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Attualità

Studi settore, ai correttivi 2010 l’ok della Commissione esperti

Interventi pianificati che considerano la sfavorevole congiuntura economico-finanziaria iniziata nel 2008

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Via libera ai correttivi da apportare agli studi di settore. L’ok è arrivato oggi dalla Commissione degli esperti che, esaminati i risultati di Unico 2010 e verificato il buon esito degli interventi operati lo scorso anno, ha ritenuto opportuno adottare la stessa strategia anche per il periodo d’imposta 2010.   Sono state individuate tre tipologie di interventi: - analisi di normalità economica
- correttivi congiunturali di settore
- correttivi congiunturali individuali.
  Gli esperti hanno giudicato il 2010 un anno di particolare complessità economica che richiede, perciò, un attento esame del livello dei margini di produttività di coloro che applicano gli studi di settore. I correttivi di quest’anno scaturiscono da un’approfondita indagine degli effetti della crisi, nei diversi settori e territori, basata sulle rilevazioni fornite da associazioni di categoria, confrontate con i risultati delle analisi svolte da Prometeia, Banca d’Italia e Istat e dall’esame delle dichiarazioni e comunicazioni annuali Iva presentate dai contribuenti.   Assume maggiore importanza l’impatto della crisi sul singolo soggetto, a seguito dell’instabilità dei prezzi dei beni e servizi acquisiti e del costo del personale dipendente.   In particolare, per quanto riguarda i professionisti, l’indicatore di reddito che punta fondamentalmente sul numero delle prestazioni effettuate nel periodo in osservazione, diventa meno rigido. Entra, infatti, tra le valutazioni degli esperti, anche l’eventualità di ritardati o mancati pagamenti da parte dei clienti e la possibile riduzione delle tariffe applicate nel 2010.   La Commissione sottolinea, inoltre, la necessità di monitorare il sistema per verificare l’efficacia dei correttivi, in modo da poter mettere in evidenza particolari situazioni individuali “discordanti” dalle condizioni “standard” previste dallo studio. Al riguardo, è fondamentale che lo stesso contribuente, o l’intermediario che l’assiste, indichi, nello spazio del modello riservato alle annotazioni, i motivi che possono spiegare i risultati inferiori a quelli calcolati dallo studio integrato con gli interventi correttivi.   Per avere un quadro completo e veritiero della capacità degli studi di settore di rappresentare la realtà a cui si riferiscono, la Commissione ribadisce che occorre attendere l’acquisizione delle dichiarazioni relative al periodo d’imposta 2010, dalle quali emergeranno le cause di non adeguamento comunicate dai contribuenti.   Altro punto di forza rimane il dialogo telematico con le associazioni e i professionisti chiamati, anche attraverso il coinvolgimento degli Osservatori regionali, a segnalare le particolari situazioni non rappresentate dagli studi e non adeguatamente inquadrate dagli interventi correttivi proposti.   Al centro del flusso informativo telematico rimane Sose, che ha l’importante compito di organizzare e analizzare le segnalazioni comunicando, poi, le conclusioni all’Agenzia delle Entrate.
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