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Attualità

In Spagna Pil in crescita grazie alle entrate fiscali

La performance, secondo il sistema di contabilità utilizzato in ambito Ue, corrisponde allo 0,27 per cento della ricchezza interna stimata

Il saldo positivo è il frutto combinato della crescita del 13,7 per cento delle entrate, che sono arrivate a quota 62.500 milioni di euro, e del corrispondente minor incremento delle uscite che si sono attestate a 59.942 milioni di euro, crescendo "solo" del 6,7 per cento (sette punti percentuali in meno delle entrate). Crescono gli incassi
Corrono speditamente le entrate fiscali, e le casse dello Stato spagnolo, grazie al gettito tributario, hanno chiuso il primo semestre dell’esercizio 2006 con una eccedenza contabile di oltre 2,5 milioni di euro. In termini di contabilità nazionale, secondo, il sistema di contabilità utilizzato da tutti i Paesi membri dell’Unione europea, l’ottima performance corrisponde allo 0,27 per cento del prodotto interno lordo (Pil) stimato, che, in questi primi sei mesi dell’anno, numericamente vuol dire esattamente un surplus di 2 miliardi e 558 milioni di euro. Il periodo gennaio-giugno 2005, invece, aveva registrato un deficit pari a 1 miliardo e 194 milioni di euro.

I motivi del saldo attivo

Il saldo positivo, stando a quanto ha affermato il segretario di Stato alle Finanze, Carlos Ocaña, nell’ufficializzare i dati è il frutto combinato della crescita del 13,7 per cento delle entrate, che sono arrivate a quota 62.500 milioni di euro, e del corrispondente minor incremento delle uscite che si sono attestate a 59.942 milioni di euro, crescendo "solo" del 6,7 per cento, quindi, sette punti percentuali in meno delle entrate.

La contabilità di cassa
Secondo il criterio di cassa, con cui si raccolgono i flussi monetari delle entrate riscosse e dei pagamenti realizzati nel periodo di riferimento, lo Stato ha ottenuto una eccedenza di 1.153 milioni di euro, contro un deficit di 3.503 milioni di euro, registrato, sempre, nello stesso periodo dell’anno precedente. Il surplus di cassa, secondo la spiegazione del Segretario di Stato, deriva sì dal buon andamento delle entrate tributarie, ma è anche dovuto a due fattori eccezionali: le minori uscite per gli esercizi chiusi e la diminuzione degli interessi pagati sul debito, diminuzione dovuta alla diversa calendarizzazione della scadenza degli interessi stessi. Per Ocaña, i dati sono anche la naturale conseguenza del buon passo di marcia che sta tenendo l’economia, ma la conclusione che se ne può ricavare circa l’evoluzione di segno positivo delle entrate fiscali è di tipo "previsionale", anche se, dopo il primo semestre, i numeri cominciano a essere significativi.

Speranze e obiettivo
In funzione del ragionamento del segretario di Stato alle Finanze e in questa situazione, il governo si sente allora legittimato a ritenere che le pubbliche amministrazioni centreranno l’obiettivo loro assegnato per il 2006, che è quello di raggiungere una eccedenza nella contabilità nazionale dello 0,9 per cento del prodotto interno lordo, e non nasconde neanche la speranza che questo risultato possa, molto presto, persino essere migliorato ancora un poco.

Le entrate non finanziarie
Nel primo semestre dell’anno, la riscossione netta è stata di 83.553 milioni di euro, montante che rappresenta un incremento del 9,4 per cento sul 2005. Nella cifra delle entrate non finanziarie si comprendono i dati relativi tanto allo Stato, quanto alle Amministrazioni territoriali (Comunità autonome e Enti locali), permettendo, così, di ottenere un’analisi più completa.

Le imposte dirette
Nel confronto tra la composizione percentuale del totale delle entrate si ricava che le imposte dirette sono cresciute del 14,3 per cento, arrivando a 36.363 milioni di euro, e l’incremento della riscossione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpf) ha segnato un +12,3 per cento, aumento dovuto, tra l’altro, alle entrate ottenute da ritenute da lavoro. L’imposta sulle società, inoltre, grazie al buon andamento del pagamento frazionato introdotto nel mese di aprile, ha segnato un +21,3 per cento.

Le imposte indirette
Il gettito per imposte indirette ha portato nelle casse dello Stato 41.547 milioni di euro, che corrispondono rispetto al 2005 a un incremento del 9,9 per cento. La riscossione dell’Iva ha contribuito per 31.175 milioni di euro, un 12,4 per cento in più rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente. Hanno, anche se in misura più contenuta, evidenziato un segno positivo le imposte speciali, che sono cresciute dell’1,8 per cento, fissando il loro ammontare a 8.873 milioni di euro, con l’imposta sugli idrocarburi che cresce del 2,4 per cento. Un segnetto rosso, va fatto per l’imposta sui tabacchi lavorati che presentano una diminuzione dell’1,3 per cento, anche se questa diminuzione è meno forte di quella fatta segnare nei mesi precedenti a seguito dell’approvazione della nuova imposta sul tabacco, e, quindi, non desta preoccupazione, anzi è vista come un segnale di normalizzazione del mercato.

I pagamenti
I pagamenti non finanziari effettuati dallo Stato durante il primo semestre del 2006 sono cresciuti rispetto allo scorso anno dell’1,5 per cento, toccando quota 60.162 milioni di euro. Le operazioni correnti, con 53.329 milioni di euro, crescono dell’1,8 per cento. La spesa per il personale ha richiesto pagamenti per 10.999 milioni di euro, che vuol dire un aumento del 7,7 per cento, attribuibile in parte all’aumento delle retribuzioni in alcuni settori della Pubblica Amministrazione. Per quanto riguarda le spese finanziarie, queste si attestano a 7.484 milioni di euro, 1.773 milioni di euro in meno rispetto al 2005. Questa diminuzione, che percentualmente è stata del 19,2, è principalmente dovuta alla diversificazione di calendario delle scadenze degli interessi sul debito pubblico.

Possibilità di indebitamento
Cresce alla fine del semestre la capacità di indebitamento dello Stato che arriva a 5.597 milioni di euro mentre, nello stesso periodo dello scorso anno, l’indicatore era di segno negativo, quindi, con la necessità di indebitamento per 1.462 milioni di euro. Scorporando il solo il dato di giugno, sempre in termini di contabilità nazionale, il mese ha fatto registrare un deficit di 7.811 milioni di euro, che rappresenta, in ogni caso, il 7,1 per cento in meno di giugno 2005, quando il deficit è stato di 8.409 milioni di euro. Il mese di giugno è comunque un mese particolare, perché in questo periodo si concentrano i pagamenti e i rimborsi.
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