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Attualità

Terreni: per le variazioni reddituali
si avvicina il momento dichiarativo

Le modifiche intervenute nel corso dell'anno passato, rispetto al dato presente in catasto, devono essere comunicate al competente ufficio provinciale - Territorio dell'Agenzia

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Si avvicina, per i titolari di redditi fondiari, la scadenza del termine per denunciare alle Entrate le variazioni dei redditi dei terreni verificatesi nel 2016; se il terreno è dato in affitto per uso agricolo, la dichiarazione può anche essere presentata direttamente dall'affittuario.

È, infatti, martedì 31 gennaio l'ultimo giorno utile per provvedere all'adempimento senza incorrere in sanzioni. Due i percorsi alternativi per effettuare l'adempimento: il primo prevede la trasmissione telematica tramite il software Docte 2, il secondo richiede la consegna al competente ufficio dell'apposito modello.

Reddito dominicale e reddito agrario
Per prima cosa, è utile ricordare che, ai fini Irpef, un terreno iscritto in catasto produce reddito fondiario, che si distingue in dominicale (dal latino dominus, cioè signore), che riguarda la proprietà del bene, e agrario, inerente invece all'esercizio dell'attività agricola.
Il reddito dominicale viene determinato mediante l'applicazione delle tariffe d'estimo stabilite dalla legge catastale per ciascuna qualità e classe di terreno. Il reddito agrario, invece, è quello di colui che coltiva il fondo, direttamente o anche tramite terzi, allo scopo di ricavarne il maggior profitto possibile. Quindi, mentre il reddito dominicale è costituito dalla rendita attribuibile al fondo, il reddito agrario deriva dallo sfruttamento del fondo.
In caso di mancata coltivazione del fondo per un intero anno o di perdita del raccolto per eventi naturali, il reddito agrario si considera inesistente.

Variazioni in aumento o in diminuzione
C'è variazione del reddito dominicale (articolo 29 del Tuir) quando cambia la coltura praticata sul terreno rispetto a quella risultante in catasto. La variazione può essere:
  • in aumento, quando si sostituisce la coltura indicata in catasto con un'altra di maggior reddito
  • in diminuzione, quando si introduce una coltura di minor reddito o anche nel caso in cui si riduce la capacità produttiva del terreno per naturale esaurimento o per cause di forza maggiore, anche se non è cambiata la coltura, o per eventi fitopatologici o entomologici riguardanti le piantagioni.
Sono irrilevanti le variazioni dipendenti da deterioramenti intenzionali o da circostanze transitorie.

L'obbligo di denuncia delle variazioni del reddito dominicale è sancito dal successivo articolo 30 del Tuir.
Il contribuente deve comunicare all'Agenzia delle Entrate la partita catastale e le particelle cui le variazioni si riferiscono e, se queste riguardano porzioni di particelle, va acclusa la dimostrazione grafica del frazionamento.
Le dichiarazioni in aumento devono essere denunciate entro il 31 gennaio dell'anno successivo a quello in cui si sono verificati i cambiamenti e hanno effetto da tale anno.
Le variazioni in diminuzione hanno effetto dall'anno della modifica, se denunciate entro il 31 gennaio dell'anno successivo; se, invece, la segnalazione avviene successivamente, le modifiche producono il loro effetto dall'anno in cui è stata presentata la dichiarazione.

In caso di omessa denuncia delle circostanze che hanno determinato variazioni in aumento dei redditi dominicale e agrario dei terreni, è prevista una sanzione amministrativa da 250 a 2.000 euro.

Va segnalato, infine, che non sono tenuti alla denuncia di variazione colturale i contribuenti che, per richiedere contributi agricoli comunitari, hanno dovuto fornire le informazioni "attuali" sull'uso del terreno (vedi "Variazioni colturali anno 2016, aggiornata la banca dati catastale"); in tale circostanza, infatti, la revisione è effettuata direttamente dall'Agenzia delle Entrate su proposta dell'Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura), che predispone l'aggiornamento in base alle dichiarazioni presentate dai contribuenti.
 
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