Articolo pubblicato su FiscoOggi (https://fiscooggi.it/)

Avviso ai litiganti

Prove analitiche per dimostrare
che l’accredito non è ricavo

Il contribuente può far superare il “sospetto” al Fisco fornendo informazioni dettagliate sulla natura delle operazioni contestate

prova contraria c/c

SINTESI: In tema di onere della prova e di verifica giudiziale in materia di accertamenti bancari a carico dei lavoratori autonomi la presunzione legale “juris tantum” consente di considerare come ricavo riconducibile all’attività professionale del contribuente qualsiasi accredito riscontrato sul conto corrente del medesimo, e comporta l’inversione dell’onere della prova, spettando a quest’ultimo di superare detta presunzione offrendo la prova liberatoria che dei movimenti sui conti bancari egli ha tenuto conto nelle dichiarazioni, o che gli accrediti registrati sui conti non si riferiscono ad operazioni imponibili, occorrendo all’uopo che venga indicato e dimostrato dal contribuente la provenienza dei singoli versamenti con riferimento tanto ai termini soggettivi dei singoli rapporti, quanto alle diverse cause giustificative degli accrediti.

Ordinanza n. 9569 del 25 maggio 2020 (udienza 16 gennaio 2020)
Cassazione civile, sezione VI – 5 – Pres. Greco Antonio – Est. Luciotti Lucio
Accertamenti bancari – La presunzione legale “juris tantum” considera ricavo qualsiasi accredito riscontrato sul conto corrente del contribuente – Spetta al contribuente stesso fornire una analitica e dettagliata prova contraria

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