Articolo pubblicato su FiscoOggi (https://fiscooggi.it/)

Avviso ai litiganti

Se i sospetti sono fondati, lecito
buttare l’occhio sui c/c di terzi

L’azione di controllo è legittima quando l’ufficio ha rilevato significativi indizi che fanno ritenere i depositi bancari connessi, in realtà, al contribuente

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SINTESI: In tema di accertamento delle imposte, l’art. 32, n. 7 del DPR n. 600 del 1973 e l’art. 51 del DPR n. 633 del 1972, autorizzano l’Ufficio finanziario a procedere all’accertamento fiscale anche attraverso indagini su conti correnti bancari formalmente intestati a terzi, ma che si ha motivo di ritenere connessi ed inerenti al reddito del contribuente, acquisendo dati, notizie e documenti di carattere specifico relativi a tali conti, sulla base di elementi indiziari o quando comunque l’ufficio abbia motivo di ritenere, in base agli elementi indiziari raccolti, che gli stessi siano stati utilizzati per occultare operazioni commerciali, ovvero per imbastire una vera e propria gestione extra-contabile, a scopo di evasione fiscale.
 
Sentenza n. 24002 del 24 novembre 2016 (udienza 14 settembre  2016)
Cassazione civile, sezione V – Pres. Virgilio Biagio – Est. Criscuolo Mauro
Accertamento delle imposte – Art. 32, n. 7 del DPR n. 600 del 1973 e art. 51 del DPR n. 633 del 1972 – L’ufficio finanziario può procedere ad accertamento anche attraverso indagini su conti correnti formalmente intestati a terzi – L’ufficio deve ritenere che siano connessi ed inerenti al reddito del contribuente oppure che siano stati utilizzati per occultare operazioni commerciali
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