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Attualità

Successioni e donazioni: si cambia

Reintrodotto, per certi versi, il meccanismo previgente alla soppressione operata dalla legge 383/2001

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Con la conversione in legge del decreto n. 262/2006 viene rimodulata la disciplina sulle successioni e donazioni che, per certi versi, reintroduce il meccanismo previgente alla soppressione dell'imposta, operata dalla legge n. 383/2001.
Inizialmente (cfr "Nuove disposizioni in tema di successioni e donazioni", su FISCOoggi del 5 ottobre 2006), il decreto introduceva nuove disposizioni in materia di imposte ipotecaria, catastale e di registro, configurando la nuova fattispecie dei trasferimenti di beni e di diritti per causa di morte e in caso di donazione.
In sede di conversione in legge, tuttavia, il reticolato normativo è cambiato.

Come si è accennato, viene reintrodotta l'imposta sulle successioni e donazioni sui trasferimenti di beni e diritti per causa di morte o per donazione.
La normativa di riferimento, ai sensi dei commi da 47 a 53 dell'articolo 2 del decreto legge, torna, pertanto, a essere quella del Testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta sulle successioni e donazioni, di cui al decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 346, nel testo vigente alla data del 24 ottobre 2001, salvo quanto diversamente previsto dal Dl n. 262/2006 convertito.

Ecco le novità.
I trasferimenti di beni e diritti per causa di morte, così come le donazioni e i trust (istituto mediante il quale si costituiscono vincoli di destinazione su determinati beni, in favore di specifici beneficiari), sono soggetti a tassazione con le seguenti aliquote sul valore complessivo netto dei beni:

  1. devoluti a favore del coniuge e dei parenti in linea retta sul valore complessivo netto eccedente, per ciascun beneficiario, un milione di euro: 4 per cento
  2. devoluti a favore degli altri parenti fino al quarto grado e degli affini in linea retta, nonché degli affini in linea collaterale fino al terzo grado: 6 per cento
  3. devoluti a favore di altri soggetti: 8 per cento.

In sostanza, per ciascun beneficiario, ove stretto parente del de cuius o del donante, è prevista una franchigia di un milione di euro (che peraltro, con cadenza quadriennale, sarà aggiornata tramite decreto del ministro dell'Economia e delle Finanze, tenendo conto dell'indice del costo della vita). Tale franchigia, peraltro, è di pari importo sia in caso di donazione che in caso di successione e indipendentemente dalla tipologia di beni trasferiti (mentre, in base alla previgente disciplina, vi erano delle differenziazioni).

Come si osserva, a mano a mano che si diluisce il grado di parentela, aumenta (oltre alla base imponibile, non operando la franchigia) l'aliquota cui è parametrata la tassazione.
La base imponibile, inoltre, è data dalla massa patrimoniale netta trasferita (attività meno passività), e non più dai singoli beni.
Sono soggetti all'imposta, oltre agli immobili, alle aziende, alle azioni o quote sociali e alle obbligazioni, anche i crediti, il denaro, i beni mobili e le quote di fondo comune di investimento, limitatamente alla parte del loro valore non corrispondente al valore dei titoli di Stato presenti nel fondo. Restano esenti i titoli di Stato.

Quanto alle imposte ipotecaria e catastale, nel caso, ovviamente, in cui siano trasferiti immobili, le stesse vengono di fatto ripristinate nella misura del 2 e dell'1 per cento, con applicazione della misura fissa pari a 168 euro, se ricorrono i requisiti "prima casa" in capo all'avente causa.
Scompare, dunque, qualsiasi riferimento a una normativa di favore per il caso di trasferimento dell'immobile che costituiva l'abitazione principale del de cuius, mentre tornano a valere, per usufruire di una tassazione agevolata, i requisiti "prima casa" in capo al beneficiario.
Per quanto non disposto dal decreto convertito si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni previste dal decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 346, nel testo vigente alla data del 24 ottobre 2001.

Un aspetto da sottolineare è quello della decorrenza temporale delle nuove norme in materia.
Lo stesso decreto, così come convertito (articolo 2, comma 53), a tal proposito, introduce una sorta di "doppio binario" fra l'imposta sulle successioni e quella sulle donazioni. Mentre per le successioni le nuove norme si applicano, retroagendo, fin dal 3 ottobre, data di entrata in vigore del Dl 262/2006 (rileva la data di apertura della successione), per le donazioni le stesse trovano applicazione solo dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, mentre dal 3 ottobre sino a tale data si applicheranno le disposizioni del Dl 262/2006 nella sua originaria formulazione.
Ovviamente, a partire dalla citata data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, tutte le successioni e donazioni saranno soggette alle nuove disposizioni illustrate e tornano, pertanto, a "viaggiare" su un unico binario.

Si deve rammentare, infine, che la Finanziaria per il 2007, il cui disegno di legge è in discussione al Senato in questi giorni, potrebbe apportare modifiche alla disciplina in esame.
Tra le ipotesi al vaglio, vi è anche quella di estendere la franchigia ad altri soggetti diversi dalla linea retta, a partire dai fratelli.

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