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Attualità

Promozione di farmaci: paletti per la deducibilità

Totale irrilevanza fiscale dei costi sostenuti per l'acquisto di beni e servizi di valore non trascurabile

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L'Agenzia delle entrate, con la circolare n. 3/E del 18 gennaio 2006, ha commentato la previsione contenuta nel comma 9 dell'articolo 2 della legge 289/2002 (Finanziaria per il 2003), relativamente alla indeducibilità dei "costi sostenuti per l'acquisto di beni e servizi destinati, anche indirettamente, a medici, veterinari o farmacisti, allo scopo di agevolare, in qualsiasi modo la diffusione di specialità medicinali o di ogni altro prodotto ad uso farmaceutico".

Tale intervento interpretativo, oltre a fornire i necessari chiarimenti in ordine al regime di indeducibilità dei costi sostenuti dagli operatori del settore farmaceutico per promuovere la commercializzazione di specifici prodotti farmacologici, si atteggia anche quale documento di coordinamento con la precedente circolare n. 42/E del 26 settembre 2005, contenente precisazioni in ordine al regime generale di indeducibilità dei costi conseguenti a reati, previsto dal comma 8 del medesimo articolo 2.

I tecnici delle Entrate, in particolare, prendono spunto da quanto stabilito dall'articolo 170(1) del Testo unico delle leggi sanitarie(2), che sanziona penalmente il medico o il veterinario per reato di comparaggio, e dai successivi articoli 171 e 172, che prevedono la punibilità del medesimo reato a carico del farmacista, del produttore e del commerciante di specialità medicinali, nonché dalla normativa speciale di cui agli articoli 11, 12 e 13 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 541, disciplinanti modalità e limiti per l'organizzazione delle attività in materia di premi e vantaggi (pecuniari o in natura), di spese relative per convegni e congressi e della distribuzione di campioni gratuiti di prodotti farmaceutici presso gli operatori sanitari.

La circolare in commento, seguendo l'unica interpretazione coerente con l'intento del legislatore, ha chiarito che il citato comma 9 dell'articolo 2 debba essere inteso nel senso di ritenere indeducibili non solo le spese sostenute per l'acquisto di beni e servizi destinati a medici, veterinari e farmacisti, riferibili a fattispecie che integrano il reato di comparaggio sanzionato dal Testo unico delle leggi sanitarie(3), ma anche quelle riferibili a comportamenti contrari alla disciplina speciale prevista in materia di pubblicità per il settore farmaceutico dalle disposizioni del decreto legislativo 541/1992(4).
Pertanto, lo scopo del legislatore non è stato quello di ribadire, con specifico riferimento al settore farmaceutico, la previsione di indeducibilità dei costi derivanti da reato, già contenuta nel precedente comma 8 del medesimo articolo 2, ma quella di specificare che l'ambito di applicazione del regime di indeducibilità ha una portata più ampia. Ciò, evidentemente, al fine di dissuadere gli operatori del settore farmaceutico da qualsiasi comportamento teso a provocare un aumento della spesa sanitaria.

Con riferimento all'ambito applicativo del disposto di cui al comma 9, il documento di prassi ha previsto che tutti i costi sostenuti dagli operatori del settore farmaceutico, inquadrabili nella categoria delle spese di rappresentanza, in deroga all'articolo 108 del Tuir, sono in toto indeducibili qualora di valore non trascurabile - ad esempio, computer, telefoni cellulari, borse professionali - in quanto, per le stesse, si presume il difetto del requisito dell'inerenza all'attività di impresa.

Nessuna conseguenza, invece, per le spese sostenute dagli stessi operatori per l'acquisto di materiale di consumo e riviste a carattere scientifico destinati a medici, veterinari e farmacisti, che, al contrario, continuano ad avere riconoscimento fiscale in dichiarazione, atteso che non eccedono il modico valore.

Coerentemente a tale considerazione, i tecnici delle Entrate hanno chiarito che non sono deducibili, inoltre, le spese per viaggi, alberghi e ristorazione non rientranti nell'organizzazione di convegni e congressi ai sensi dell'articolo 12 del citato decreto legislativo n. 541 del 1992, i costi per soggiorni e ospitalità sostenuti in violazione delle disposizioni dello stesso articolo 12 e le spese relative alla distribuzione di campioni gratuiti di farmaci in violazione delle disposizioni previste dal successivo articolo 13.

NOTE
1. L'articolo 170 del Testo unico delle leggi sanitarie sancisce la punibilità per il medico o il veterinario che ricevano, per sé o per altri, denaro o altra utilità ovvero ne accettino la promessa, allo scopo di agevolare, con prestazioni mediche o in qualsiasi altro modo, la diffusione di specialità medicinali o di ogni altro prodotto a uso farmaceutico.

2. Approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265.

3. Cfr. gli articoli 170, 171 e 172, Testo unico delle leggi sanitarie, approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265.

4. Cfr. gli articoli 11, 12 e 13 del Dlgs 30 dicembre 1992, n. 541.

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