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Avviso ai litiganti

Il dove non conta, per l’induttivo,
se in ballo c’è contabilità in nero

Non rileva il luogo del rinvenimento ma il fatto che si tratti di documentazione idonea a rappresentare l’attività e la situazione patrimoniale

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SINTESI: La “contabilità in nero”, costituita da appunti personali ed informazioni dell’imprenditore, anche se rinvenuta presso terzi, rappresenta un valido elemento indiziario, dotato dei requisiti di gravità, precisione e concordanza prescritti dall’art. 39 del DPR n. 600 del 1973 - dovendo ricomprendersi tra le scritture contabili disciplinate dagli artt. 2709 c.c. e ss. tutti i documenti che registrino, in termini quantitativi o monetari, i singoli atti d’impresa, ovvero rappresentino la situazione patrimoniale dell’imprenditore ed il risultato economico dell’attività svolta - e per il suo valore probatorio legittima di per sé, a prescindere da ogni altro elemento, il ricorso all’accertamento induttivo, incombendo al contribuente l’onere di fornire la prova contraria, al fine di contestare l’atto impositivo notificatogli.
 
Sentenza n. 7244 del 22 marzo 2017 (udienza 23 giugno 2016)
Cassazione civile, sezione V – Pres. Cappabianca Aurelio – Est. Greco Antonio
Art. 39 del DPR n. 600 del 1973 – La “contabilità in nero” anche se rinvenuta presso terzi legittima di per sé il ricorso all’accertamento induttivo – Il contribuente ha l’onere di fornire la prova contraria
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