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Avviso ai litiganti

Niente operazione niente detrazione
per il destinatario del reverse charge

L’imposta è dovuta e mancandone il presupposto non può essere esercitato il diritto al recupero dell’imposta

barattoli vuoti

SINTESI. Nel caso di operazioni inesistenti in regime d’inversione contabile, il cessionario è l’effettivo soggetto d’imposta e l’Iva integrata a debito sulle fatture emesse a fronte di operazioni inesistenti è dovuta, in base al principio comunitario di cui alla Dir. n. 1977/388/CE, art. 28-octies, par. 1, lett. d), (ora Dir. n. 2006/112/CE, art. 203), anche quando si tratta di forniture inesistenti o diverse da quelle indicate in fattura. Ciò incide - per il combinato disposto dell’art. art. 21, comma 7, art. 19, comma 1, e art. 26, comma 3, del DPR n. 633 del 1972 - sul destinatario della fattura medesima che non può esercitare il diritto alla detrazione dell’imposta mancando il suo presupposto, ovverosia la corrispondenza, anche solo soggettiva (e, a maggior ragione, se oggettiva) dell’operazione fatturata con quella in concreto realizzata (vd., in tal senso, Cass. n. 2862 del 2019).
 
Ordinanza n. 19652 del 21 settembre 2020 (udienza 26 novembre 2019)
Cassazione civile, sezione V – Pres. Bruschetta Ernestino Luigi – Est. Fuochi Tinarelli Giuseppe
Operazioni inesistenti in regime d’inversione contabile – Il cessionario è l’effettivo soggetto d’imposta – L’Iva a debito su fatture per operazioni inesistenti è dovuta anche quando si tratta di forniture inesistenti o diverse da quelle indicate in fattura – Il destinatario della fattura medesima non può esercitare il diritto alla detrazione in quanto manca il suo presupposto

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