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Dal catasto

In crescita nel IV trimestre 2017
il mercato non residenziale

Continua, ininterrottamente da quasi tre anni, l'espansione del settore: in particolare va segnalato il comparto produttivo agricolo, seguito da quello terziario-commerciale

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Sul sito dell'Agenzia delle entrate sono state pubblicate oggi le ultime note statistiche trimestrali relative al 2017 (IV trimestre, rispettivamente mercato residenziale e mercato non residenziale), redatte a cura dell'Osservatorio del mercato immobiliare.

Si chiude così l'anno che ha visto una profonda revisione nella struttura del documento, legata anche all'attribuzione all'Omi di più specifiche responsabilità sul "controllo statistico sul mercato immobiliare … ai fini dei controlli di vigilanza macro-prudenziale" (Dlgs 72/2016).
L'analisi del mercato non residenziale, in particolare, presenta specifici elementi di complessità, in ragione dell'eterogeneità degli immobili coinvolti e dalla non facile interpretazione delle informazioni disponibili; proprio a partire dal 2017, peraltro, i dati traggono origine direttamente dalla fonte catastale, ritenuta in prospettiva più solida, e non più dalle note di trascrizione notarili.

I dati del IV trimestre mostrano come l'espansione, analogamente al segmento residenziale, prosegua ormai ininterrottamente da quasi tre anni, con una significativa accelerazione rispetto al trimestre precedente (tasso tendenziale aggregato +8,2%, contro il +3,6% del terzo trimestre); la crescita interessa tutti i comparti, a partire da quello agricolo (+10,0%) e da quello terziario-commerciale (+9,2%, particolarmente significativo, comprendendo oltre metà dell'intero segmento non residenziale).


grafico con i dati delle righe precedenti


Settore terziario-commerciale
Come detto, il settore terziario-commerciale, il più rilevante in termini di volumi, ha segnato una consistente dinamica espansiva, con un tasso di crescita prossimo al 10% e quasi doppio rispetto a quello registrato nel trimestre precedente.
La distribuzione geografica mostra come il principale contributo in tal senso sia giunto dalle macroaree settentrionali, a partire dal Nord-Est, dove si è registrato il dato più rilevante sia in termini assoluti (Ntn cresciuto di oltre 600 unità), sia in termini relativi (+14,9%, dal +1,9% del trimestre precedente). I dati evidenziano, inoltre, come l'accelerazione abbia riguardato più i comuni capoluogo di provincia (+12,8%) che i comuni minori, in particolare nelle macroaree Nord-Ovest, Sud e Isole.

Disaggregando il comparto nelle quattro componenti dalle quali è costituito, emerge come la crescita nei volumi scambiati abbia interessato i due ambiti più consistenti: negozi e laboratori (+13,2%, per un Ntn pari a 8.383 unità) e depositi commerciali ed autorimesse (+10,4%, per un Ntn pari a 14.603 unità). Le altre due componenti del settore presentano, al contrario, un tasso negativo, per quanto inferiore all'unità: -0,3% per uffici e studi privati, -0,8% per l'aggregazione residuale.

Passando dall'analisi dei volumi a quello delle superfici scambiate, il quadro resta sostanzialmente analogo, con una crescita a doppia cifra per i due comparti principali (rispettivamente +14,2% e +14,8%) ed un calo, stavolta più vistoso, per uffici e studi privati (-10,5%), concentrato per lo più nel Nord-Ovest.

Uno specifico approfondimento è dedicato, come di consueto, alle otto principali città italiane per dimensione demografica. Da esso si evince che una dinamica positiva diffusa (Bologna unica eccezione) e di una certa consistenza ha interessato soprattutto il comparto negozi e laboratori, sia in termini di volumi che di superfici; assai meno omogeneo risulta, infatti, l'andamento degli altri ambiti, in cui comunque i due principali mercati (Roma e Milano), a prescindere dal segno, presentano variazioni contenute (non oltre il 5%).

Settore produttivo
Il settore produttivo (+2,8%) è l'unico a registrare, nel quarto trimestre, un rallentamento rispetto al trimestre precedente (quando aveva segnato un +14,3%).

I dati mostrano un Paese spaccato a metà: in crescita, anche con percentuali apprezzabili, il Nord (+19,3% il Nord-Est, +7,8% il Nord-Ovest); in calo Sud (-26,2%) e Isole (-13,9%); sostanzialmente stabile il Centro (-0,9%).

Anche l'analisi disaggregata per classi di rendita mostra un elemento interessante, ovvero che l'espansione del mercato risulta sostanzialmente proporzionale alla classe di rendita degli immobili.
L'unico segno negativo (-19,3%), infatti, interessa la classe più bassa (rendita inferiore a 100 euro); le due classi appena superiori mostrano un andamento sostanzialmente stabile (+1,2% fino a 500 euro, +0,4% tra 500 e 5.000 euro); nelle due classi più alte, infine si concentra gran parte della dinamica espansiva (+14,8% per gli immobili con rendita compresa tra 5.000 e 10.000 euro, +17,4% per quelli con rendita superiore a 10.000 euro).

Settore produttivo agricolo
Come si accennava in apertura, il settore produttivo agricolo risulta decisamente in crescita (+10,0%), dopo il leggero ribasso registrato nel terzo trimestre (-1,3%), intervenuto tuttavia dopo una serie di 10 trimestri in cui si era registrato un solo segno negativo.

Anche in questo caso l'Italia risulta divisa a metà, ribaltando esattamente gli equilibri del trimestre precedente: il Centro-Nord presenta tassi di crescita, talora abbastanza consistenti (+22,3 nel Nord-Est, ancor più significativo se si considera che rappresenta quasi la metà del mercato nazionale), talora più contenuti (+8,8% nel Nord-Ovest, +5,9% nel Centro); Sud e Isole hanno invece segno negativo (rispettivamente -2,4% e -9,4%).

Destinazioni residuali
La parte conclusiva della nota riguarda le categorie residuali del mercato non residenziale (comunque oltre un terzo del totale), quasi tutte comprese nel gruppo F (97%): dopo il leggero calo registrato nel precedente trimestre (-0,9%), i dati mostrano, nel quarto trimestre, un significativo +7,9%.
 

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