata anche rafforzata la competitività dell’armamento. L’adozione di questo sistema di imposizione fiscale ha avuto immediate ricadute benefiche sull’industria marittima nazionale e ha contribuito a far rientrare sotto bandiera olandese le navi iscritte all’estero.

L’aeroporto di Schiphol
Altra importante caratteristica dei Paesi Bassi è la disponibilità di un aeroporto hub ovvero di uno scalo che è in grado di fornire servizi di collegamento e di interscambio. Lo scalo, che nell’anno trascorso è stato nuovamente eletto il migliore d’Europa, è geograficamente situato nei pressi di Amsterdam, ed è di proprietà del governo olandese per la maggioranza del capitale azionario (75 per cento), del Comune di Amsterdam per il 22 per cento e per il restante 3 per cento appartiene al Comune di Rotterdam. L’aeroporto di Schiphol, uno dei pochi con un’offerta globale, è il quarto in Europa per movimentazione passeggeri con circa 41 milioni di viaggiatori ogni anno. L’importanza strategica di Schiphol sta anche nel fatto che è azionista di riferimento del Terminal 4 dell’aeroporto internazionale John F. Kennedy di New York e dell’aeroporto australiano di Brisbane.

La tassa sulle emissioni sonore degli aeromobili
I Paesi Bassi sono stati tra i primi ad aver introdotto nella propria legislazione tasse proporzionate alla rumorosità degli aeromobili unitamente a Germania, Francia, Svizzera, Gran Bretagna e Belgio. E questo recependo l’orientamento dell’Icao (Agenzia specializzata delle Nazioni Unite preposta alla regolamentazione tecnica di tutti i settori dell’aviazione civile internazionale) che già anni or sono ne aveva auspicato l’introduzione per limitare l’impatto dell’inquinamento acustico prodotto dagli aeromobili nelle aree abitate limitrofe agli aeroporti. L’Olanda, ancor prima che a livello comunitario venisse proposta una metodologia comune per modulare le tasse aeroportuali in funzione del livello di inquinamento acustico provocato da determinati aeromobili, ha elaborato una classificazione tecnica molto rigorosa dei velivoli alla quale corrisponde un diverso livello di tassazione. Dagli aeromobili di nuova generazione che usufruiscono di uno sconto sugli atterraggi e sui decolli in quanto l’impronta acustica generata (cioè la proiezione al suolo della scia di rumore n.d.r.) è meno ampia a quelli più rumorosi che, per il principio inverso, sopportano una maggiorazione delle tasse aeronautiche in quanto più inquinanti.

I Paesi Bassi e la fiscalità ecologica
Nei Paesi Bassi è stata anche provata l’efficacia del concetto di ecotassa, intesa nella sua accezione primaria ovvero "tassa che grava su chi inquina secondo la stima del danno provocato". E questo secondo quanto sosteneva Arthur Cecil Pigou, docente all’Università di Cambridge, che primus inter omnes, nel lontano 1920 la preconizzò nel volume Economics of Welfare. Nel 1970, ancor prima che la Svezia introducesse nel 1991 le due tasse sull’energia (emissioni di carbonio o carbon tax e anidride solforosa o sulphur tax), i Paesi Bassi avevano introdotto nella legislazione tributaria l’imposta sull’inquinamento delle acque di canali, fiumi e laghi. Questo provvedimento negli anni tra il 1976 e il 1999 ha permesso, secondo studi di settore, una riduzione considerevole (75-99 per cento) del rilascio della materia inquinante nelle acque gestite dalle Amministrazioni regionali.


¹P.KAGER/D.PRINSEN, Tax incentives for Netherlands-based maritime shipping enterprises reviewed in an international context, in Intertax,4/1996 (per approfondimenti)
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