Articolo pubblicato su FiscoOggi (https://fiscooggi.it/)

Avviso ai litiganti

Fatture e scritture senza difetti,
ma l’operazione manca all’appello

Occorrono prove concrete per dimostrare che la documentazione fornita all’Agenzia delle entrate non è fittizia

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SINTESI: Una volta che l’Amministrazione finanziaria dimostri, anche mediante presunzioni semplici, l’oggettiva inesistenza delle operazioni, spetta al contribuente, ai fini della detrazione dell’IVA e/o della deduzione dei relativi costi, provare l’effettiva esistenza delle operazioni contestate. Tuttavia, tale onere non può ritenersi assolto con l’esibizione della fattura, ovvero in ragione della regolarità formale delle scritture contabili o dei mezzi di pagamento adoperati, in quanto essi vengono di regola utilizzati proprio allo scopo di far apparire reale un’operazione fittizia (cfr., ex multis, Cass. n. 28628 del 2021). Trattandosi, difatti, di operazioni asseritamente prive di inerenza, la mera annotazione in contabilità delle suddette fatture non può costituire elemento dirimente al fine dell’assolvimento della prova contraria (cfr. Cass. n. 23550 del 2014).

Ordinanza n. 28168 del 27 settembre 2022 (udienza 13 settembre 2022)
Cassazione civile, sezione V – Pres. Bruschetta Ernestino Luigi – Est. D’Aquino Filippo
Operazioni oggettivamente inesistenti – Prova dell’Amministrazione circa l’inesistenza delle operazioni anche attraverso presunzioni semplici – È onere del contribuente fornire la prova contraria – Tale onere non può ritenersi assolto con l’esibizione della fattura o in ragione della regolarità delle scritture contabili

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