Articolo pubblicato su FiscoOggi (https://fiscooggi.it/)

Avviso ai litiganti

Utilizzabili le “soffiate” al Fisco
del dipendente della banca estera

Le informazioni ricevute costituiscono validi indizi di evasione fiscale se non contrastano con i diritti costituzionali

spiare dalla serratura

SINTESI: L’Amministrazione finanziaria nell’attività di contrasto e accertamento dell’evasione fiscale può, in linea di principio, avvalersi di qualsiasi elemento di valore indiziario, anche unico, con esclusione di quelli la cui inutilizzabilità discenda da una specifica disposizione della legge tributaria o dal fatto di essere acquisiti in violazione di diritti fondamentali di rango costituzionali. Sono perciò utilizzabili nell’accertamento e nel contenzioso con il contribuente, i dati bancari, ottenuti mediante gli strumenti di cooperazione comunitaria, dal dipendente di una banca residente all’estero, il quale li abbia acquisiti trasgredendo i doveri di fedeltà verso il datore di lavoro e di riservatezza, privi di copertura costituzionale e tutela legale nei confronti del fisco italiano.

Sentenza n. 35006 del 17 novembre 2021 (udienza 28 settembre 2021)
Cassazione civile, sezione V – Pres. Cirillo Ettore – Est. Condello Pasqualina A.P.
Accertamento dell’evasione fiscale – L’Amministrazione può avvalersi di qualsiasi elemento indiziario con esclusione di quelli la cui inutilizzabilità discenda da norme tributarie o dal fatto di essere acquisiti in violazione di diritti fondamentali di rango costituzionali – Sono utilizzabili i dati bancari ottenuti mediante strumenti di cooperazione comunitaria, dal dipendente di una banca residente all’estero, acquisiti trasgredendo i doveri di fedeltà verso il datore di lavoro e di riservatezza, privi di copertura costituzionale e tutela legale nei confronti del fisco italiano.

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