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Avviso ai litiganti

Con l’analitico, è il contribuente
a dover dimostrare la deducibilità

In caso di accertamento “puro”, invece, spetta all’ufficio provare l’esistenza di costi afferenti l’attività

calcolatrice

SINTESI: In tema di imposte sui redditi, l’Amministrazione finanziaria deve riconoscere una deduzione in misura percentuale forfettaria dei costi di produzione soltanto in caso di accertamento induttivo “puro” ex art. 39, comma 2, del DPR n. 600 del 1973, mentre in caso di accertamento analitico o analitico presuntivo (come in caso di indagini bancarie) è il contribuente ad avere l’onere di provare l’esistenza di costi deducibili, afferenti ai maggiori ricavi o compensi, senza che l’Ufficio possa, o debba, procedere al loro riconoscimento forfettario (cfr., in tal senso, Cass., n. 22868/2017).
 
Ordinanza n. 5659 del 2 marzo 2020 (udienza 17 dicembre 2019)
Cassazione civile, sezione V – Pres. Sorrentino Federico – Est. Giudicepietro Andreina
Imposte sui redditi – Accertamento analitico o analitico presuntivo – Il contribuente deve provare l’esistenza di costi deducibili – L’Ufficio non deve procedere al loro riconoscimento forfetario

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