Articolo pubblicato su FiscoOggi (https://fiscooggi.it/)

Avviso ai litiganti

Registro proporzionale all’atto
che pone fine consensuale all’accordo

Corretto il recupero dell’imposta effettuato dall’Agenzia per errata applicazione della tassazione in misura fissa

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SINTESI. In tema d’imposta di registro, la risoluzione del contratto per mutuo dissenso è assoggettata a tassazione in misura proporzionale ai sensi dell’art. 28, comma 2, del DPR n. 131 del 1986, in quanto regola residuale applicabile, rispetto a quella dettata dal comma 1 della stessa disposizione, ove la risoluzione del contratto non si fondi su clausole o condizioni contenute nel negozio da risolvere (o in un patto autonomo stipulato entro il secondo giorno successivo alla sua conclusione), senza che ciò si ponga in contrasto con il principio di capacità contributiva, atteso il nuovo passaggio di ricchezza correlato agli effetti ripristinatori e restitutori del mutuo dissenso, e non potendo peraltro applicarsi l’art. 8, parte prima, della Tariffa allegata al DPR n. 131 del 1986, che riguarda la diversa ipotesi risoluzione giudiziale, che ha quale presupposto un “vizio di funzionamento” del rapporto e non la concorde volontà delle parti.

Ordinanza n. 12015 del 19 giugno 2020 (udienza 6 febbraio 2020). Cassazione civile, sezione V – Pres. Chindemi Domenico – Est. Mondini Antonio - Imposta di registro – Art. 28, comma 2, del DPR n. 131 del 1986 – La risoluzione del contratto per mutuo dissenso è assoggettata a tassazione in misura proporzionale – Non si applica l’art. 8, parte prima, della Tariffa allegata al DPR n. 131 del 1986, che riguarda la risoluzione giudiziale, che ha quale presupposto un “vizio di funzionamento” del rapporto e non la concorde volontà delle parti.

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