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Avviso ai litiganti

Promosso l’accertamento del Fisco
basato sugli indici del redditometro

Ed è il contribuente a dover dimostrare che il maggiore imponibile contestato deriva da entrate in tutto o in parte esenti o con ritenuta alla fonte

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SINTESI: Secondo il consolidato orientamento della Cassazione, l’accertamento con metodo sintetico, fondato su parametri e calcoli statistici qualificati (cosiddetto redditometro), dispensa l’Amministrazione da qualunque ulteriore prova rispetto all’esistenza dei corrispondenti fattori-indice della capacità contributiva individuati in appositi decreti ministeriali, restando a carico del contribuente l’onere di dimostrare che il reddito presunto non esiste o esiste in misura inferiore (Cass. n. 9539/2013). Pertanto, a fronte della corretta (e non contestata) applicazione dei fattori-indice, l’Amministrazione non ha ulteriori oneri, gravando sul contribuente l’onere di dimostrare, attraverso idonea documentazione, che il maggior reddito determinato o determinabile sinteticamente è costituito in tutto o in parte da redditi esenti o da redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta. (Cass. nn. 22092/2016, 1332/2016, 14855/2015, 25104/2014, 6396/2014).
 
Ordinanza n. 15399 del 21 giugno 2017 (udienza 3 marzo 2017)
Cassazione civile, sezione VI – 5 - Pres. Schirò Stefano – Est. Vella Paola
Accertamento – Redditometro – Corretta e non contestata applicazione dei fattori-indice di capacità contributiva – Onere del contribuente di provare che il reddito presunto non esiste o esiste in misura inferiore
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