Articolo pubblicato su FiscoOggi (https://fiscooggi.it/)

Attualità

Il reverse charge alloggia nella controsoffittatura

La sua realizzazione, così come quella di pareti in cartongesso non configura una semplice cessione di materiali con posa in opera

Thumbnail

Gli interventi di realizzazione di controsoffitti e di pareti in cartongesso sono caratterizzati dalla prevalenza della prestazione d'opera rispetto alla cessione dei beni. Per questo motivo, al ricorrere delle altre condizioni previste dalla norma di riferimento, deve trovare applicazione il meccanismo del reverse charge. L'agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 220/E, ha posto un altro tassello nella ricostruzione del sistema di applicazione dell'inversione contabile in edilizia, introdotto nel nostro ordinamento dal "Visco-Bersani".

Il reverse charge, come noto, si sostanzia nell'obbligo del pagamento dell'imposta non a carico del cedente o del prestatore del servizio, come avviene normalmente per l'Iva, bensì a carico del cessionario o di chi riceve la prestazione.
Relativamente alle prestazioni di sevizi rese nel settore edile, il sesto comma, lettera a), dell'articolo 17 del Dpr n. 633/1972 stabilisce che tale meccanismo si applichi "alle prestazioni di servizi, compresa la prestazione di manodopera, rese nel settore edile da soggetti subappaltatori nei confronti delle imprese che svolgono l'attività di costruzione o ristrutturazione di immobili ovvero nei confronti dell'appaltatore principale o di un altro subappaltatore".

Pertanto, anche alla luce delle indicazioni fornite con le circolari n. 37 del 2006 e n. 11 del 2007, per una corretta applicazione di tale sistema devono concorrere quattro condizioni:

  1. deve trattarsi di interventi caratterizzati dalla presenza di tre o più soggetti
  2. si applica solo nei rapporti tra subappaltatori e appaltatori (o tra subappaltatori) e mai tra appaltatore principale e committente
  3. sia il prestatore (subappaltatore) che l'appaltatore principale (o altro subappaltatore) devono svolgere una prestazione riconducibile alle attività della sezione F della Tabella Atecofin 2004 completate dalle relative note esplicative
  4. deve trattarsi di contratto d'appalto o d'opera.

La risoluzione affronta il caso di un impresa a cui è stata affidata in subappalto, l'esecuzione di controsoffitti e di pareti di cartongesso.
Il dubbio interpretativo nasceva dalla circostanza che il reverse charge in edilizia si applica unicamente alle prestazioni di servizi e non anche alle cessioni di beni con posa in opera.
Infatti, nella cessione con posa in opera, la manodopera, e quindi la prestazione di servizi, risulta accessoria rispetto alla cessione dei beni, venendo attratta, ai sensi dell'articolo 12 del Dpr n. 633 del 1972, al regime proprio dell'operazione principale.
Assume, pertanto, particolare importanza la distinzione tra il contratto d'appalto e quello di cessione con posa in opera.

L'agenzia delle Entrate ha chiarito che nell'ipotesi in cui siano poste in essere sia prestazioni di servizi che cessioni di beni, occorre far riferimento alla volontà contrattualmente espressa dalle parti per stabilire se sia prevalente l'obbligazione di dare o quella di fare.
Quando, perciò, il programma negoziale posto in essere dalle parti ha quale scopo principale la cessione di un bene e l'esecuzione dell'opera è esclusivamente diretta ad adattare il bene alle esigenze del cliente, o a consentirne la fruizione, senza modificarne la natura, allora il contratto è qualificabile come cessione con posa in opera.
Diversamente, se la volontà contrattuale è quella di addivenire a un risultato diverso (un "opus") e i beni a essa afferenti siano solamente funzionali all'esecuzione della prestazione, allora questa si può considerare resa nell'ambito di un contratto d'appalto (o di una prestazione d'opera) e, al ricorrere delle altre condizioni previste dalla norma, sarà applicabile il reverse charge.

Partendo da tali premesse, i tecnici dell'Amministrazione hanno precisato che la realizzazione di controsoffitti e di pareti di cartongesso costituisce un risultato diverso dal complesso dei beni utilizzati e, pertanto, al ricorrere delle altre condizioni previste dall'articolo 17, sesto comma, lettera a), del Dpr n. 633 del 1972, trova applicazione il meccanismo del reverse charge.

Ciò considerato, è utile ricordare alcuni principi enunciati dalla Corte di giustizia in questa materia, primo tra tutti quello per cui nell'analisi di un'operazione mista non si deve mai derogare al principio costante in materia di Iva secondo cui occorre fare riferimento alla realtà economica (cfr procedimento C-111/05).
Inoltre lo stesso Organo, nell'affrontare alcune ipotesi di operazioni complesse, ha affermato (cfr sentenza emessa nel procedimento C-41/04 tra Levob VerzeKeringen c/ OV Bank) che "quando un'operazione è costituita da una serie di elementi e di atti, si deve anzitutto prendere in considerazione tutte le circostanze nelle quali si svolge l'operazione considerata per determinare, da un lato, se ci si trova di fronte a due o più prestazioni distinte o ad un'unica prestazione e, dall'altro, se, in quest'ultimo caso, la detta prestazione unica debba essere qualificata come prestazioni di servizi (Cfr. anche, in senso conforme, sentenze 2 maggio 1996, causa C-231/94, Faaborg-Gelting Linien)".

Si ritiene opportuno, inoltre, richiamare alcuni passaggi della recente, emessa il 29 marzo 2007, nel procedimento C-111/05, tra Aktiebolaget NN c/ Skatteverket. La Corte, dopo aver richiamato la normativa comunitaria e ha statuito che "…nell'ipotesi di un'unica operazione composita, una prestazione dev'essere considerata accessoria ad una prestazione principale quando essa non costituisce per la clientela un fine a sé stante. Bensì il mezzo per fruire nelle migliori condizioni del servizio principale offerto dal prestatore (v., in tal senso, sentenze 22 ottobre 1998, cause riunite C-308/96 e C-94/97, Madgett e Baldwin). A tal riguardo, se è vero che il prezzo del bene e quello dei servizi è un dato obiettivo che rappresenta un indice di cui si può tener conto nel qualificare l'operazione…è altrettanto vero….che il costo del materiale e dei lavori non deve, da solo, assumere un'importanza decisiva. Quindi, per qualificare l'operazione prevista, occorre esaminare anche l'importanza della prestazione di servizi rispetto alla…(cessione del bene)…dalla descrizione delle clausole del contratto…risulta che i lavori che dovevano essere compiuti dal fornitore si limitano alla posa in opera del cavo di cui trattasi nella causa principale e non hanno lo scopo o il risultato di alterare la natura del detto cavo e neppure quello di adattarlo ai bisogni specifici del cliente".

URL: https://www.fiscooggi.it/rubrica/attualita/articolo/reverse-charge-alloggia-nella-controsoffittatura