Articolo pubblicato su FiscoOggi (https://fiscooggi.it/)

Avviso ai litiganti

Irap per l’imprenditore familiare:
i parenti producono “ricchezza”

L’apporto dei collaboratori determina risultati sicuramente maggiori rispetto a quelli raggiungibili dal solo titolare

immagine generica illustrativa

SINTESI: Tutti i soggetti che producono reddito di impresa commerciale ed agricola sono tenuti al versamento dell’imposta regionale sulle attività produttive, istituita con il Dlgs n. 446 del 1997, laddove non espressamente esentati, e quindi anche le imprese familiari di cui all’art. 230 bis c.c. Mentre il reddito derivante dall’impresa familiare e risultante alla dichiarazione dei redditi viene imputato, a determinate condizioni, proporzionalmente alla rispettiva quota di partecipazione dei partecipanti (ma l’imprenditore deve essere titolare come minimo del 51%), l’imprenditore familiare, non i familiari collaboratori, è anche soggetto passivo IRAP, in quanto detta imposta colpisce il valore della produzione netta dell’impresa e la collaborazione dei partecipanti all’impresa familiare integra quel quid pluris dotato di attitudine a produrre una ricchezza ulteriore (o valore aggiunto) rispetto a quella conseguibile con il solo apporto lavorativo personale del titolare (etero organizzazione dell’esercente l’attività) (cfr., ex multis, Cass. n. 14769 del 2018).

Ordinanza n. 1535 del 25 gennaio 2021 (udienza 27 ottobre 2020)
Cassazione civile, sezione VI –5 – Pres. Greco Antonio – Est. Crolla Cosmo
Irap – L’imprenditore familiare è anche soggetto passivo Irap – L’imposta colpisce il valore della produzione netta –La collaborazione dei partecipanti all’impresa familiare integra quel quid pluris che produce ricchezza ulteriore rispetto a quella conseguibile con il solo apporto lavorativo del titolare

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