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Attualità

Studi di settore. L'Anci entra nella Commissione degli esperti

Compagine modificata per dare attuazione alla possibile evoluzione dello strumento su base locale entro il 2013

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Il ministro dell'Economia e delle Finanze, con decreto del 4 dicembre 2009, ha modificato la Commissione degli esperti, per dare attuazione alla possibile evoluzione degli studi di settore su base regionale o comunale entro il 2013, in applicazione del principio di "federalismo fiscale", contenuto nel decreto legge 112/2008, all'articolo 83. Sono stati perciò nominati al suo interno due rappresentanti dell'Associazione nazionale dei Comuni italiani.
È stato poi sostituito il rappresentante dei Consulenti del lavoro a seguito di una nuova designazione, in avvicendamento al precedente incaricato.
La segreteria della Commissione è stata rinnovata nella sua composizione.

Gli studi di settore, si accennava, saranno progressivamente elaborati su base regionale o comunale, a decorrere dal 1° gennaio 2009 ed entro il 31 dicembre 2013, in attuazione del citato principio, ai sensi del disposto dell'articolo 10-bis, comma 1, della legge 146/1998 e, ove ciò sia compatibile con la metodologia prevista dal comma 1, secondo periodo, dell'articolo 62-bis del Dl 331/1993.

Gli studi sono approvati con decreto ministeriale previo parere delle associazioni professionali e di categoria presenti nella Commissione degli esperti, di cui al comma 7 dell'articolo 10, legge 146/1998.
Al fine però di consentire la partecipazione dei Comuni al processo di elaborazione degli stessi su base territoriale, come previsto dal citato articolo 83, al comma 20, la composizione della Commissione degli esperti è stata integrata con due rappresentanti dell'Anci, designati con il presente decreto ministeriale, sulla base di indicazioni della medesima Associazione.

Tra gli studi in evoluzione per il periodo d'imposta 2009, si segnala, al riguardo, che è in previsione lo studio di settore relativo al settore delle costruzioni (UG69U), che costituisce il primo studio evoluto su base locale. Per esso, infatti, in conformità alla norma richiamata, è stata introdotta un'elaborazione su base regionale al fine di migliorare la capacità dello studio stesso di rappresentare le singole realtà territoriali, sia per quanto concerne i modelli organizzativi sia in relazione alla stima dei ricavi.

Si ricorda, più in generale, che la Commissione degli esperti è stata costituita inizialmente con decreto ministeriale del 10 novembre 1998, tenuto conto anche delle segnalazioni delle organizzazioni economiche di categoria e degli ordini professionali, e successivamente modificata.
L'organismo vede quindi riuniti al suo interno associazioni di categoria, imprenditoriali e professionali, l'Amministrazione finanziaria e la Società per gli studi di settore.

La Commissione, prima dell'approvazione e della pubblicazione dei singoli studi di settore, esprime un parere in merito all'idoneità degli stessi a rappresentare la realtà economica cui si riferiscono.

Le organizzazioni di categoria hanno fornito un contributo essenziale già nella preventiva attività di elaborazione degli studi e continuano a partecipare ai tavoli tecnici, al fine di verificare la compiutezza e la validità degli studi di settore di volta in volta realizzati.
Tale strumento di accertamento può pertanto vantare questa importante attività di condivisione con le categorie direttamente interessate.

Per quanto attiene, invece, l'attività dell'ultimo anno della Commissione degli esperti, si segnala che ad aprile la stessa ha approvato, all'unanimità, un documento nel quale ha dato il via libera a quattro correttivi congiunturali, applicati agli studi di settore in vigore per il periodo d'imposta 2008.

La Commissione, infatti, è stata chiamata, per la prima volta, alla valutazione della validità tecnica e metodologica posta alla base dei quattro correttivi proposti.
I suddetti correttivi sono stati introdotti - si veda, in proposito, il decreto ministeriale del 19 maggio scorso, "Approvazione della revisione congiunturale degli studi di settore" - per cogliere il particolare periodo di congiuntura economica che sta interessando le attività economiche.

Nel documento congiunto, approvato in quella sede, la Commissione ha rilevato che "…un caso possibile potrebbe essere individuato in una situazione di maggiori ricavi o compensi 2008 rispetto al 2007, nella quale, però, particolari condizioni di mercato hanno comportato una riduzione nei margini di profitto. Nei settori individuati nella documentazione - tecnica, illustrativa degli interventi - questo è stato colto; potranno, però, esserci situazioni individuali, al di fuori di questi settori, nelle quali il contribuente potrà non riconoscersi nel risultato ottenuto con l'applicazione dello studio e valuterà, invece, la propria dichiarazione correttamente rappresentativa della realtà che lo riguarda. … in questa situazione non deve essere fatto nessun adeguamento…".

La Commissione ha inoltre espresso, nel medesimo documento, l'opportunità di particolari cautele da osservare, in sede di utilizzo, ai fini dell'accertamento, degli studi di settore relativi al periodo d'imposta 2008, in particolare, e, in generale, ai periodi in cui perdurerà la crisi economica.

La Commissione ha ritenuto opportuno sottolineare anche che, per talune attività svolte in conto terzi, gli interventi proposti potrebbero non risultare in grado di cogliere pienamente gli effetti della crisi. Tali soggetti, infatti, per effetto della congiuntura economica, possono avere sia difficoltà di traslazione sui committenti dei maggiori costi delle materie prime utilizzate, oltre che subire una contrazione degli ordinativi e delle vendite.

Anche l'ultima seduta dello scorso mese di settembre ha visto delle importanti novità, in tema di parere della Commissione.

Di grande rilievo, innanzitutto, la scadenza della pubblicazione degli studi di settore prevista per la prima volta entro il mese di settembre, in attuazione della modifica all'articolo 1 del Dpr 195/1999, introdotta con l'articolo 33 del Dl 112/2008. Gli argomenti quindi previsti all'ordine del giorno sono stati in particolare:
  • l'approvazione di 69 studi in revisione
  • l'illustrazione della programmazione della revisione degli studi per il periodo di imposta 2010 (68 gli studi di settore interessati)
  • il passaggio in applicazione definitiva di 3 studi, finora monitorati (UK02U - Studi di ingegneria, UK06U - Servizi forniti da revisori contabili, periti, consulenti ed altri soggetti che svolgono attività in materia di amministrazione, contabilità e tributi, UK17U - Attività tecniche svolte da periti industriali).

Si segnala, riguardo al primo punto, che si è conclusa, con gli studi da applicarsi al periodo d'imposta 2009, la revisione degli indicatori di normalità economica (cosiddetti "Ine", introdotti dal periodo d'imposta 2006).

E' apparso subito indubbio che la crisi ha influito su tutti i settori economici del Paese, anche se la Commissione ha rilevato, in alcuni di essi, una crisi ancor più marcata e la presenza di operatori economici in notevole difficoltà; in altri, invece, il superamento della fase più critica.

È stato condiviso, dunque, dai partecipanti che gli studi debbano consentire al maggior numero possibile di contribuenti di riconoscersi nei risultati degli stessi, anche in riferimento al 2009.
La Commissione, pertanto, ha approvato un documento in cui non ha fornito un parere e si è riservata un ulteriore approfondimento sui dati per poter esprimere un compiuto giudizio sugli studi sottoposti alla propria valutazione, analizzando una serie di dati successivi. In particolare:
  • le dichiarazioni fiscali relative al 2008
  • i flussi di dati riferiti al 2009, acquisiti con la collaborazione delle organizzazioni di categoria
  • le comunicazioni Iva 2010, in relazione al periodo d'imposta 2009, ottenibili solo dopo il prossimo 28 febbraio
  • i flussi di dati derivanti da organismi primari per le indagini statistiche che possano ulteriormente contribuire ad analizzare lo scenario economico e l'eventuale perdurare della crisi in alcuni settori.

Per dare compimento a questo complesso e articolato lavoro, è stato ritenuto opportuno richiedere una proroga al 31 marzo 2010 per l'approvazione degli studi di settore. I correttivi da introdursi in relazione al periodo d'imposta 2009, presumibilmente, incideranno su tutti gli studi, non solo su quelli in revisione, come per il 2008.

In relazione quindi allo studio UG69U - settore costruzioni, sopra indicato, la Commissione degli esperti ha rilevato l'opportunità di prevedere un coinvolgimento degli Osservatori regionali, operativi dal 2008, al fine di verificarne ulteriormente il funzionamento, anche a seguito dell'esame di specifici casi esemplificativi rilevati a livello locale.

A tal fine, lo scorso 24 novembre si è svolta una videoconferenza, che ha coinvolto tutti gli Osservatori, per l'illustrazione del nuovo prototipo e quindi la condivisione delle finalità e per tutti gli approfondimenti opportuni a livello territoriale. E' stata poi l'occasione per richiedere l'inoltro di casi esemplificativi per gli ulteriori test, come sopra accennato.

A proposito degli Osservatori regionali, istituiti presso ciascuna direzione regionale o provinciale dell'agenzia delle Entrate, invece, si rileva che è stata introdotta una modifica della loro composizione (sempre in previsione dell'evoluzione su base territoriale degli studi di settore) con provvedimento del direttore dell'agenzia delle Entrate del 3 luglio 2009, con cui è stata prevista la loro integrazione con un rappresentante Anci, in applicazione del Dm 19/05/2009 ("Studi di settore elaborati su base regionale o comunale in attuazione dell'articolo 83, comma 19, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112") e del citato articolo 83, comma 20, del Dl 112/2008.
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