Articolo pubblicato su FiscoOggi (https://fiscooggi.it/)

Avviso ai litiganti

Surplus di rimborso sanzionabile:
non occorre l’intenzione del dolo

È sufficiente che il contribuente abbia commesso il “fatto” a prescindere dalla sua volontà di frodare il Fisco

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SINTESI: In tema di sanzioni amministrative per violazione di norme tributarie, ai fini dell’affermazione della responsabilità del contribuente per aver chiesto un rimborso IVA in misura eccedente il dovuto, per difformità dalla dichiarazione, non è richiesto l’accertamento di un intento fraudolento, in quanto l’art. art. 5, comma 5, del D.Lgs. n. 471 del 1997, configura l’illecito tributario senza richiedere il dolo specifico, e l’art. art. 5, comma 1, del D.Lgs. n. 472 del 1997, applicando alla materia fiscale il principio di cui all’art. art. 3 della L. n. 689 del 1981, ritiene sufficiente, ai fini della punibilità, l’elemento psicologico della colpa, peraltro presunta a carico di colui che abbia consapevolmente e volontariamente posto in essere l’atto vietato.

Ordinanza n. 5617 del 2 marzo 2021 (udienza 11 novembre 2020)
Cassazione civile, sezione V – Pres. Manzon Enrico – Est. Fanticini Giovanni
Sanzioni amministrative per violazione di norme tributarie – Rimborso dell’eccedenza IVA rispetto a quanto indicato in dichiarazione – Accertamento della responsabilità del contribuente – Ai fini della punibilità non è richiesto l’accertamento di un intento fraudolento – È sufficiente l’elemento psicologico della colpa

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