
Il Bernabeu soffia la finale a Wembley sul filo del fisco
La ragione che ha determinato il prevalere del Bernabeu è stata spiegata dal Presidente del Uefa, Michel Platini, richiamando temi strettamente fiscali. In altre parole, il risultato della competizione s’è delineato sul filo del fisco, ovvero come dichiarato dallo stesso Platini si è trattato di una mera “questione di tasse”. Entrando nel dettaglio della sfida che ha visto opposti i due templi del calcio internazionale, i supporter della candidatura dello stadio di Wembley non sono stati in grado di rassicurare l’Uefa sulla non tassabilità, da parte delle autorità britanniche, dei guadagni che i calciatori partecipanti al match si vedranno assegnare in relazione all’evento. Sono quindi mancate le rassicurazioni relative a questo specifico tema fiscale richieste, peraltro, espressamente dall’Uefa, il cui punto di riferimento, oramai standardizzato, resta quello della tassazione dei calciatori nei rispettivi Paesi di residenza dove disputano i campionati e non negli Stati dove hanno luogo singoli incontri. Al contrario, sul versante madrileno del Bernabeu il problema non si è nemmeno posto, dato che non sono in vigore norme che assoggettino a tassazione diretta i guadagni percepiti dagli atleti stranieri non residenti, anche in relazione a singoli eventi, come per esempio un solo incontro. Insomma, le maglie del fisco spagnolo sono decisamente larghe sul tema.
Per Wembley si pensa già al futuro
Il giudizio relativo alla sfida per l’assegnazione della finale di Coppa dei Campioni nel 2010 non preclude però definitivamente le porte a possibili rivincite per lo stadio di Wembley. Infatti, l’Uefa ha deciso di concedere una chance ulteriore affinché in futuro, magari a breve, giungano le conferme tanto attese da parte del governo britannico riguardo l’esclusione dalla tassazione dei compensi degli atleti.