Articolo pubblicato su FiscoOggi (https://fiscooggi.it/)

Avviso ai litiganti

La contabilità impeccabile non sana
incongruenze e antieconomocità

Il vistoso disallineamento tra dati dichiarati e fatti deve essere idoneamente motivato per dissipare i sospetti di evasione

disallineamento

SINTESI: In materia di IVA, l’Amministrazione finanziaria, in presenza di contabilità formalmente regolare ma intrinsecamente inattendibile per l’antieconomicità del comportamento del contribuente, può desumere in via induttiva, ai sensi dell’art. 39, comma 1, lett. d), del DPR n. 600 del 1973, e dell’art. 54, commi 2 e 3, del DPR n. 633 del 1972, sulla base di presunzioni semplici, purché gravi, precise e concordanti, il reddito del contribuente utilizzando le incongruenze tra i ricavi, i compensi ed i corrispettivi dichiarati e quelli desumibili dalle condizioni di esercizio della specifica attività svolta, incombendo su quest’ultimo l’onere di fornire la prova contraria e dimostrare la correttezza delle proprie dichiarazioni.

Ordinanza n. 10728 del 5 giugno 2020 (udienza 12 febbraio 2020)
Cassazione civile, sezione V – Pres. Tinarelli Fuochi Giuseppe – Est. Succio Roberto
IVA – È legittimo l’accertamento in via induttiva ai sensi dell’art. 39, comma 1, lett. d), del DPR n. 600 del 1973, e dell’art. 54, commi 2 e 3, del DPR n. 633 del 1972 anche in presenza di contabilità formalmente regolare ma intrinsecamente inattendibile – Incombe sul contribuente l’onere di fornire la prova contraria

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