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Attualità

Il racconto della città dei giubilei
attraverso le mappe e le medaglie

L'esposizione, inaugurata oggi, è incentrata sulla celebrazione degli anni santi, un cerimoniale che ha fortemente influenzato lo sviluppo urbano del centro della cristianità

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In occasione del Giubileo straordinario indetto da papa Francesco per mezzo della bolla pontificia Misericordiae Vultus, l'Agenzia delle Entrate, in uno con l'Istituto poligrafico e zecca dello Stato, con il Consiglio nazionale geometri e geometri laureati e con Modus, ha promosso la mostra dal titolo "Roma tra mappe e medaglie. Memorie degli Anni Santi", ospitata presso il Complesso del Vittoriano (Ala Brasini) fino al 17 gennaio 2016. L'inaugurazione, oggi pomeriggio alle 18.

La mostra, a cura di Silvana Balbi De Caro, direttore scientifico del Museo della Zecca di Roma e Flavio Celestino Ferrante, capo settore Servizi cartografici - direzione centrale Catasto, cartografia e pubblicità immobiliare dell'Agenzia delle Entrate, con l'organizzazione e la realizzazione di Comunicare organizzando di Alessandro Nicosia, racconta, attraverso le mappe e le medaglie, Roma e il suo territorio, mettendo in evidenza le trasformazioni che il tessuto urbano ha subito nel corso dei secoli e in concomitanza dei diversi giubilei che si sono avvicendati dalla metà del XV secolo ai giorni nostri.

Sono le medaglie ideate, modellate e incise nel corso dei secoli da Alessandro Cesati, da Gaspare Morone e Gaspare Mola, dagli Hamerani, da Francesco e Giuseppe Bianchi, da Giuseppe e Pietro Girometti, dai Cerbara, da Tommaso Mercandetti e da altri ancora, che ci restituiscono la memoria di una città dove cavalli e carrozze, uomini e donne affollavano le ampie piazze, accorrendo in massa nelle basiliche giubilari per assistere alla scenografica liturgia degli Anni santi.
  immagine delle medaglie descritte nella didascalia
Anno Santo 1475. Sisto IV (1471-1484), medaglia in bronzo con scena di apertura della Porta Santa.
Anno Santo 1500. Alessandro VI (1492-1503), medaglia in bronzo con scena di chiusura della Porta Santa.
Sono le mappe di Ètienne Du Pérac, Giovan Battista Falda, Giovan Battista Nolli, Giovanni Battista e Gaetano Agretti, le mappe del Catasto urbano di Roma, la mappa del Centro monumentale di Roma antica della direzione generale del Catasto, la Media Pars Urbis degli allievi della Scuola d'applicazione per gli ingegneri di Roma fino alla più recente Forma Urbis Romae, pubblicata per il giubileo del 2000, che ci aiutano a ripercorrere secoli di storia della città dei papi.
  Mappa del catasto di Roma con la basilica di san Pietro
Mappa del Catasto Urbano di Roma, Rione XIV Borgo, Foglio V con la Basilica di San Pietro
Per raccontare la città di Roma negli anni santi con un percorso autonomo rispetto alla medaglistica e per fare da sfondo a quest'ultima, è stato scelto lo strumento della rappresentazione cartografica. La cura della sezione cartografica della mostra è stata affidata all'Agenzia dell'Entrate in qualità di organo cartografico dello Stato.

Il racconto prende avvio con la contestualizzazione nell'evento giubilare mediante l'esposizione di una pianta monumentale realizzata in occasione del grande giubileo del 2000 e una foto aerea ortorettificata di grande formato della città di Roma (210x270 cm).

Il percorso espositivo si snoda, poi, attraverso una sequenza cronologica di alcune delle più significative piante di Roma realizzate negli ultimi cinque secoli, selezionate con lo scopo di accompagnare il visitatore in un viaggio multidimensionale.

Attraverso la semplice osservazione delle piante della città di Roma, ci si trova naturalmente immersi nella dimensione spaziale dove le componenti del tessuto urbano come i palazzi, i monumenti, le chiese, le strade, le piazze, il fiume, le mura, sono rappresentate e posizionate con rigore scientifico in un corretto e costante rapporto di proporzionalità con i corrispondenti oggetti reali.
La sequenza cronologica delle piante ci conduce poi nella dimensione temporale nella quale è possibile leggere, semplicemente attraverso il confronto delle piante di epoca diversa, le trasformazioni della città e del suo territorio. Con uno sguardo più attento ai particolari delle piante, ai cartigli, ai simboli, alla rappresentazione dei pellegrini in visita delle chiese patriarcali, ci si avvicina a un'altra dimensione, quella spirituale, nella quale è possibile percorrere idealmente il terreno sacro dei luoghi più importanti della cristianità.

L'esigenza giubilare di orientare i pellegrini nella visita dei luoghi sacri, ha trovato nella rappresentazione cartografica della città il suo strumento più efficace. Le prime piante della città di Roma sono prodotte e riprodotte per orientare spazialmente il pellegrino nella visita della città santa in occasione dei giubilei, oltre che per servire da guida e da ricordo del pellegrinaggio, come la pianta intitolata "le Sette Chiese di Roma" del 1575.

Una parte del percorso espositivo è riservata alla illustrazione della città di Roma attraverso le mappe catastali. Per esigenze espositive, sono stati selezionati solo alcuni fogli della mappa originale di impianto del Catasto, nei quali sono rappresentate le basiliche principali nel relativo contesto urbano.

Per fornire un segno tangibile delle modalità di produzione delle mappe, sono esposti anche alcuni degli strumenti scientifici utilizzati per l'esecuzione delle misure sul terreno, per il disegno e per il calcolo delle superfici, che consentono di cogliere anche il ruolo sociale che può assumere la scienza quando conferisce solide basi oggettive a una cartografia che diventa inoppugnabile strumento di governo del territorio.
  immagine di tacheometro di fine dell'ottocento
Tacheometro, fine dell'Ottocento, Troughton & Simms - London
Con l'esposizione delle piante della città di Roma, parte delle quali provengono dalla sede centrale dell'Agenzia delle Entrate - direzione centrale Catasto, cartografia e pubblicità immobiliare - di Roma, si è voluto rendere omaggio alla città che nel passato è stata sede di alcuni dei più importanti eventi che hanno segnato la storia della cartografia: dall'introduzione del cannocchiale ideato da Galileo Galilei per l'esecuzione dei rilievi a distanza del paesaggio urbano, al perfezionamento dei metodi di misura, di rappresentazione, di calcolo, di incisione e di stampa.

Per rendere immediatamente fruibili le piante e le mappe esposte ai visitatori e ai pellegrini, ciascuna di esse è corredata da una ampia didascalia che, oltre alle informazioni relative all'autore, al titolo completo, alla data o epoca di realizzazione, alla tecnica di produzione, all'ente che la conserva, contiene anche notizie biografiche dell'autore e dell'ente produttore, del committente o dell'editore, e notizie sui contenuti di carattere topografico, sulla tecnica di realizzazione, sulla trascrizione dei cartigli, sulle dediche e sui possibili destinatari.
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