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Avviso ai litiganti

Legittimo il redditometro al socio
se la compagine è a ristretta base

La procedura è valida quando si tratta di proventi non compresi nelle categorie individuate dalla legge, come i redditi esenti o soggetti a ritenuta

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SINTESI: L’accertamento di redditi percepiti dal contribuente e non dichiarati, conseguenziali all’accertamento di maggiori redditi ottenuti da una società di capitali avente ristretta base partecipativa, non è in grado di dimostrare una capacità di spesa del contribuente idonea ad escludere l’applicabilità delle presunzioni derivanti dall’accertamento sintetico del reddito, operato ai sensi dell’articolo 38 del Dpr n. 600 del 1973, c.d. “redditometro”, perché tali proventi non sono riconducibili alle categorie dei redditi: diversi da quelli posseduti nello stesso periodo d’imposta, oppure esenti o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o, comunque, legalmente esclusi dalla formazione della base imponibile, indicate dalla legge come idonee a escludere l’applicabilità della presunzione di conseguimento di un maggior reddito ai fini dell’accertamento sintetico.
 
Ordinanza n. 21412 del 6 ottobre 2020 (udienza 27 febbraio 2020)
Cassazione civile, sezione V - Pres. Sorrentino Federico - Est. Di Marzio Paolo
Accertamento nei confronti di una società di capitali a ristretta base – E’ legittimo l’accertamento ai sensi dell’art. 38 del DPR n. 600 del 1973, c.d. “redditometro”, nei confronti dei redditi percepiti e non dichiarati dal contribuente socio della società
 
 

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