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Dal catasto

Mercato immobiliare: netta ripresa
anche per il non residenziale

Si consolida il rilancio nell'intero comparto: il volume di compravendite cresce a doppia cifra in tutti i segmenti (terziario, commerciale e produttivo), come non accadeva dal 2007

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La seconda nota trimestrale 2016, redatta dall'Osservatorio del mercato immobiliare dell'Agenzia delle Entrate (Omi) e disponibile, da oggi, in Rete, conferma, un po' in tutti i settori, un rafforzamento dei decisi segnali di crescita del mercato immobiliare già evidenti nel trimestre precedente.

Il segmento residenziale (comprensivo delle pertinenze) mostra ancora una volta (sesto trimestre consecutivo) i tassi di crescita più alti (+23,1%), se confrontati con il settore non residenziale aggregato (insieme dei segmenti terziario, commerciale e produttivo), che consegue comunque un rilevante +16,4%; in termini assoluti, si tratta del dato più alto (in termini di Ntn) dal 2012 (compreso), pur rimanendo ben lontani dai livelli precedenti il crollo post 2011 (il secondo, dopo il primo, lungo calo dei volumi di compravendita concretizzatosi nel quadriennio 2006-2010).

Disaggregando il comparto non residenziale, si può subito osservare che il segmento di mercato con il più alto tasso di crescita risulta essere quello produttivo, con un +28,7%, valore superiore anche al dato del residenziale, per quanto su volumi fisiologicamente nettamente inferiori; il segmento commerciale, invece, è l'unico a segnare un rallentamento rispetto al semestre precedente (+12,9%, quasi due punti in meno).

immagine di grafico che illustra l'andamento del tasso tendenziale nell'ultimo decennio

Procedendo con ordine, per quanto riguarda il terziario che, ormai da circa un decennio, presentava tassi tendenziali negativi o prossimi allo zero (solo nel secondo semestre del 2011 aveva superato il +2%), si tratta del primo deciso segnale di ripresa (+14,7%), la cui solidità andrà evidentemente verificata nelle prossime rilevazioni; va ricordato, per una corretta interpretazione del dato, che il volume degli scambi, dal 2006 al 2015, si era ridotto di quasi due terzi.
Il Nord del Paese, che comprende quasi il 60% del mercato nazionale, presenta il dato più significativo in termini assoluti (Ntn), mentre è il Sud ad avere il tasso di crescita più alto (oltre il 20%), che consente quasi di pareggiare, in riferimento al volume di compravendite, la macro area del Centro-Italia.
Scendendo di scala, l'analisi delle otto principali province italiane evidenzia, in valori assoluti, il dato di Roma (+39 Ntn) e, in termini relativi, il dato di Firenze (+49,5%), mentre Milano resta la provincia più dinamica (Ntn prossimo a 300).

Passando al settore commerciale, va detto che esso presenta nettamente la maggiore dinamicità all'interno del comparto non residenziale, potendo contare su un volume di compravendite fisiologicamente all'incirca triplo rispetto a quello sia del terziario che del produttivo.
In questo senso, il già citato rallentamento del tasso di crescita rispetto al primo trimestre del 2016 non ridimensiona la tendenza al consolidamento di una ripresa che, a differenza degli altri due settori, già nel 2015 aveva mostrato i primi segnali positivi.
Anche in questo caso, il Sud mostra il tasso tendenziale trimestrale più alto (+18,9%), unico in ulteriore aumento rispetto al semestre precedente, ma anche in termini assoluti la crescita tendenziale è prossima a quella del Nord (oltre 350 Ntn); il Centro esprime, invece, un dinamismo più contenuto, con un incremento, comunque, di poco inferiore al 10 per cento.
Analizzando le otto principali province italiane, emerge invece una forte differenziazione: risultano sostanzialmente stabili Torino, Genova, Palermo e Milano che, pur leggermente in calo, continuano ad avere il volume di compravendite più alto in termini assoluti (di poco inferiore a 800 Ntn nel trimestre di riferimento); crescono invece Napoli (quasi +7%), Firenze (+15%) e, soprattutto, Bologna (quasi +28%) e Roma (che incrementa il Ntn di ben 100 punti).

Come anticipato, tuttavia, il principale balzo in avanti spetta al settore produttivo, che dopo un primo +7% realizzato nel trimestre precedente, è cresciuto a un tasso prossimo addirittura al 30%, recuperando gran parte del crollo del 2012.
In termini assoluti, il Nord continua a rappresentare circa i due terzi del mercato nazionale (in realtà poco meno, se si considera quest'ultima rilevazione), per cui, di grande peso risulta essere il +23,9% conseguito in questo trimestre. Di grande effetto, poi, il dato del Sud, che è giunto quasi a raddoppiare il numero degli scambi realizzati un anno fa, passando, in termini di Ntn, da 323 a 600, con un salto estremamente significativo anche in termini assoluti; il Mezzogiorno finisce così per scavalcare nuovamente, dopo oltre un anno, la macro area del Centro, ferma a 429 dopo aver trainato il settore (almeno in termini percentuali) negli ultimi quattro semestri.
Scendendo, anche in questo caso, alla scala provinciale, Milano consolida il suo primato in termini di Ntn (203) con un +4,6%, Bologna (114) raggiunge Torino (in calo a 115) grazie a un incremento di circa un terzo (+29%) del volume di compravendite, Genova raddoppia quasi il proprio dato (che resta comunque relativamente basso, 31 Ntn), mentre è Roma a registrare, in percentuale, l'incremento più forte (addirittura +139%), passando da 32 a 77 Ntn e attestandosi, in tal modo, al quarto posto in questa parziale classifica.
 

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