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Avviso ai litiganti

Tributi “armonizzati” oppure no:
per il contradditorio, fa differenza

L’invito al confronto con il contribuente prima dell’emissione dell’atto impositivo è obbligatorio soltanto nel caso di imposte sottoposte a diritto comunitario

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SINTESI: In tema di applicabilità dell’art. 12, u.c., della legge n. 212 del 2000 (cd. Statuto del contribuente) anche alle verifiche fiscali conseguenti ad accertamenti bancari ovvero “a tavolino”, la Corte di cassazione ritiene che la suddetta disposizione trovi applicazione, come da espressa previsione legislativa, solo nel caso in cui l’Amministrazione finanziaria proceda ad accessi, ispezioni, verifiche fiscali nei locali destinati all’esercizio di attività commerciali, industriali, agricole, artistiche o professionali. Differentemente dal diritto dell’Unione europea, il diritto nazionale, allo stato della legislazione, non pone in capo all’Amministrazione fiscale che si accinga ad adottare un provvedimento lesivo dei diritti del contribuente, in assenza di specifica previsione, un generalizzato obbligo di contraddittorio endoprocedimentale, comportante, in caso di violazione, l’invalidità dell’atto. Ne consegue che, in tema di tributi “non armonizzati”, l’obbligo dell’Amministrazione di attivare il contraddittorio endoprocedimentale, pena l’invalidità dell’atto, sussiste esclusivamente in relazione alle ipotesi, per le quali siffatto obbligo risulti specificamente sancito. Invece, in tema di tributi “armonizzati”, avendo luogo la diretta applicazione del diritto dell’Unione, la violazione dell’obbligo del contraddittorio endoprocedimentale da parte dell’Amministrazione comporta in ogni caso, anche in campo tributario, l’invalidità dell’atto, purché, in giudizio, il contribuente assolva l’onere di enunciare in concreto le ragioni che avrebbe potuto far valere, qualora il contraddittorio fosse stato tempestivamente attivato, e che l’opposizione di dette ragioni (valutate con riferimento al momento del mancato contraddittorio), si rilevi non puramente pretestuosa e tale da configurare, in relazione al canone generale di correttezza e buona fede ed al principio di lealtà processuale, sviamento dello strumento difensivo rispetto alla finalità di corretta tutela dell’interesse sostanziale, per le quali è stato predisposto (SS.UU., sent. 24823/15).

Ordinanza n. 8019 del 20 aprile 2016 (udienza 16 marzo 2016)
Cassazione civile, sezione VI – 5 – Pres. Iacobellis Marcello - Est. Crucitti Roberta
Art. 12, u.c., L. n. 212 del 2000 – Cooperazione tra Amministrazione e contribuente – Applicabilità anche alle verifiche fiscali conseguenti ad accertamenti bancari solo nel caso in cui l’Amministrazione finanziaria proceda ad accessi, ispezioni, verifiche fiscali nei locali
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