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Avviso ai litiganti

Indagini bancarie autorizzate:
ciò che conta è che sia vero

Il “permesso” a guardare le movimentazioni, inoltre, non deve essere motivato in quanto non è qualificabile come provvedimento o atto impositivo

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SINTESI: L’autorizzazione alle indagini bancarie, prescritta dall’articolo 32 del DPR n. 600 del 1973 in materia di imposte dirette e dall’articolo 51, del DPR n. 633 del 1972 in materia di IVA, risponde a finalità di mero controllo delle dichiarazioni e dei versamenti d’imposta e non richiede alcuna motivazione. Pertanto, la mancata esibizione all’interessato non comporta l’illegittimità dell’avviso di accertamento fondato sulle relative risultanze, potendo l’illegittimità essere dichiarata soltanto nel caso in cui le movimentazioni bancarie siano state acquisite in materiale mancanza dell’autorizzazione, e sempre che tale mancanza abbia prodotto un concreto pregiudizio per il contribuente (cfr. Cass. nn. 14023/2007, 16874/2009, 20420/2014, da ultimo, 3628/2017). Inoltre, l’autorizzazione non deve essere corredata da motivazione, non solo in ragione del fatto che la legge non contiene tale previsione ma anche perché, esplicando una funzione organizzativa e avendo natura di atto meramente preparatorio, essa non è qualificabile come provvedimento o atto  impositivo, per i quali, rispettivamente, l’art. 3, co. 1, della L. 7 agosto 1990, n. 241 e l’art. 7, della L. 27 luglio 2000, n. 212, prevedono l’obbligo di motivazione (Cass. n. 14026/2012).
 
Sentenza n. 17457 del 14 luglio 2017 (udienza 22 dicembre 2016)
Cassazione civile, sezione V - Pres. Cappabianca Aurelio - Est. Esposito Antonio Francesco
Accertamento – Autorizzazione all’espletamento di indagini bancarie – Mancata esibizione dell’autorizzazione e/o difetto di motivazione – Conseguenze
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